Avrete letto delle 50 firme contro la Gpa con documento pubblicizzato su Repubblica e vari ed eventuali – giacchè loro si che hanno i media a disposizione e possono dire alle donne quello che devono o non devono fare – a cui risponde la petizione di 50 bionde a favore della Gpa rivolta direttamente a Dio. Scherzi a parte, la cosa più grave di questa iniziativa è il fatto che ci siano 50 donne, femministe e lesbiche, che pensano di poter rappresentare tutte le femministe, tutte le lesbiche, tutte le donne. A dimostrare che così non è c’è intanto il durissimo pezzo di Milena Cannavacciuolo che su Lezpop parla di iniziativa della vecchia guardia lesbo-femminista.
Tag: Gestazione per Altri
La strage di Orlando e l’omofobo riluttante
di Ethan Libano
I fatti di Orlando sono ormai noti a tutti. Le vittime sono persone lgbt (in gran parte di etnia ispanica), il movente l’omotransfobia e la giustificazione morale dello stragista si nasconde tra le pieghe di una visione tossica della religione e del concetto di maschio.
Chi è l’omofobo riluttante?
Nel caos di commenti sulla strage l’ho potuto osservare da vicino. Era quello impegnato a distogliere l’attenzione dalle vittime e dal reale movente. Colui che si prodigava nel negare l’esistenza dell’omofobia o a ridimensionarne la gravità.
E’ una persona che non urla, non insulta apertamente ed è educato a considerare la violenza come socialmente non accettabile. E’ la faccia “rispettabile” dell’odio che si distingue per non agire.
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Perché ho deciso di fare la madre surrogata

Alison Motluk,The Globe and Mail, Canada
Tre donne canadesi che hanno scelto di portare avanti una gestazione per altri (gpa) raccontano le loro storie. In Canada è illegale pagare per la gpa e le madri surrogate ricevono solo un rimborso per le spese sostenute.
Cari Lorman
Ha 32 anni ed è un’assistente domiciliare di Victoria. Ha fatto la gestazione per altri nel 2015.
Perché ho scelto di portare avanti una gestazione per altri?
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La Papessa – l’indulgenza della femminista
L’inconscio è una brutta bestia. Per scrivere questo articolo ho portato una bottiglia di rum in camera e messo su Patty Smith. Gloria.
Jesus died for somebody’s sins but not mine meltin’ in a pot of thieves wild card up my sleeve thick heart of stone my sins my own they belong to me, me people say “beware!” but I don’t care the words are just rules and regulations to me.
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Nel Nome della Madre – commentando un’intervista a Luisa Muraro
L’ennesimo articolo/intervista che parla del libro di Luisa Muraro [che ho recensito QUI, con successive analisi qui] raccoglie la paziente attenzione di chi deve soffrire fisicamente per arrivare alla fine. Ho raccolto un po’ di opinioni, nel senso che ne abbiamo discusso, ed è così che vorrei raccontare come abbiamo vissuto questo articolo. Valutate i commenti dal punto di vista umano, per prima cosa, e ovviamente anche politico, perché Muraro parla di persone in carne e ossa e non di “cose”. Quando impone ruoli alle donne e pone limiti ai generi e decide che quel che in natura non esiste non si sa cosa sia, cancella dalla faccia della terra persone, esseri umani, volti, voci, corpi. Da questi corpi – senza alcun intento offensivo per la Muraro/persona, ragionando delle sue opinioni politiche/filosofiche/femministe – arriva questa voce che spero riceverete chiara e forte.
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Critichi il libro della Muraro? E’ subito lesa maestà!
Come per un post precedente, per il quale avevo registrato e analizzato alcuni commenti, vorrei condividere qui alcune amare osservazioni su alcuni commenti dedicati al post “Oltre il Muro della Muraro: c’abbiamo l’anima nell’utero!“. Il mio post è critico nei confronti del Muraro pensiero che, prima di commentare, ho letto approfonditamente. Cioè: io leggo quel che critico e leggo anche quello sul quale discuto positivamente. Delle persone che hanno reagito al mio post (leggete in basso) io non so quante abbiano realmente letto il libro del quale stiamo parlando. Per lo più mi pare che difendano Muraro per fede o semplicemente perché la GpA non piace e accettano qualunque argomento, per quanto colmo di pregiudizi e conclusioni discriminatorie e reazionarie, pur di affermare la propria causa.
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Sul dis-ordine simbolico della beddamatresantissima
Ho letto di straforo un testo che si oppone alla Gpa (Gestazione per Altri) tirando fuori nientemeno che l’ordine simbolico della Madre (Muraro anni ’90: la madre, la figlia e la spirita santa Vs il padre, il figlio e lo spirito santo), scritto in maiuscolo perché è così che viene inteso da certune. Ho rispetto per chiunque metta in scena equilibrismi filosofici che dicono tutto e il contrario di tutto. Rivela un fantasioso intento di far quadrare il cerchio spostandone il diametro un po’ qui e un po’ là, fino a comprendervi paradossi che non possono sfuggire allo sguardo attento di chi apprezza la ricchezza che deriva dai vari femminismi.
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Festa del Papà: auguri ai padri di bambini nati con la GpA
Leggo della scelta manettara di Alfano, Lorenzin, Binetti, improvvisamente in difesa dei corpi delle donne, che prevedono carcere e sanzioni se vuoi diventare genitore usando la GpA e poi, in quanto antiabortisti, hanno dei problemi quando tu, donna, non vuoi diventarlo. Mi chiedo come facciano, alcune femministe, a dire poi che non è vera la cosa di cui parlo sempre: quando c’è da opporre divieti alle donne, per “salvarle” malgrado siano perfettamente in grado di “salvarsi” da sole, quelle femministe smettono di essere quelle che rispettano l’autodeterminazione delle donne e diventano delle fondamentaliste del cavolo. Stiamo parlando sempre della Gestazione per Altri, volgarmente intesa, a torto, “utero in affitto”.
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Non chiamatela “madre” se non si ritiene tale
Lei scrive:
Ciao Eretica,
vorrei aggiungere la mia voce al dibattito sull’utero in affitto.
Voglio condividere con voi la mia indignazione nei confronti di un la frase in particolare, che ultimamente corre molto di bocca in bocca: “chi vende il proprio figlio non è degna di essere chiamata madre”… Beh, sticazzi! Chi vi ha detto che la donna che presta l’utero abbia mai preteso di essere chiamata madre? Ma ancora di più, chi vi ha detto che ne abbia mai avuto il desiderio? Ma certo, è ovvio che voglia considerarsi madre, perché non dovrebbe? In fondo si tratta dello stato più ambito per una donna, l’unico meritevole di riconoscimento, il solo a cui una “donna con la D maiuscola, una DONNA e non una semplice FEMMINA” (espressioni che mi sono ahimè ritrovata sovente sotto gli occhi nella giornata di oggi) dovrebbe ambire.Continua a leggere “Non chiamatela “madre” se non si ritiene tale”
Striscione di matrice fascista contro Vendola. Scuola lo fa rimuovere!
Questo vomitevole striscione, firmato con la celtica e dunque, senza alcun dubbio, messo lì da gente dell’estrema destra, come ci spiega un articolo pubblicato su catania.meridionews.it, stamattina stava all’altezza del civico 164 di Via della Regione, a San Giovanni La Punta. Visibile da una scuola, l’istituto Giovanni Falcone, dove tutti, inorriditi, si sono mobilitati per farlo rimuovere. Da quel che si legge i vigili l’hanno comunque rimosso perché l’affissione non era autorizzata. Ma se lo fosse stata? Qualcun@ potrebbe davvero autorizzare l’esposizione di uno striscione del genere? Offensivo, ingiurioso, omofobo, fascista.
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Lettera aperta al piccolo Tobia
di Angela Azzaro
Caro Tobia, anche se non ti conosco personalmente e sei appena nato, ho sentito la necessità di scriverti. Sono felice che tu sia venuto al mondo. Ma te lo confesso: sono molto preoccupata per come sei stato accolto qui in Italia. Nei tuoi confronti e contro i tuoi due padri si è scatenato l’inferno di offese, insulti, insinuazioni. Ti scrivo per questo: per dirti che non tutti la pensano così, che tanti e tante invece sono felici che sei arrivato tra noi e sostengono la scelta dei tuoi genitori.
Se il costo della GpA è inferiore a quello dei gamberetti
Lei scrive:
Cara Eretica,
ti scrivo perche’ c’e’ una discussione che ho avuto recentemente su una pagina facebook di genitori adottivi riguardo alla GpA.
Partendo dal presupposto che, pur non condividendolo, capisco perfettamente il punto di vista di molti genitori adottivi rispetto alla GpA, che si puo’ riassumere con “eh no, io ho fatto anni di controlli, perizie psicologiche, rivoltato la mia vita matrimoniale come un calzino, e adesso arrivi tu, paghi e il bambino magari nasce anche con gli occhi del nonno!”.Continua a leggere “Se il costo della GpA è inferiore a quello dei gamberetti”
Nichi Vendola ha vinto l’Oscar
Dal blog errecinque, con un grazie a Rita Cantalino, che ne è l’autrice. Buona lettura!
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Comunque ho lavorato in un call center a quattro euro l’ora, sono abbastanza certa che stessi affittando il mio cervello e le mie capacità dialettiche.
Poi se vogliamo parlare di lotta di classe per me va bene, però inserirei nel dibattito pure il costo del TFA, la sanità pubblica al tempo del biocidio, il sistema di smaltimento di rifiuti che fa in modo che i ricchi industriali si arricchiscano condannando a morte i poveracci che vivono nelle terre che loro hanno scelto come discariche, il fatto che non ho latte in frigo perché il ragazzino delle ripetizioni decide di appendermi sempre il venerdì, giorno in cui dovrebbe pagarmi tutta la settimana, l’accesso riservato alle riviste scientifiche del catalogo del mio ateneo, la devastazione della scuola pubblica, i finanziamenti alle private, la totale assenza di strumenti di welfare efficaci che consentano a chi non vuole mettersi a fare lo spacciatore di scegliere che vita fare in egual misura se è nato al Vomero o alla Sanità, la possibilità di abortire senza dover fare il giro delle sette chiese degli ospedali pubblici per trovare medici non obiettori, la possibilità di decidere se abortire o meno in base alla volontà reale di avere un figlio o no, e non alle condizioni in cui farlo crescere e un sacco di altri fatti.
Mo ve lo giuro che io ho un utero – e per altro in determinati periodi del mese lo darei in permuta, altro che affitto – e non capisco e quasi mi offendo perché vi indigna che lo affitti quando poi posso affittare il mio cervello, posso affittare le mie braccia e le mie gambe andando a fare volantinaggi per pochi spiccioli, posso affittare la mia capacità di resistenza fisica facendo i traslochi o lavorando tutte le notti da barista, posso affittare il mio bel faccino facendo la modella, posso affittare praticamente qualunque parte del mio corpo essendo il mio corpo il mio veicolo di interazione con la società.
O il problema è che non posso portare per nove mesi in grembo un insieme di cellule che via via prende la conformazione fisica di un neonato? No, perché su una cosa ci dobbiamo capire: un bambino non è niente senza l’educazione e il contesto in cui si forma, è una cosa tenera tipo un cucciolo, di cui occuparsi con attenzione e sollecitudine tipo una pianta. Un bambino diviene una persona nel mondo in cui è inserito, e francamente io credo che il problema di questo benedetto bambino in questo momento non sia tanto il fatto che verrà cresciuto da due genitori dello stesso sesso e forse avrà, forse non avrà, relazioni con il corpo che ne ha garantito la formazione fisica, quanto il fatto che è appena nato ed è già diventato un trend topic sui social network, e tenete ragione, il primo approccio col mondo lo viviamo in famiglia e solo dopo arriva la società, e proprio per questo credo che il suo problema una volta cresciuto non saranno i suoi due papà che lo accudiranno e lo proteggeranno da quanto siete brutti, ma tutti quelli che, una volta che per forza di cose uscirà dal guscio e prenderà coscienza del mondo esterno, scoprirà aver speso fiumi di parole e inchiostro su di lui, tutti quelli che lo guarderanno come un fenomeno mediatico, tutti quelli che pretenderanno di sapere o non sapere di lui le prospettive di vita, le probabilità di devianza e l’ambiguità ontologica.
Credete veramente che il problema di sto bambino siano i due papà e non il fatto che la prima cosa che vedrà dopo i suoi due papà sarà una società pregiudiziale, bigotta, che lo additerà come quello strano?
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Il perché No alla gestazione per altri (GpA) secondo chi si oppone
Tanti moralisti gossippari e tante comari da tastiera hanno tempo per scrivere insulti, tra un “bruciateli” e un “bruciatele”, perché i gay, le lesbiche e le femministe hanno sempre un bel rogo in comune. Sto raccogliendo, oltre agli insulti, anche gli argomentoni contro il figlio della “colpa”. Il figlio di Nichi e Eddy non viene citato se non per nominare le presunte colpe degli adulti. Gli argomenti usati sono i seguenti:
– i bambini non si comprano..: e chi l’avrebbe comprato? In quale supermercato si comprano i bambini? Non si comprano forse nel mercato delle adozioni? O dobbiamo considerare acquirenti di bambini anche le coppie etero che hanno figli tramite GpA o con la fecondazione eterologa? Vi invito a leggere questo testo QUI, per quanto impreciso nel considerare gli Stati Uniti come luogo in cui, tra i vari Stati, vige la stessa legge.
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“Figlio di surrogata” sostituirà “figlio di puttana”?
Speravo fosse finita con l’uscita infelice di una femminista che aveva tirato fuori la storia della presunta paternità, tramite Gestazione per Altri, di Nichi Vendola e compagno, per schierarsi contro la GpA e la step child adoption, oramai esclusa dal voto della legge sulle unioni civili. Non è stato così. Oggi un quotidiano (Libero) pubblica il suo scoop, ripreso da un bel po’ di testate nazionali, ciascuno a reclamare una fetta di carne al sangue, barattando il privato di una coppia gay con un bel po’ di click e di guadagni in pubblicità, giusto per stabilire chi è a guadagnare con un esempio di gossip di questo tipo.
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