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#Colonia: l’Internazionale dei maschi misogini e predatori

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COLONIA ovvero l’internazionale dei maschi misogini e predatori :: quando la verità è scomoda e non se ne parla più,

Tutti ricordano i cosiddetti fatti del capodanno di Colonia. Che, incredibilmente, si è saputo subito essersi replicati nello stesso momento in decine di luoghi.
La narrazione era degna di quell’ormai famoso manifesto dell’Italia colonial-fascista: DIFENDILA!

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Colonia mon amour

da AnimAliena:

Non ricordo esattamente quanti anni avessi: credo tredici, mese più, mese meno.

Lui era un compagno di scuola, non mi torna in mente il suo nome, solo vagamente il suo viso: ma aveva gli occhi di un blu quasi elettrico, e fama di essere un bullo, cosa che lo rendeva spaventoso ma al tempo stesso affascinante. Io stavo entrando nell’adolescenza, il seno mi era cresciuto nel giro di qualche mese, e questo mi rendeva felice, confusa, stranita. Ridevo di non riuscire più, guardando verso il basso, a vedermi i piedi. Mi sognavo già donna con la d maiuscola, anche se la metamorfosi era appena cominciata, ed ero più che altro una bambina che anelava disperatamente ad un reggiseno.

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Vogliono violentare le nostre donne – di Brigitte Vassallo

La pubblicità di Calvin Klein segnalata perché banalizza lo stupro

La pubblicità di Calvin Klein segnalata perché banalizza lo stupro

 

da Comune-Info.net:

Un coro mediatico unanime e con una potenza di fuoco impressionante. L’informazione europea mainstream scopre d’improvviso la cultura dello stupro e si tuffa sulla “ondata di violenze sessuali” che ha investito la città tedesca di Colonia e diversi altri luoghi. Cos’è successo di nuovo, di così speciale? Perché tanta improvvisa attenzione sul machismo? Perché la violenza sessuale assume solo adesso la rilevanza di una questione di Stato? Perché diventa tanto importante l’origine degli aggressori? Dobbiamo comunque rallegrarcene, oppure siamo di fronte a un esempio di “purplewashing”, dove la lotta delle donne viene strumentalizzata per fini ignobili, come criminalizzare una parte della popolazione e introdurre nuove misure razziste? Sul magazine basco Pikara, che conosciamo a apprezziamo fin dalla fondazione, è uscito un articolo che può far discutere ma certo aiuta a fare un po’ di luce nel polverone.

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di Brigitte Vasallo*

La notizia di migliaia di uomini organizzati per rubare e stuprare a Colonia durante la celebrazione del nuovo anno è rimbalzata sui giornali. Un migliaio di uomini che con il passare delle ore, prenderanno la forma di “arabi o nordafricani” e il cui fantasma ha incitato il razzismo e la xenofobia della popolazione bianca, ora sotto una “nuova dimensione del crimine”, come hanno intitolato alcuni media. La notizia ha avuto un impatto senza precedenti sugli spazi di comunicazione convenzionali, sempre riluttante a nominare come tale la violenza di genere. “ Indignazione in Germania per l’ondata di aggressioni alle donne a Capodanno” titolava El Pais, o “ Commozione a Colonia per l’ondata di aggressioni sessuali a Capodanno” nell’El Mundo, solo per citarne alcuni.

La cultura dello stupro non conosce frontiere. [Read more…]

Köln: la polizia non arriva mai (se non in ritardo)

Illustrazione di Paolo Domeniconi

Illustrazione di Paolo Domeniconi

 

Giulia scrive:

Cara Eretica,

in merito ai fatti di Köln e ai vari commenti pubblicati sul Tuo Blog, vorrei aggiungere qualcosa nel caso ti fosse utile o volessi pubblicarlo come integrazione.

Io vivo e lavoro in Germania, la Germania è il mio Paese e la mia casa, e ho la sensazione che qui stia succedendo questo: il governo della Cancelliera Merkel ha fatto una scelta forte l’anno scorso aprendo le frontiere ai migranti. Questa scelta ha messo in pericolo il governo, attaccato dall’interno e dall’esterno da ogni sorta di populismo e razzismo – tant’è che si prevede che questo sia l’ultimo mandato per Frau Merkel, che non riuscirà a farsi rieleggere. Non potendo più far fronte all’opposizione interna ed esterna al suo partito, la CDU, la Cancelliera ha voluto fare marcia indietro sulla scelta, forse un po’ avventata, dell’accoglienza. Per fare questo si è mandato alle “campane alte”, come si dice qui, quanto accaduto a Köln, in modo da avere un pretesto politico da afferrare per poter cambiare rotta, senza che il governo sembrasse schizofrenico. Come dire: noi eravamo disposti ad accogliervi, ma siccome voi vi comportate male, non potete lamentarvi se adesso cambiamo idea! Se ci pensi bene, rivolgere un discorso di punizione o di rivalsa ad un soggetto collettivo, che ovviamente non può recepirlo, è la quint’essenza del razzismo (e del sessismo!).  [Read more…]

#Colonia: insulti a Maraini, Aspesi, Signorelli sulla pagina di Dagospia

Dagospia dà la sua personale interpretazione su quel che hanno scritto tre femministe: Dacia Maraini, Natalia Aspesi, Assunta Signorelli. Gli interventi scritti dalle tre donne non sembrano ai lettori abbastanza razzisti, perché oggi se non dichiari l’odio nei confronti dell’uomo nero, naturalmente in nome delle donne offese, come se ai razzisti fregasse qualcosa di loro, non sei abbastanza dalla parte delle donne. [Read more…]

#Colonia: video attacco arabi a donna tedesca è del 2012 a Piazza Tahrir

Mentre il Corriere scrive “Nessuna organizzazione dietro le molestie seriali di Colonia. Dalle indagini sulle molestie avvenute e denunciate nella notte di San Silvestro finora non risulta che gli attacchi alle donne a Colonia siano stati «organizzati o guidati». Lo ha sostenuto il direttore generale dell’anticrimine del Land del Nordreno Westfalia nel rapporto presentato a una seduta speciale del parlamento regionale stamani a Düsseldorf. “, un video su Youtube (che hanno fatto girare ovunque e perfino fonti di informazione affidabili ci sono cascate) spacciato come documento dell’attacco da parte di immigrati arabi nei confronti di una donna tedesca, la notte di Capodanno a Colonia, risale in realtà al 2012, ed è stato girato con un cellulare al Cairo.

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Io, donna dell’Islam: i fatti di Colonia colpiscono anche me

Manifesto di propaganda fascista della Repubblica sociale italiana. Da allora non ci siamo mossi di una virgola.

Manifesto di propaganda fascista della Repubblica sociale italiana.
Da allora non ci siamo mossi di una virgola.

Lei scrive:

“Cara Eretica,

scrivo a te perché mi sembri la voce più lucida e aperta tra le femministe. non ti pieghi a compromessi e non ti fai ingannare dal falso soccorso che maschilisti e razzisti stanno fingendo di offrire alle donne. sono una ragazza dell’islam, come mi chiamerebbero alcuni. porto il velo, per scelta, non sono sottomessa, vivo in italia, sto per prendere la seconda laurea all’università. vorrei spiegare quali sono le conseguenze delle discussioni di questi giorni per le ragazze come me.

dato che viene avvalorato il pregiudizio razziale contro gli uomini e la cultura islamica per le donne il destino è questo: io sono considerata solo vittima o complice. non ho spazio di parola. non posso dire niente neppure sulla violenza a Colonia perché alcune colleghe fino a ieri tanto gentili oggi mi guardano come per dire “togliti quel velo perché sei tu la causa di quello che è successo”.

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I fatti di Colonia: una mia esperienza

Elisa scrive:

Ciao,

seguo da un po’ e con molto interesse la tua pagina e il tuo blog, la tua mi sembra una delle voci femministe più lucide ed equilibrate in circolazione nel web. Mi piacerebbe portare una mia personale testimonianza legata ai fatti di Colonia.

Sono di Viareggio e ogni estate è tradizione festeggiare il Ferragosto in spiaggia, con musica, gavettoni e secchiate d’acqua. Succede, però, che i ragazzi approfittino di questa situazione per prendere di mira in gruppo le ragazze e praticamente denudarle a colpi di gavettoni e secchiate. A me è successo che mentre stavo passeggiando sulla battigia con mio cugino, improvvisamente mi arriva addosso una secchiellata d’acqua violentissima, che mi ha pure fatto male, e mi ha fatto abbassare la parte di sotto del costume. Mi volto e mi trovo davanti dei bambini (bambini!) di 12 o 13 anni. Faccio per reagire, per arrabbiarmi, e quelli senza minimamente scomporsi mi tirano un gavettone all’altezza del petto, scoprendomi anche il seno, per poi sghignazzare soddisfatti. Intanto da dietro altri hanno nuovamente preso di mira la parte di sotto del mio costume. A quel punto, per fortuna, mio cugino è intervenuto portandomi via, ma di fronte al mio turbamento e all’umiliazione che provavo ha reagito con aria di sufficienza, dicendo qualcosa tipo: “Eh, ma che vuoi che sia, è una festa, quelli erano solo dei cretini…”

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