Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Personale/Politico, R-Esistenze, Satira, Sessualità

Fellatio? Ovvio che si. Vieni che te lo spiego per benino…

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Ti facissi un pigiamino ri saliva co’ rinforzu ‘ntò cavaddu” (ti leccherei tutta concentrandomi su un cunnilingus) fu uno dei tanti cortesi abbocchi da corteggiamenti di strada palermitana ai quali, immagino, le parlamentari del Pd avrebbero reagito con moltissimi mancamenti.

La strada di Palermo d’altro canto è un po’ così: quando tu passi sei come un link condiviso su un social network e chiunque si prende il diritto di dedicarti la frase che preferisce. Così io ho conosciuto la metà dei sogni e dei desideri sessuali di taluni palermitani. Perché quando si pronuncia una faccenda che ha a che fare con il sesso state tranquille che si tratta di una sua fantasia.

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Acchiappa Mostri, Comunicazione, Critica femminista, Violenza

Mostri e principi: il maniaco di Bologna!

Mostri e principi: il maniaco di Bologna.

Dalle amiche di Betty&Books (che abbraccio forte):

Succede che a Bologna, tramite media locali, cartacei e web, inizia  a circolare l’identikit di un molestatore. Molestatore che colpisce in pieno giorno e sceglie, così scrivono sui giornali, solo giovani donne. Tutte le altre sono salve (?).

Il focus si sposta dalle “vittime” al molestatore e parte la caccia all’uomo. Sotto al cielo nulla di nuovo direte voi, e invece no, è qualcosa di nuovo per un dettaglio non da poco: il mostro questa volta è bianco, non il solito indefinito uomo nero, brutto, sporco e cattivo, anzi è giovane, biondo alto e con accento inglese. Mostro o principe azzurro?

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Comunicazione, Critica femminista, Culture, Pensieri Liberi

#Francia, il moralismo e l’esaltazione del valore della “fedeltà”

Hollande pare abbia tradito la compagna. Scrivo “tradito” perché è così che la raccontano tutti i media. E dopo aver dedicato alla faccenda un bel chissenefrega mi viene in mente che così si spiega perché quella nazione abbia potuto immaginare quella orrenda legge contro clienti e prostitute. In Francia vige un socialismo neoliberista in salsa moralista. Come quello antiberlusconiano che abbiamo visto e vediamo qui. Una brutta china che contagia l’Europa e  mette in piazza una riproposizione di stereotipi e spinte alla normalizzazione in fatto di relazioni e sessualità che nemmanco il Vaticano potrebbe fare altrettanto.

Come in Italia, d’altro canto, si celebra il martirio di questa donna che addirittura sarebbe finita in ospedale per un malore. E quel che Hollande, arrivato in Italia, non dimentichiamolo, a firmare il patto con Letta per Frontex (che vuol dire più militarizzazione nel mediterraneo a contenere gli sbarchi degli immigrati) e poi a firmare per il Tav, dovrebbe fare per compensare tutto ‘sto disastro sarebbe forse di intraprendere la via suggerita dal popolo. Può mollare l’altra e tornare a fare il fedelissimo compagno o può dichiarare la sua “debolezza” e portare alla luce il suo grande ammmore per la signora con cui s’è incontrato di nascosto.

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Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, Femministese

#Renzi e il #Pd: NON parlate di “donne” (please!)

Confesso che di Renzi non so molto. Figurarsi che l’altro giorno su twitter si scherzava e c’era qualcun@ che pensava alla Leopolda ci fosse la sfilata di Miss Italia. Gente che eleggi senza proporzionale e con il maggioritario secco, of course.

Ci fu quella volta che mi s’incupì la fiKa ritenendo che perfino a Firenze fare un cimitero nominato ai feti fosse una cosa un minimino oppressiva per le donne che scelgono di abortire. Ma qui già siamo a cose intime, non c’è molto da pretendere che si lasci a tutte la libertà di autodeterminarsi senza produrre ricatti psicologici a chi sceglie l’ivg, avendo a mente anche quelle che invece tengono a quel luogo di sepoltura. Solo una istituzione patriarcale può lasciare che questa cosa diventi una lotta tra due sensibilità ferite, in cui per raccontare il mio stupore e la mia amarezza devo inevitabilmente ferire quella che ha suo malgrado abortito e invece proprio non voleva. Ma fare una scelta differente non mi dice comunque che l’attenzione in direzione delle donne sia migliore. Dove oltretutto chiedere ad un partito di citare la parola “donne” (come anche quella “femminicidio”) oggi è come pretendere che si sposi un brand senza contenuti.

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Comunicazione, Critica femminista, Culture

Hai presente i #prediciottesimi?

Monica arriva e mi dice: “sapevi che esistono i prediciottesimi”? E no, non lo sapevo. Neppure mi sorprende, a dir la verità.

Parte dal sud, fenomeno che ha come protagonista un fotografo, un po’ Uomo delle Stelle, e ragazzi e ragazze diciassettenni che vengono filmati, con un cospicuo investimento da parte dei genitori, in pose macho/etero/sexy/star.

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MenoePausa

Il cunnilingus risolve la depressione

1175648_645162552169349_1208181353_nDi chi lo fa e di chi lo riceve.

Alcune serie considerazioni sull’utilità di un cunnilingua.

Innanzitutto ti mette subito a tuo agio. Tu arrivi, l’ospite mostra di apprezzarti nell’intimità, sapere che non gli fanno schifo i tuoi liquidi è un grande incentivo di rilassatezza, inoltre si può dire che l’esercizio muscolare necessario per praticarlo sia ringiovanente per il viso, contribuisce ad un rigonfiamento delle labbra meglio che se gli facessi tre iniezioni di botulino, aiuta senza dubbio la digestione e quando vedi gli effetti che un cunnilingus ha su quella donna non puoi che dire “wow” e restare lì a contemplare la potenza di cotanto godimento.

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'SteFike, Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze, Sessualità

L’eiaculazione precoce e la donna cronometro

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A proposito di quello che scrivevo QUI (e vi invito caldamente a leggete il post prima di andare avanti nella lettura di quel che sto per scrivere…). Non solo c’è la gara a patologizzare l’uomo che non ha la durata d’efficienza prescritta dal mainstream neoliberista filo/aziende/farmaceutiche, ma la campagna è da accerchiamento vero e proprio nell’imporre ruoli e funzioni a chiunque, me compresa. Dunque mentre in tv va la pubblicità in cui a te va a fuoco il cranio, e io dovrei far la parte di quella molto affranta, poi capita che se vado dal parrucchiere (e grazie Arianna per la segnalazione) trovo Donna Moderna (del 31 Luglio) che mi spiega che DEVO convincerlo a “curarsi“, dunque devo dirgli “cherì, tu sì malatu, anzi, malatissimo…“, e poi, essendo io stavolta il target, come si capisce dal taglio di questo po’ po’ di  articolo di promozione pubblicitaria, ovvero quella che deve convincere lui a penetrarmi meglio, a lungo, per riprodurci soavemente senza problemi, quel che mi si consiglia di fare, come ben rilevato in basso, è di contargli i minuti, secondi, i respiri della sua erezione. Immagino che sarà compreso un tifo da stadio, un “vai e vai che ce la fai” e alla volta dopo con tutta l’ansia da prestazione che gli faccio venire mi parrebbe anche sacrosanto e giusto che lui mi mandi a quel paese.

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'SteFike, Comunicazione, Critica femminista

Pruriti Intimi

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La questione non è fondamentale, lo so bene, non mi pare proprio il caso di montar su barricate o di bruciar bandiere per segnalar l’offesa. Ma qui il punto è che davvero ogni volta che accendo la tv sento come la necessità, ecco, si, ma proprio di grattarmela e farlo in maniera bella piena. Non voglio certamente entrare nel merito di disturbi che bisogna controllare, lavarsi è sempre la migliore cosa, e un medico che ti sa ravanare nel profondo per scongiurar pericoli non si rifiuta mai.

Quel che non mi spiego è come mai arrivano queste pubblicità un po’ ridicole di femmine piscione e incontinenti o sempre un po’ malate nella fika. Perpetuando lo stereotipo di quelle un poco luride che se lui c’ha un male è certo che gliel’ha passato lei. Come per i militari che infettavano le donne, bottino di guerra in Africa, e poi dicevano che erano loro ad esser portatrici di malattie. Ma qui il problema non è mica dove stia la “colpa” perché se non vi fosse la difficoltà di pronunciare in tv la parola preservativo, per esempio, tanti pruriti, forse, potremmo anche evitarceli. Perché l’informazione è sullo stile del riparo d’emergenza, un po’ repressiva della cosa che ti provoca prurito, ma se si prevenisse sarebbe senza dubbio meglio.

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Autodeterminazione, Sessualità

Ode all’impotente

T’hanno detto che potenza è quella cosa che tu esprimi quando ti si rizza il pene. Se non assurge a più alte e spesse dimensioni quel che saresti è l’impotente. L’idea di potenza insiste nella misura in cui tu riesci a penetrarmi, attraversarmi, insistendo nella durata, fino alla posa ultima del seme che poi è considerato l’atto più potente che ci sia. Potente tu che sei rigorosamente obbediente agli ordini militareschi del diktat riproduttivo e potente io purché i miei ovuli funzionano perfettamente. Lo stigma simile che corrisponde alle donne è quello della sterilità. Se non hai un ovulo che si ingrossa e non resti incinta finanche col pensiero, sei proprio da buttare. Non c’é sessualità che tenga che possa equiparare l’orgoglioso atto che si conclude con un concepimento. Ma alle sterili uno sguardo pietoso è quantomeno dedicato, sebbene insistono talune mamme nel dire che in presenza di una donna che non ha ancora partorito o non intende farlo bisognerebbe lucchettare perfino gli uteri ché loro anticiperebbero, per pregiudizio, il furto addirittura a prima della nascita.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze, Sessualità

Stai dicendo “frigida” a chi?

73343_508372655896566_1471546083_nE’ interessante sapere che giustamente mi si dice che di eiaculazione maschile io non avrei alcun diritto di parlare. Non in senso normativo. D’altronde quel che ho fatto è raccontare perché bisognerebbe smetterla di addebitarmi la responsabilità della patologizzazione maschile. Se mi si dice che quello che a lui succede sarebbe causa della mia infelicità, al punto che divento io quella che procura ansia da prestazione, trovo estremamente naturale che io dica “salve… in questa discussione fallocentrata ci sono anch’io e ho delle precise richieste da fare… ovvero… che l’erezione ti duri un secondo o mille anni il punto sta davvero altrove” (come spiegato QUI).

Di quel che per l’uomo la questione rappresenti e soprattutto di quel che rappresenti nelle relazioni gay, dai cui mondi mi sono arrivate le critiche più articolate, sicuramente motivate, bisogna che parliate voi. Parlate voi di voi. Senza tirare in mezzo me, la mia presunta insoddisfazione, la mia presunta infelicità, etc etc.

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Antiautoritarismo, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

Ode all’eiaculazione precoce

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La prima volta che ho visto questa pubblicità, a mio avviso terribilmente normativa, ho avuto la stessa brutta sensazione che ho ogni volta che in tv si parla di donne che avrebbero un perenne prurito intimo. Come quando c’è chi ti ipnotizza per farti pensare che la priorità della vita per te debba essere toglierti i grammi di cellulite che hai sulle cosce. Come quando leggo di certe multinazionali dello psicofarmaco che vorrebbero farmi pensare che un bambino vivace avrebbe bisogno di restare lì rincoglionito e sedato per vivere meglio.

Ho provato a scambiare due chiacchiere con un amico, provando a capire se sono io prevenuta o se effettivamente c’è qualcosa che non va. Mi dice che l’eiaculazione precoce è un problema, certo, è che se c’è qualcosa che lo risolve tanto meglio.

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MenoePausa

Il dominante dominato

Devi farmi sentire il rumore…” – dice il cliente al telefono.

Cioè… vuoi proprio sentire che mi meno?

Fa un mugugno per dire si. E’ uno di quelli che telefona per sessioni sadomaso in telefonia erotica dove io faccio la subordinata al cappero e lui è il mio padrone. Ho molta difficoltà ad intrattenerlo in questo ruolo ma devo recitare, tutto sommato, e tra due minuti lui ha già finito e io posso ripristinare la mia dimensione di giammai sottomessa.

Nulla da dire per quelle a cui piace così. Ho visto anch’io il film Secretary e mi ha pure parecchio eccitato, però o mi trovate uno figo quanto quell’attore, che mi fa sospirare di attese e di dominazione dalla sensualità infinita, o per telefono di che vuoi che mi ecciti?

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Malafemmina

Quattrolavoriquattro, contemporaneamente (schizofrenie precarie)

No. Non sento le voci. Semmai sono le voci che sentono me.

Sono tornata dal villaggio vacanze. Ho ripreso a lavorare al bar. L’agenzia per la quale lavoravo prima forse mi molla un altro pezzo di stipendio che mi deve. Se però poi oso chiedere la rateizzazione posticipata – a quando mi va – per il pagamento dell’affitto figurati se qualcuno me lo concede. C’è questo dettaglio che ai datori di lavoro “insolventi” sfugge. Io precaria devo capire le loro ragioni, ché altrimenti mi caricano pure la responsabilità del loro fallimento, dopo che comunque del mio lavoro si sono serviti e io li ho fatti guadagnare, però nessuno capisce le ragioni mie. Le mie scadenze devo rispettarle tutte. L’affitto e le bollette, pure la pancia ogni tanto esige un pezzo di pane.

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Eretica, Mamma Toccati

L’Utero e il Dilettevole – il mio nuovo blog su LeNuoveMamme.it

71456_10201039564541966_1393889992_nLa vita è tanto strana a volte. 🙂

Eppure io non parlo granché bene delle mamme perché mamma lo sono anch’io e so che siamo umane e imperfette e la sacralità del materno è quella cosa che tento immediatamente di esorcizzare. Forse anche LeNuoveMamme.it sono un po’ stufe della sacralità del materno come me?

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MenoePausa

Le venditrici (precarie) di paradisi (celesti e terreni)

La precarietà ti rende apatica. Ti toglie il diritto di pensare, commentare, disturbare. Disabilita il pensiero critico, quasi che non si avesse più il diritto di esprimerlo. Se sei precaria cosa critichi a fare? Precaria tu e precario il tuo cervello. Spegniti e basta. Renditi invisibile e non rompere i coglioni. Questo il messaggio.

Disabituarsi a dare valore al pensiero critico sulla base dello stipendio che porti a casa è un po’ difficile. Lo è in una società in cui per primi i membri della tua famiglia se non lavori ti guardano come fossi una poverina, un po’ malata, perché il valore individuale si esaurisce alla capacità di guadagnare, e poi si chiedono perché certa gente va a rubare.

Qualcuno ruba per riottenere cittadinanza tra gli umani. Qualcuno per campare. Molti per arricchirsi ancora di più e sono quelli che non li becchi mai perché rubano a me, rubano a te, rubano stipendi e contributi e pensioni e più rubano pezzi di vita e più guadagnano e fanno carriera.

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