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Horror? Assassini di donne e fanciulle indifese.

Scorrere decine di titoli di film horror dagli anni settanta in poi è illuminante per capire come innanzitutto l’oggetto principale del massacratore di turno è la donna. Squartata, fatta a pezzi, massacrata, sepolta viva, bruciata, e chi più ne ha più ne metta. Togli i film a sfondo sociale con gli zombie di Romero e troviamo la misogina risposta ad Alien con Species, in cui l’aliena non è più contenitore per generare prole mostruosa ma alla ricerca di uomini di cui nutrirsi per rigenerarsi. Molti degli horror sono ispirati alla cultura Usa di Halloween, non c’è scampo. Studentesse senza meta che incontrano uomini folli muniti di asce o machete. In Italia la categorizzazione horror è raffinata quanto misogina. Lasciate stare i tempi di Argento. Viene classificato horror tutto ciò in cui una donna reagisce a violenze e si difende. Così per Antebellum o per Reckoning. Il primo parla di una donna afroamericana che sfugge ad una riedizione del tempo della schiavitù. Non senza aver agito per legittima difesa alla cattiveria razzista di gente del cavolo. Il secondo parla di una donna che non confessa di essere una strega e si difende da inquisitore, denunciante, gente piena di pregiudizi e scappa sottraendosi alla morte.

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Horror e fantascienza con contenuto sociale

Per chi ama i zombie consiglio di vedere le opere di Romero. E’ lui che ha inventato il genere e non per mettervi paura ma per svelarvi tratti sociali e politici dell’epoca in cui sono ambientati i film. Il primo fra tutti è un capolavoro assoluto, in bianco e nero, con bianchi armati fino ai denti, cui manca solo il cappuccio del ku klux klan, che vanno in giro a massacrare zombie, per poi concludere con l’esecuzione dell’unico sopravvissuto in zona, ovvero un uomo afroamericano. La componente antirazzista è esplicita e spiazza chiunque veda un film che in realtà trasferisce l’orrore su chi lo perpetua contro altri esseri umani differenti per razza, religione, provenienza. Negli altri film contesta il capitalismo, immagina i frequentatori dei nuovi centri commerciali, in auge negli anni settanta in america, come zombie. Gente che si lascia incantare da luci e suoni, con il carrello a portata di mano e la felicità suprema di percorrere le scale mobili. In altri film da lui diretti o per cui ha prestato soggetto e sceneggiatura si vedono immagini di violenze perpetrate da polizia contro persone inermi, afroamericani, dissidenti, poveri, infine inserisce alcune immagini tratte dai filmati dell’assalto inglorioso sui manifestanti di Genova nel g8 del 2001. Il contenuto è fortemente politico e altri film sugli zombie non dedicano la stessa attenzione alla critica sociale.

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XX – antologia horror scritta e diretta solo da donne

::Avviso Spoiler::

Se nel corso di questo fine settimana vi capitasse per le mani questo film vi suggerisco di vederlo. E’ horror, dunque lo sconsiglio a chi non ama il genere, ma è un dark horror scritto e diretto da quattro registe donne (più una regista che ha creato i magnifici intermezzi), interpretato da attrici bravissime e che in un certo senso mostrano come ancora sia preferibile un tema hitchcockiano ad uno splatter che più splatter non si può. Qui troviamo donne protagoniste che interpretano un black humour fatto di paradossi.

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