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Io sono viva e perciò non riesco ad essere fedele

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Del pudore non mi frega un cazzo. E non mi frega dell’apparenza, delle chiacchiere della gente, delle occhiate giudicanti, dei consigli moralisti. Passo dal pub e tracanno due birre chiare, con tanta schiuma, così come piace a me. A metà turno il barista mi invita ad andare con lui. Nel magazzino in cui tengono la riserva di birra sfusa mi offre una canna e scivola a terra, a gambe larghe. Per me è naturale occupare il suo spazio tra una coscia e l’altra. Uso il suo torace come schienale. Mi lascio avvolgere dalle sue braccia. Fumiamo.

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Sono io l’infedele e lui è l’uomo che amo

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Ricordate la lettera di un uomo che raccontava dell’infedeltà della sua compagna, con la quale conviveva in armonia e accettando tutto di lei. Non è un marito carceriere, non un uomo possessivo. Ha svelato le contraddizioni, le fragilità senza mai dimenticare di dire che ama questa donna e che è felice con lei. Ecco: mi ha scritto la sua compagna e quella che leggete in basso è la sua lettera che vorrebbe essere anche una risposta ai (brutti) commenti lasciati sotto il post scritto dal suo compagno. Buona lettura!

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Cerco di riordinare le idee e di rispondere a ciò che leggo e che riguarda tanto il detto quanto il non detto. La donna in questione sono io e l’uomo della lettera lo amo profondamente.
L’amore va scisso dai comportamenti sessuali, tentare di riportare necessariamente l’uno all’altra per me è un errore. Io posso amare un uomo e desiderarne fisicamente un altro, gli uomini possono da sempre le donna no. Perché no?

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Lei è infedele e io non sono un “marito carceriere”

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Lui scrive:

Eretica, ho pensato di scrivere questa testimonianza proprio perché il post “La mia compagna fa sesso con altri uomini e io ne sono felice“, che ho letto sul tuo blog, mi ha fatto sentire meno solo. So che quello che scrivo non è esattamente uguale a quell’esperienza ma è comunque un’esperienza di diversità sessuale in questo mondo di finti e omologati. L’amore è una cosa misteriosa nella quale non ci sono né regole né verità assolute. Nella nostra civiltà il matrimonio è fallito, la coppia è fallita, la famiglia è fallita nel tentativo di essere assoluti, di rispondere a tutte le domande. Nessuno può rispondere a tutte le domande. Nessuno/Niente che sia umano.

Io credo che l’amore sia molto difficile perché per essere credibile e duraturo non bisogna passare la giornata a plasmare la persona amata secondo i nostri desideri, a costringerla in nome dell’amore a farci da specchio e da gratificazione. Questo è l’amore di Narciso che nell’altro/a cerca in fondo solo se stesso.
Amare una donna vuol dire lasciarla vivere secondo i suoi gusti e i suoi desideri. La cosa diviene imbarazzante, scandalosa, pericolosa, dolorosa quando entriamo nel sessuale.

Le donne non sono tutte uguali, le donne sono ovviamente tutte diverse. Nella vita e dunque nella sessualità.
Ci sono quelle fredde, quelle calde, quelle fedeli, quelle ascetiche, quelle con mille voglie, quelle con dieci o cento ma sono tante lo stesso.
Amare quella donna significa accettarla tutta. E io ho provato a fare questo.
La mia compagna è molto esuberante sessualmente e noi abbiamo una vita a letto piena e gratificante. “Perfetto” – direte – “Cosa vuoi di più?”. Io infatti non voglio nulla in più. Sto benissimo, sono felice con lei, mi diverto, lei è il mio piccolo/grande paradiso sentimentale e sessuale.

Il punto di crisi arriva quando lei scopre che essere gratificata non le basta, che per lei il sesso è divertimento, che essere sazia del suo uomo non le basta. Lei si vuole divertire, vuole fare sesso con altri. E iniziano ad essere tanti.
Io avrei potuto dire: “Ma insomma! Ma non ti vergogni? Sei sazia e gratificata, hai una vita sessuale bellissima con me e cerchi altri uomini?” Poi agire sui suoi sensi di colpa e fermarla. Non l’ho fatto. Non l’ho fatto e mi costa caro.

Notti di tormento nella gelosia, ore e ore di attesa con chi sarà e che starà facendo? Lei mi chiede anche delle complicità. Vuole essere vista con questo o con quello. Vuole essere guardata mentre lo fa. Facciamo ore e ore di discorsi, cerchiamo di capirci e di seguirci a vicenda sin nelle pieghe più remote della nostra reciproca intimità: io nella mia convinta fedeltà, lei nella sua totale allegra infedeltà. Ci hanno detto: non reggerete a lungo, la vostra storia è da pazzi e salterà presto. Sono cinque anni che stiamo insieme e siamo felici.

Io sono felice perchè la vedo fiorire, è bella, è gratificata, è allegra, ha un fascino che le altre non hanno, fa girare la testa agli uomini solo quando passa per strada. Io sono felice perchè lei è lei. Lei non ha bisogno di inventarsi altro da raccontare a un marito carceriere come quello che ha avuto sino a dieci anni fa. Un adagio Zen credo dica più o meno così: “Lascia andare i cavalli, se sono tuoi torneranno da te”. Io ho fatto questo. Mi costa tanto tutti i giorni in termini di chiarezza, impegno emotivo, gelosia, discorsi infiniti, sofferenze e gioie esagerate. Mi costa tanto ma è una vita fatta di amore, libertà e verità. Una condizione che non molti altri possono vantare.

Ti ringrazio dell’ascolto.

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