Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Precarietà, R-Esistenze

La donna privilegiata e il femminismo intersezionale

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È che le donne bianche, eterosessuali, cis, benestanti, cristiane, non si percepiscono come classe privilegiata. Immaginano di stare “con” quelle persone che nominano, dall’alto della propria posizione, e nel nominarle le rendono “oggetti” della loro attività normativa e moralizzatrice. Nominano le povere, le donne nere, le straniere, le orientali, le lesbiche, le trans, e nel farlo stabiliscono limiti, paletti, e danno appeal ad un imprecisato numero di caratteristiche che presto o tardi diventeranno obiettivo, desiderabile, per le classi inferiori.

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Antirazzismo, Antisessismo, Critica femminista, R-Esistenze

Meloni non è un simbolo dell’emancipazione femminile

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Due cose sulla faccenda che riguarda la Meloni in qualità di candidata sindaca di Roma. L’uscita di Bertolaso fu alquanto infelice, e così anche quella di Berlusconi, ma dopo la autoinvestitura della Meloni in corsa per occupare l’ambito ruolo istituzionale paragonandosi al simbolo romano per eccellenza, la lupa che allatta i cuccioli, bisogna pur dire che per quanto io sia una “mamma” giammai userei per me stessa l’immagine della lupa per frantumare gli stereotipi sessisti alimentati dalle parole dei due machi dell’italica politica. La lupa, con i cuccioli, il riferimento all’istinto animale, la sacra madre che fa di tutto per difendere i suoi figli, è l’argomento principale che serve ad alimentare quello stesso stereotipo sessista che vorrebbe la Meloni fuori dalla scena politica.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Precarietà, R-Esistenze

L’anticapitalismo di convenienza delle missionarie del nuovo ordine femminista

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Vi ricordate il pezzo della femminista Nancy Fraser che ad un certo punto dichiarò come il femminismo, un certo femminismo, quello bianco, coloniale, ricco, che aveva deciso di non considerare la differenza di classe (e neppure di razza in verità) mentre diffondeva il verbo sulla questione della violenza sulle donne, fosse l’ancella del capitalismo? Ve la ricordate? Vi sintetizzo i punti salienti del suo discorso e anche di tante considerazioni lette e fatte dopo. Le femministe si erano concentrate troppo sulla questione della violenza domestica senza considerare gli aspetti intersezionali del problema e favorendo la diffusione di concetti neutri, perché abilmente usati dalle filo/capitaliste, al punto che la questione della violenza sulle donne diventò un brand utile a chiunque per attrarre consenso per partiti, istituzioni, governi (vi ricorda niente?), donne ricche e perfino di destra, che se ne fregavano delle rivendicazioni delle donne sull’aborto o sul diritto di cittadinanza delle migranti, ma ripetevano a memoria parole svuotate di senso giusto per legittimare paternalismo e industria del salvataggio, composta da polizie e istituzioni varie, oltreché di organizzazioni varie finanziate apposta per dedicarsi al problema anche se del problema non sapevano proprio nulla.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze, Sessualità

Il mio femminismo è antifascista

antifaIl mio femminismo è antifascista:

 

  • Perché non sto con Dio né con la patria e non mi lascio intrappolare da un anacronistico concetto di famiglia.
  • Perché non credo nei ruoli distanti e divisi, perché il genere è una costruzione culturale e non potrai imprigionarmi nella riproduzione e nella cura solo perché sono una donna.
  • Perché credo che un uomo non debba necessariamente essere un eroe machista, guerrafondaio e violento. Perché ho stima negli uomini, più di quanta ne abbiano i fascisti stessi.
  • Perché non sono madre, moglie, figlia, ma solo persona.
  • Perché non sei padre, marito, figlio, ma solo persona.
  • Perché la sacralità del materno mi infastidisce tanto quanto quella del paterno. Non tutte le donne sono madri o vogliono restare incollate ai figli e non tutti gli uomini sono distanti e vogliono non avere a che fare con i figli. Perché per essere genitori non bisogna essere necessariamente etero e perché la condivisione dei ruoli di cura è necessaria e auspicabile.
  • Perché il mio orientamento sessuale non ha nulla a che fare con la biologia.
  • Perché difendo la libertà di scelta di ogni donna, qualunque essa sia, anche se non la condivido. E perché, allo stesso tempo, esigo rispetto per le mie scelte, anche se tu non le condividi.
  • Perché non mi serve un uomo, uno stato, un governo, un presidente, un leader, paternalista che mi impone di seguire le sue regole “per il mio bene”. Perché quando un uomo dice di sapere quel che “è bene per me” so che devo stargli lontana.
  • Perché non mi piace che in mio nome si realizzi una società securitaria, giustizialista, dove l’unica soluzione posta a me che ho bisogno di strumenti preventivi e risolutivi per “salvarmi” da sola, è sempre e solo la galera o altre orribili soluzioni che placano solo gli appetiti di chi ama le soluzioni autoritarie.
  • Perché odio essere strumentalizzata da un razzista. Io non ho problemi con chi arriva da lontano, con chi parla un’altra lingua e vive secondo altre culture. Non è dell’uomo nero che ho paura ma del fascista, autoritario, di ogni razza e provenienza, ché non rispetta la mia idea di sessualità consensuale e consapevole e pensa che il mio corpo dovrà risarcirlo in qualche modo.
  • Perché il mio mondo è libertario e io non tollero di vedere sfilare mille cazzi in erezione, eccitati all’idea di fomentare odio tra poveri e diversi.
  • Perché un gay per me non è malato e disprezzo profondamente chi vorrebbe “aggiustarlo” per non veder messo in discussione il proprio orto “virile”.
  • Perché una lesbica non è una femmina mancata, ma, e devi convincertene, è una persona che ama fare sesso senza il tuo cazzo fascista.
  • Perché una persona trans non mina le mie certezze, e quando dici che ti fa schifo, e a notte fonda vai a picchiare la trans in strada perché hai dei problemi ad accettare chi è divers@, sei tu a fare profondamente schifo.
  • Perché ogni volta che picchi o dai fuoco, con i fatti o a parole, ad un rom, un musulmano, un ateo, uno straniero; quando insisti nella costruzione di recinti, dentro i quali, ben inteso, rinchiudi anche me, nostalgico di nazismi andati e che non hai timore di riproporre; quando semini odio, con un linguaggio livoroso e colmo di fanatismo, pensando sia tuo diritto normare e controllare i corpi e le vite di ciascun@: tu sei una persona orribile, che pratica sovente revisionismo storico per dirsi vittima di noi antifascist*.
  • Perché se non ti lascio pronunciare il tuo odio, sono certa, rivendicherai il tuo “diritto alla libera espressione” e chiamerai le guardie per censurare le mie letture, per vietare la mia cultura, per bruciare i miei riferimenti storici e politici, per bastonare me che manifesto l’antifascismo.
  • Perché non è affatto vero che ai tempi del fascismo si poteva dormire con la porta aperta. Perché il concetto di sicurezza che ancora oggi propagandate si basa sul terrore, sulla paura, che voi istigate per poi proporvi di governare. È quello che fanno i mafiosi quando incendiano casa tua e poi ti fanno pagare la tangente per lasciarti campare.
  • Perché usate le donne per raccontare balle su tutti gli stranieri. Perché vi fa solo paura chi è diverso e quando una donna, come me, racconta l’antirazzismo, non sapete fare altro che mostrare un grande senso di inferiorità nei confronti del pene dell’uomo nero. E no, non amo essere stuprata né da voi né da “quelli del’Isis” contro i quali stanno lottando le donne curde e musulmane e non i “bravi” fasci d’occidente.
  • Perché non sono un contenitore e non farò mai dieci figli per fare aumentare il tasso di natalità nelle famiglie bianche, etero e cattoliche. Abituatevi all’idea di una società meticcia e multiculturale, in cui i figli saranno partoriti da donne di altra etnia e religione.
  • Perché allo stesso tempo, giusto voi che chiedete di fare figli per la patria, mi odiate quando dico di voler fare un figlio per una coppia gay, una coppia di amici, o una coppia etero di persone che amo. Non siete voi a decidere quel che capiterà dentro il mio utero. Perché il corpo è mio e lo gestisco io.
  • Perché sono stanca di trovare obiettori di coscienza in ogni ospedale d’Italia e di ascoltare i racconti di donne che devono fare un’interminabile maratona contro il tempo per trovare una pillola del giorno dopo o un luogo che pratichi l’interruzione volontaria di gravidanza.
  • Perché le stesse persone che dicono di voler difendere l’onore delle donne poi non fanno che chiamarci troie e puttane nei commenti vomitati su tutti i social network.
  • Perché il linguaggio è importante e mi dovete rispetto qualunque sia la mia scelta, anche se non la condividete.
  • Perché le donne fasciste – che esistono, eccome – non sono da meno degli uomini fascisti e non fanno che giudicarmi e tentare di impormi un modello di vita che non mi piace.
  • Perché le lotte delle sex workers, per esempio, non sono dirette alla riapertura delle case chiuse. Perché la questione della prostituzione non può essere gestita da voi per schedare o espellere donne migranti. Perché le donne sono soggetti, così le sex workers e sono loro a scegliere quale dovrà essere una buona legge che permetta loro di lavorare senza essere rinchiuse in luoghi di sfruttamento com’era un tempo.
  • Perché ne ho abbastanza di sentir parlare di onore dell’italiano, dei diritti degli italiani prima che dei diritti civili di tutt*, inclusi gli stranieri.
  • Perché ne ho abbastanza di vedere usato il tema della povertà e della disoccupazione per creare separazione tra diversi. E non ci tengo a vedere un’Italia chiusa in se stessa e governata da gente che, se potesse, vieterebbe anche i matrimoni misti.
  • Sono femminista e sono antifascista e non potrò dirmi sorella di una donna fascista che porta avanti politiche che non rispettano le differenze.
  • Perché non basta pronunciare la parola “femminicidio” per dirsi femministe e non basta dirsi femministe se poi sei moralista, giudicante, contro l’aborto, contro le unioni gay, contro la libertà delle donne che vogliono lavorare usando i propri corpi, nudi, esposti, liberi, mentre praticano performance e vendono il piacere, contro l’ingresso di donne e uomini migranti in Italia.

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Antispecismo, Contributi Critici, R-Esistenze

Specismo: anche l’ambiente si libera da solo!

Lei scrive:

Cara Eretica,

in merito al post sullo specismo di ieri ho visto che il dibattito è stato infuocato! non voglio mettermi ora a giudicare le abitudini alimentari della gente, ho letto tutti i 188 commenti. Quello che più mi ha colpito in realtà nei commenti è che molte persone sono convinte che l’uomo abbia veramente

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Antispecismo, Contributi Critici, La posta di Eretica

L’errore logico dell’antispecismo e il paragone pericoloso con antirazzismo e antisessismo

Ieri abbiamo pubblicato un post che parlava dell’esigenza di inserire, nella relazione intersezionale tra antisessismo, antifascismo, antirazzismo, anche l’antispecismo. Per quel che mi riguarda, inutile dirlo, arrivo da un lungo confronto, durato anni, con una cara amica che mi ha insegnato tanto anche a proposito del controllo in chiave riproduttiva del corpo delle donne esattamente come avviene per gli esseri viventi non umani. Ci sono delle analogie impossibili da ignorare e tuttavia per me è importante ragionarne con calma, senza chiudersi a riccio e offrendo anche a chi non la pensa allo stesso modo lo spazio per raccontare i propri dubbi. Così ospito questo intervento, che immagino non sarà l’ultimo, che arriva proprio in risposta al post di cui parlavo. Se avete voglia di dire la vostra, tenendo conto del fatto che né qui, e neppure sulla pagina, c’è posto per toni esasperati e divisione in integraliste tifoserie, potete scrivere a abbattoimuri@grrlz.net. Buona lettura!

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Cara Eretica,
ti scrivo in merito al post che hai pubblicato sull’antispecismo.

Il punto in questione è secondo me un errore logico che fanno gli antispecisti e che manda all’aria il paragone con antirazzismo e antisessismo.

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Autodeterminazione, Contributi Critici, Critica femminista, R-Esistenze

Come un fantasma che insegue un mostro a due teste

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di Irina

Il prossimo 23 gennaio avrà luogo in diverse piazze italiane la mobilitazione lanciata dalle principali associazioni LGBT italiane (Arcigay, Arcilesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit) in vista della discussione al Senato del ddl Cirinnà sulle unioni civili. Tantissime opinioni sono già state espresse su questo disegno di legge riguardo la sua incompletezza e la segregazione giuridica che potrebbe creare, ma il punto che vorrei analizzare è un altro.

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Comunicazione, Contributi Critici, Critica femminista, R-Esistenze, Ricerche&Analisi

“Perchè non sono femminista”: una replica argomentata

Di recente, è diventato virale questo video di Lauren Southern, opinionista web, in cui spiega perchè lei non è femminista. Le istanze elencate nel video sono molto simili a quelle che ho letto in questi giorni su questo blog in risposta agli articoli sul “privilegio maschile”.

Oggi mi è capitata sotto gli occhi questa risposta, e ho pensato di tradurla perchè mi sembra un ottimo contributo al dibattito. Buona lettura 🙂

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Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Sessualità, Storie

Se tra compagn* si pratica il “sessismo militante”

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Ci sono cose che per amore di militanza non sono dette a voce alta. Ricorre un’omertà che ci fa male o di sicuro fa male a me. Se un compagno ti molesta non va bene dirlo perché contribuisce alla demonizzazione che la società fa dei contesti antagonisti. Ma chi sa discernere sa bene che dire di uno che è stronzo non vuol dire che lo sono tutti. È la pretesa superiorità morale di tutti gli uomini di sinistra o anarchici che invece diventa mezzo di assoluzione per tutti, un po’ come quando dici che le donne, dato che alcune tra loro sono vittime di violenza, allora dovranno tutte essere considerate vittime.

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Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze, Recensioni

Whitewashing e dintorni. Stonewall sbiancata e riscritta da Hollywood

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Da IncrociDegeneri:

Il 25 settembre uscirà nelle sale degli Stati Uniti Stonewall, scritto da Jon Robin Baitz e diretto da Roland Emmerich, un film sulle rivolte che ebbero luogo il 28 giugno 1969  come risposta ad una delle tante retate della polizia nell’omonimo bar del Greenwich Village. L’uscita del trailer ha già sollevato un’ondata di critiche da gran parte della comunità LGBT+, critiche che sottolineano come  la pellicola  cancelli le trans e le drag queens di colore  e, nonostante le dichiarazioni di veridicità, sostanzialmente  riscriva un’altra storia attraverso un’operazione di whitewashing e di genderwashing.

Al centro  della narrazione filmica appare infatti Danny Winters,  maschio, bianco, giovane, belloccio e gay, che, secondo gli autori, sarebbe stato il motore della rivolta, scagliando la cosiddetta  prima pietra.  In realtà, i motori della rivolta furono drag queens, transessuali, butch, molte delle quali di colore, come Sylvia Rivera, una trans di Puerto Rico, le drag queens nere  Marsha P. Johnson e Miss Major, l’icona butch Stormé de Larviere e la femminista bisessuale Brenda Howard che organizzò il primo Pride: furono loro a iniziare la rivolta contro la retata repressiva di quella notte e più in generale contro le violenze e gli abusi quotidiani, tirando scarpe con i tacchi, bottiglie e pugni. Ma mentre Marsha P. Johnson compare come personaggio secondario e Stormé de Larviere è interpretata da una donna bianca, Sylvia Rivera e Miss Major nemmeno appaiono nel film. Completamente forcluse, avrebbe detto Lacan.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Le grandi lotte del femminismo borghese e l’icona di femmina su facebook

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Scrive giustamente Erica Vecchione, su Il Fatto Quotidiano, che la news prodotta da facebook, con le icone women friendly, non è altro che il frutto di un patto tra donne bianche, ricche, e molto poco attente alle differenze in generale, di razza o di classe, per esempio, ed un social network che macina soldi a palate anche grazie a queste pubblicità che usano le donne come brand.

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Laverne Cox su Caitlyn Jenner e questioni di privilegio

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Il commento di Laverne Cox sulla copertina di Vanity Fair con Caitlyn Jenner. Tratto dal Tumblr officiale di Laverne Cox, attrice (nota per Orange is The New Black) e attivista. Tradotto da SorellaOutisider:

Il 29 maggio 2014, uscì il numero di Time Magazine che annunciava ‘il punto di svolta transgender’ con me in copertina. Il primo di giugno 2015, un anno e tre giorni dopo, è uscito il numero di Vanity Fair con Caitlyn Jenner in copertina, proclamando un ‘Chiamatemi Caitlyn’. Sono commossa da tutto l’amore e il supporto dimostrato nei confronti di Caitlyn. Sembra veramente un giorno nuovo quando una persona trans può presentare l’autentica sè stessa ed essere celebrata ovunque per averlo fatto. Molt@ hanno commentato su quanto bella sia Caitlyn nelle foto, di quanto sia mozzafiato. Devo fare eco a questi commenti in vernacolare, “Yaaass Gawd! Werk it Caitlyn! Get it!’.

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Stronzate che le femministe bianche devono smettere di fare

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Testo originale tratto da QUI. Traduzione di Nicole Siri e Agnes Nutter. Buona lettura.

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Stronzate che le femministe bianche devono smettere di fare

Sono una femminista bianca*, e lasciate che vi dica una cosa: il femminismo bianco fa schifo. È esclusivo, oppressivo, e contribuisce a marginalizzare ulteriormente le persone su cui la misoginia ha maggiore impatto. Sfortunatamente, il femminismo bianco è anche la norma femminista in occidente, il che significa che le femministe bianche hanno gli spazi più ampi, il maggiore accesso a media e risorse, e sono generalmente considerate La Voce del Femminismo. In teoria, qualcuno che fosse davvero interessato all’eguaglianza (equality) userebbe questi strumenti per dare più voce alle donne di colore. In pratica, la supremazia bianca è un problema reale e le femministe bianche sembrano spesso dimenticare che il loro privilegio di razza rende facilissimo calpestare le donne di colore mentre lavorano per smantellare il patriarcato.

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Luisa Muraro: i generi oltre uomo/donna non sono “travestitismo generalizzato senza ricerca soggettiva di sé”

tumblr_meb84v6CI01rysiszo1_500E’ solo mia l’impressione che ogni volta che Luisa Muraro esprime il suo pensiero allo stesso tempo spira un vento fortemente reazionario?

Non è la prima volta che il suo punto di vista contrasta la questione dei generi, tra l’altro distorcendo l’opinione di Judith Butler, rendendola funzionale alla negazione stessa di quel che Butler racconta. Perché, così Muraro scrive: “la gender theory dei cinque generi ha qualcosa di doppiamente aberrante” e perché “la differenza sessuale si avviava ad essere esclusa dalle cose umane, per essere sostituita da un travestitismo generalizzato senza ricerca soggettiva di sé“.

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Il femminismo è stato sequestrato dalle donne bianche borghesi

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Da Intersezioni:

Questa è la trascrizione del discorso tenuto da Myriam Francois-Cerrah in occasione di un dibattito tenuto alla Oxford Union il 12 febbraio, in cui ha sostenuto la mozione approvata “Questa Camera è persuasa che il femminismo sia stato sequestrato dalle donne bianche borghesi“.

Myriam Francois-Cerrah, ricercatrice alla Oxford University, studia i movimenti islamici in Marocco e si occupa di Medio Oriente e di attualità in Francia. E’ giornalista, anche televisiva e  radiofonica, ed oltre a collaborare con testate quali  The Guardian, New Statesman, The Independent, Middle East Eye e Al Jazeera English, anima dibattiti televisivi su Sky News, BBC Newsnight, Channel 4 news, etc.

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