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Whitewashing e dintorni. Stonewall sbiancata e riscritta da Hollywood

stonewall veterans

Da IncrociDegeneri:

Il 25 settembre uscirà nelle sale degli Stati Uniti Stonewall, scritto da Jon Robin Baitz e diretto da Roland Emmerich, un film sulle rivolte che ebbero luogo il 28 giugno 1969  come risposta ad una delle tante retate della polizia nell’omonimo bar del Greenwich Village. L’uscita del trailer ha già sollevato un’ondata di critiche da gran parte della comunità LGBT+, critiche che sottolineano come  la pellicola  cancelli le trans e le drag queens di colore  e, nonostante le dichiarazioni di veridicità, sostanzialmente  riscriva un’altra storia attraverso un’operazione di whitewashing e di genderwashing.

Al centro  della narrazione filmica appare infatti Danny Winters,  maschio, bianco, giovane, belloccio e gay, che, secondo gli autori, sarebbe stato il motore della rivolta, scagliando la cosiddetta  prima pietra.  In realtà, i motori della rivolta furono drag queens, transessuali, butch, molte delle quali di colore, come Sylvia Rivera, una trans di Puerto Rico, le drag queens nere  Marsha P. Johnson e Miss Major, l’icona butch Stormé de Larviere e la femminista bisessuale Brenda Howard che organizzò il primo Pride: furono loro a iniziare la rivolta contro la retata repressiva di quella notte e più in generale contro le violenze e gli abusi quotidiani, tirando scarpe con i tacchi, bottiglie e pugni. Ma mentre Marsha P. Johnson compare come personaggio secondario e Stormé de Larviere è interpretata da una donna bianca, Sylvia Rivera e Miss Major nemmeno appaiono nel film. Completamente forcluse, avrebbe detto Lacan.

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