Eretica, ho pensato di scrivere questa testimonianza proprio perché il post “La mia compagna fa sesso con altri uomini e io ne sono felice“, che ho letto sul tuo blog, mi ha fatto sentire meno solo. So che quello che scrivo non è esattamente uguale a quell’esperienza ma è comunque un’esperienza di diversità sessuale in questo mondo di finti e omologati. L’amore è una cosa misteriosa nella quale non ci sono né regole né verità assolute. Nella nostra civiltà il matrimonio è fallito, la coppia è fallita, la famiglia è fallita nel tentativo di essere assoluti, di rispondere a tutte le domande. Nessuno può rispondere a tutte le domande. Nessuno/Niente che sia umano.
Io credo che l’amore sia molto difficile perché per essere credibile e duraturo non bisogna passare la giornata a plasmare la persona amata secondo i nostri desideri, a costringerla in nome dell’amore a farci da specchio e da gratificazione. Questo è l’amore di Narciso che nell’altro/a cerca in fondo solo se stesso.
Amare una donna vuol dire lasciarla vivere secondo i suoi gusti e i suoi desideri. La cosa diviene imbarazzante, scandalosa, pericolosa, dolorosa quando entriamo nel sessuale.
Le donne non sono tutte uguali, le donne sono ovviamente tutte diverse. Nella vita e dunque nella sessualità.
Ci sono quelle fredde, quelle calde, quelle fedeli, quelle ascetiche, quelle con mille voglie, quelle con dieci o cento ma sono tante lo stesso.
Amare quella donna significa accettarla tutta. E io ho provato a fare questo.
La mia compagna è molto esuberante sessualmente e noi abbiamo una vita a letto piena e gratificante. “Perfetto” – direte – “Cosa vuoi di più?”. Io infatti non voglio nulla in più. Sto benissimo, sono felice con lei, mi diverto, lei è il mio piccolo/grande paradiso sentimentale e sessuale.
Il punto di crisi arriva quando lei scopre che essere gratificata non le basta, che per lei il sesso è divertimento, che essere sazia del suo uomo non le basta. Lei si vuole divertire, vuole fare sesso con altri. E iniziano ad essere tanti.
Io avrei potuto dire: “Ma insomma! Ma non ti vergogni? Sei sazia e gratificata, hai una vita sessuale bellissima con me e cerchi altri uomini?” Poi agire sui suoi sensi di colpa e fermarla. Non l’ho fatto. Non l’ho fatto e mi costa caro.
Notti di tormento nella gelosia, ore e ore di attesa con chi sarà e che starà facendo? Lei mi chiede anche delle complicità. Vuole essere vista con questo o con quello. Vuole essere guardata mentre lo fa. Facciamo ore e ore di discorsi, cerchiamo di capirci e di seguirci a vicenda sin nelle pieghe più remote della nostra reciproca intimità: io nella mia convinta fedeltà, lei nella sua totale allegra infedeltà. Ci hanno detto: non reggerete a lungo, la vostra storia è da pazzi e salterà presto. Sono cinque anni che stiamo insieme e siamo felici.
Io sono felice perchè la vedo fiorire, è bella, è gratificata, è allegra, ha un fascino che le altre non hanno, fa girare la testa agli uomini solo quando passa per strada. Io sono felice perchè lei è lei. Lei non ha bisogno di inventarsi altro da raccontare a un marito carceriere come quello che ha avuto sino a dieci anni fa. Un adagio Zen credo dica più o meno così: “Lascia andare i cavalli, se sono tuoi torneranno da te”. Io ho fatto questo. Mi costa tanto tutti i giorni in termini di chiarezza, impegno emotivo, gelosia, discorsi infiniti, sofferenze e gioie esagerate. Mi costa tanto ma è una vita fatta di amore, libertà e verità. Una condizione che non molti altri possono vantare.
Ti ringrazio dell’ascolto.