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Intersex: la staffetta che fa la rivoluzione

di Ethan Bonali

Una rivoluzione nasce sempre apparentemente per caso, per tristezza o per allegria e talora con leggerezza.

Eravamo nel terrazzo di un’amica, rum in una mano e sigaro nell’altra e le stelle, coperte dall’inquinamento di Milano, sopra.

Eravamo online con un’amica che vive a Firenze.

Eravamo tutti connessi virtualmente e umanamente.

Non lo sapevamo, ma la staffetta era già in atto.

E così, con il sorriso, ci siamo detti: perché non provare a cambiare le cose?

Perché non provare a cambiare il modo di fare attivismo?

Perché una staffetta? E per cosa? [Read more…]

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#26N – si va al corteo contro la violenza di genere nonostante le cyberbulle

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la verità è che questa storia della sorellanza è parecchio opinabile. non dite che al solito si può generalizzare perché non serve. non sono tutte istigatrici d’odio o incattivite con chi alza la testa, dimostra autonomia intellettuale o pecca di presunta lesa maestà. c’è chi la politica la intende come rivalità accanitamente e lungamente ossessiva nei confronti di un’altra, singola, persona. progetta di distruggerla con ogni mezzo perché a suo dire sarebbe pericolosa e bisognerebbe “fermarla”.

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#Lisbona: Abbatto i Muri va in Tour

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Giusto per dirvi che nei prossimi giorni un buon pezzo di Abbatto i Muri (non solo Eretica) si trova, ci troverete, a Lisbona a parlare di femminismi, studi di genere, nell’ambito del terzo congresso internazionale sugli studi di genere, il femminile in ambito italiano e portoghese. Parteciperà un sacco di bella gente e la discussione sarà istruttivissima di sicuro. Il 25 novembre parteciperemo al corteo indetto dalle femministe intersezionali, sempre a Lisbona. Per il resto parteciperemo alle iniziative, quelle che ci piacciono e che potremo raggiungere, parlando di lotte femministe a tutto tondo.

Perciò buona lotta e a presto con report il più possibile fedeli a quel che vedremo e faremo per rendervi partecipi di quel che accade anche fuori dai confini italiani.

Il programma delle giornate portoghesi lo trovate QUI

Baci & abbracci a tutt*

 

Manifesto femminista per l’approvazione del ddl Cirinnà

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Il 28 gennaio in parlamento si discuterà il disegno di legge per l’istituzione delle unioni civili, un momento cruciale per i diritti civili del nostro Paese. Non c’è più tempo per le esitazioni: è l’ora di agire, di farsi sentire, di prendere posizione. Pensiamo sia importante dimostrare ai nostri politici e alle forze più conservatrici del paese che c’è una grande parte della società italiana pronta a schierarsi a favore dei diritti di tutte e tutti. Per questo, su iniziativa di Pasionaria.it, un gruppo di persone che ha a cuore le tematiche del femminismo intersezionale promuove il manifesto che segue. Potete partecipare anche voi, aderendo al documento e scendendo in piazza sabato 23 gennaio in una delle oltre 70 piazze dove si svolgeranno le manifestazioni dell’iniziativa #svegliatitalia.

Per adesioni: abbattoimuri@grrlz.net

Manifesto femminista per l’approvazione del ddl Cirinnà

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Un Registro degli stupratori? Una proposta per dialogare, non per confliggere!

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Al mio post di critica alla petizione delle tassiste che chiedono il Registro Pubblico per gli stupratori rispondono le donne di Preferenza Rosa sottoscrivendo una lettera inviata da Sofia Corben. La pubblico integralmente perché così voi possiate valutare i motivi che le hanno spinte a promuovere questa iniziativa e partecipare, se volete, a questo bello e costruttivo confronto. Buona lettura!

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UN REGISTRO DEGLI STUPRATORI? UNA PROPOSTA PER DIALOGARE, NON PER CONFLIGGERE.

Cara Eretica,

io sto con Preferenziale Rosa. Quando decisi di passare al turno di notte le mie zie iniziarono una vera e propria campagna per la mia sicurezza. Stanca di sentirle tornai a lavorare di giorno: mi rapinarono! La collega romana è stata picchiata, violentata, derubata alle sette del mattino. Non sto dicendo che di notte posso guidare nuda, con un diamante al collo e i paraocchi di Chanel ma ogni professione è un mondo e troppo spesso invece di esplorarlo con curiosità, lo giudichiamo con troppa velocità. La lotta contro lo stupro non è una rivendicazione di categoria ma di genere, eppure cercando di risponderti forse è utile procedere dalle esperienze delle tassiste, perché viviamo e lavoriamo in strada e la strada è un luogo di tutti.

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Il Primo Maggio è anche la giornata di lavoratori e lavoratrici sessuali

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Dibattito infuocato attorno al tema della prostituzione. Sui social incombono i toni di abolizioniste che stanno compiendo una crociata per la fine di quello che loro chiamano ‘sistema prostituente’. Punizione per i clienti, boicottaggio delle attività delle sex workers, invisibilizzazione delle istanze dei/delle sex workers, chilometri di polemiche su un termine, sex work, che infastidisce perché in fondo dice che il lavoro sessuale è lavoro. Così hanno scelto di chiamarsi le persone che vendono servizi sessuali e così dobbiamo chiamarle noi che diciamo di avere rispetto di chi in modo autodeterminato si dichiara ‘soggetto’.

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#Vicenza, 22 Luglio: sit in contro lo stupro! Don’t touch our sisters!

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Giorni fa vi parlavo dei due militari Usa accusati dello stupro nei confronti di una sex worker rumena, ed è bene ribadire queste cose perché su questa donna pesa un doppio stigma sociale, e se lei fosse stata una donna italiana, che non faceva quel mestiere, e i due fossero stati due rumeni oggi vedreste le prime pagine dei giornali strapiene di questa storia. Invece no, eppure c’è tanto da dire. Per fortuna la mobilitazione da parte delle compagne e dei compagni di Vicenza non si è fatta attendere. Il 22 luglio si sono dati appuntamento davanti la caserma Ederle, sede dei sue militari accusati. Condivido con voi il loro comunicato (qui la pagina evento facebook). Buona lettura e buon sit in.

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BASTA CON GLI STUPRI E LE VIOLENZE IMPUNITE!

Iniziativa martedì 22 luglio alle ore 19, davanti alla caserma Ederle in viale della Pace a Vicenza

All’indomani della notizia di un nuovo stupro da parte di militari statunitensi a danno di una donna, ci appelliamo alla città, ugualmente offesa e colpita ancora, affinché reagisca chiedendo che questi reati non restino impuniti.

Nel corso degli anni, la presenza delle caserme e delle basi a stelle e strisce a Vicenza ha generato molti casi di soprusi, violenze e crimini compiuti da militari e civili statunitensi a danno della popolazione locale, ferita, oltraggiata e trascurata dalla giustizia italiana.
Sebbene non si trattasse di reati commessi nell’esercizio delle funzioni militari, ma di delinquenze comuni o violenze aggravate spesso a sfondo sessuale, gli Stati Uniti hanno preteso per prassi l’affidamento in patria dei procedimenti legali; a distanza di anni dallo svolgimento dei fatti, molte vittime non sono state risarcite e per altre non si conosce l’esito degli sviluppi giudiziari.
L’Italia si è liberata volentieri di certe responsabilità e per gli indiziati sono stati adottati altri pesi e altre misure. Il risultato evidente presenta vittime abbandonate dalla giustizia italiana e una città ferita nella sua sovranità.

Una città militarizzata non è una città più sicura, ma vede aumentare molti crimini fra cui quello della violenza contro le donne, per questo è anche tempo che siano gli uomini a scendere in piazza per prendersi la responsabilità di schierarsi contro la violenza sessuale. Invitiamo a farlo senza moralismi e paternalismi, non per difendere le donne, ma per difendere sé stessi dall’accusa di essere complici della mentalità dello stupro.

Anche se il processo relativo a questo ultimo caso di violenza pare si svolgerà a Vicenza e che sia stata rifiutata la richiesta del Comando americano di trasferire i soldati in un’altra base o negli Stati Uniti, chiediamo alla cittadinanza di partecipare numerosa all’iniziativa che si terrà martedì 22 luglio alle ore 19, davanti alla caserma Ederle in viale della Pace a Vicenza, in segno di rifiuto e condanna di questi crimini che non devono costituire la normalità a cui abituarsi e per pretendere finalmente garanzie per uno svolgimento giudiziario equo e giusto.

Venite vestiti con qualcosa di rosso!

SE NE TOCCATE UNA, CI TOCCATE TUTTE E TUTTI!

DON’T  TOUCH OUR SISTERS!

ASSEMBLEA PERMANENTE WE WANT SEX

DONNE NO DAL MOLIN

CS BOCCIODROMO

SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’ VICENZA

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A #Milano il 6/7/8 giugno c’è Ladyfest: il festival queer e femminista!

LogoA Milano, presso lo Zam, lo spazio che gente disinformata voleva far chiudere, compagn* organizzano una tre giorni piena zeppa di belle iniziative. In basso leggete il loro comunicato. Buona lettura e buona tre giorni!

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La Ladyfest – il festival queer e femminista di cultura indipendente – arriva a Milano

Dal 6 all’8 giugno workshop, incontri, performance, concerti, proiezioni su corpi, sessualità e piacere

Dal 6 all’8 giugno arriva a Milano la Ladyfest. Il festival queer e femminista, nato nel 2000 negli Stati Uniti, prenderà il via nello spazio liberato Zam di via Santa Croce 19 (zona Ticinese). Al centro dell’happening il desiderio di indagare il corpo, le relazioni e la sessualità. Per tre giorni ci saranno laboratori, incontri, concerti, proiezioni e performance che daranno la possibilità di scoprire, a chi parteciperà, nuove possibili forme di relazione. Si potrà sperimentare in sicurezza – una sicurezza non repressiva e non normativa- in un luogo protetto che mescola i generi e performa le identità, lontano dal sessismo quotidiano, dall’omofobia e dalla transfobia.

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#Cile: risignificare #8Marzo. E’ giorno di lotta femminista!

Cile. Manifestando il rifiuto del ruolo svolto dal Servizio Nazionale delle donne (Sernam) nella protezione del genere femminile, un gruppo di attiviste incappucciate ha realizzato un signolare atto di protesta davanti alla sede dell’organismo nel centro di Concepciòn. A giudizio del gruppo di lesbiche e femministe autonome, il Servizio nazionale della donna svolge un ruolo debole e paternalista, che perpetua la vittimizzazione delle donne, le aggressioni della polizia alle mapuche, il sessismo, la lesbofobia, la violenza di genere, il femminicidio e la negazione dell’aborto. [notizia presa da qui e tradotta da La Pantafika]

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