Antiautoritarismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze, Violenza

#Belgio: bocciato dalle femministe corso di “rispetto per le donne” rivolto solo a migranti

A proposito del fatti di Colonia, Emanuela esprime:

il fastidio senza limiti che si prova a dover, ancora una volta, vedere politiche autoritarie, razziste e discriminanti promosse in nome dei diritti delle donne. Il che mostra come la moda delle politiche per la “parità di genere” spesso non faccia altro che appropriarsi del linguaggio delle battaglie per la giustizia sociale e piegarlo al mantenimento di un ordine sociale sessista, razzista e classista. Se le nostre analisi e lotte non si situano all’intersezione di tutte queste dimensioni si rischia di riprodurre il discorso dominante, a volte senza rendersene conto. Io sono una ricercatrice independente e insegno Genere e Conflitti all’università. Mi trovo costantemente a ripetere che ridurre la questione al paradigma delle donne vittime non fa altro che perpetuare le gerarchie di genere e svuotare le nostre analisi del loro carattere sovversivo rispetto al discorso accademico mainstream. Io stessa negli anni ho trasformato il mio approccio allo studio e alla ricerca e continuo a interrogarmi su chi e che cosa sto escludendo, chi sto lasciando fuori dalla mia comprensione di fenomeni legati sì alla violenza diretta ma anche in modo inequivocabile a molteplici forme di violenza strutturale e culturale. 

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Comunicazione, Contributi Critici, Critica femminista, R-Esistenze

Stereotipi sessisti e immaginari neocoloniali: buon anno da L’Espresso

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di Marta Panighel

Gli occhi terrorizzati, invocanti aiuto, di una donna musulmana vestita di un niqab. Accanto, una giovane modella nuda, magra, bianca. È questa la prima copertina dell’anno de L’Espresso: un mix di neo-orientalismo e neo-colonialismo, una visione dicotomica che ripropone lo stereotipo di un Oriente arcaico, popolato da donne vittime, rinchiuse negli harem o sotto un velo che le annulla, contrapposto all’Occidente moderno, avanzato, libertario e libertino (ma solo quando si tratta di mettere una donna nuda in copertina).

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Antiautoritarismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

La Lega e e le ronde anti/gender nelle scuole

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In Lombardia qualcun@ dice che bisogna spendere 50.000 euro non per i precari, le persone senza casa né reddito, le iniziative culturali di inclusione delle diversità. Quei soldi sono richiesti per coprire le prime spese per un call center anti/gender. Si tratta di un invito alla delazione rivolto a genitori, figli, entità varie, che potranno chiamare per denunciare la presenza di un fenomeno gender nelle scuole. Da lì in poi potete mettere al servizio di questa loro causa la vostra immaginazione. Saranno denunciati, alla gestapo antigender, quelli che arrivano a scuola senza nascondere la propria froscitudine, le ragazze vestite in maniera poco femminile, gli insegnanti che osano citare le alunne e gli alunni senza usare il maschile inclusivo.

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Antisessismo, Critica femminista, Culture, R-Esistenze

I generi secondo Judith Butler in un video con grafica 8-bit

Questo video a cura del collettivo Wisecrack, e tradotto e sottotitolato in italiano per noi da Cruth A Bhàis, è parte di una serie, 8-bit Philosophy, che riassume molti pensieri filosofici interessanti in pochi minuti con l’aiuto di una grafica 8-bit e di personaggi famosi dei videogiochi anni ’80 e ’90. Quello che vedete sopra spiega abbastanza efficacemente il pensiero sul genere di Judith Butler nell’epoca di Youtube.

Ps: Manu suggerisce di scrivere “clicca sull’icona della rotella in basso a destra e attiva sottotitoli in italiano.”

Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Contributi Critici, R-Esistenze

Questioni di Gender: Teoria vs ideologia

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di Nicla Vassallo

Se immetti su un motore di ricerca il termine “ideologia”, oggi come oggi, i tanti suggerimenti che trovi non si rivolgono alle ideologie di un tempo, mirate a indottrinarti per non farti pensare, bensì al gender, e a questa ideologia del gender viene attribuita ogni sorta di “nefandezza”: corrompe i giovani, distrugge le famiglie, favorisce gli omosessuali, mina la moralità, e via dicendo. Conclusione affrettata: a tale ideologia occorre senz’altro opporsi. A contare sarebbero solo i due sessi (maschio e femmina) che, copulando, si amano e generano in modo del tutto naturale figli sani, felici, eterosessuali. Un bel determinismo biologico!

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Femministese, Pensieri Liberi, Personale/Politico, R-Esistenze

Da bambina volevo essere libera di decidere chi diventare e menomale che c’era il gender

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Questo articolo veniva pubblicato ieri su La27ora. Lei dice di ispirarsi al femminismo della differenza e sottolinea come uomini e donne siano diversi per modo di sentire e di essere. Dopodiché ci ripropone un impasto di pensiero simil cardinali o omofobi in cui spiega come lei, da bambina, voleva essere un maschio, e che per fortuna non c’era il “gender”, perché altrimenti le avrebbero fatto una bella cura ormonale e oggi, invece che essere felicemente femmina/mamma, come lei stessa si definisce, potrebbe essere un tizio con la barba e i peli sul petto.

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Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, Culture, R-Esistenze

#Catania: all’Università un’aula intitolata a Stefania Noce!

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Vi ricordate di Stefania Noce? Una ragazza bella e piena di grandi ideali e sogni. Una femminista. E’ stata uccisa dal suo ex, poi condannato, il quale per arrivare a lei ha ferito la nonna e ucciso anche il nonno. Una carneficina. Ma a Catania, luogo in cui Stefania frequentava l’Università, hanno voluto sostituire la scia di sangue con le tracce di vita che quel soggetto pensante aveva prodotto. Non per farne un feticcio, un fragile simbolo vittimista, ma per raccontare una lotta, la sua vitalità, la sua forza, affinché diventi traccia per tante altre che verranno. Così è straordinario che Stefania Arcara, docente di gender studies, si sia data molto da fare per organizzare la intitolazione di una aula universitaria a Stefania Noce. Straordinario che sia stato un momento di discussione utile in cui si è ragionato di idee, lotte, femminismi, restituendo giusto a lei la piena dignità della sua scelta politica e ideale.

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Contributi Critici, Critica femminista, Culture, Recensioni

Divenire postumani

Recensione a Il postumano. La vita oltre l’individuo, oltre la specie, oltre la morte (DeriveApprodi 2014) di Rosi Braidotti

di Federico Zappino (da LavoroCulturale.org)

il postumano«Mi impegno a iniziare da qui», scrive Rosi Braidotti nelle battute finali del suo nuovo libro-manifesto Il postumano:

non dalla restaurazione nostalgica di un modello onnicomprensivo trascendentale, non dall’elogio dei margini né da un ideale olistico. Desidero pensare a partire dal qui e ora, da mia sorella Dolly la pecora e dall’oncotopo, mia divinità totemica; dai semi dispersi alle specie in estinzione. E anche, simultaneamente e senza contraddizioni, dagli sconcertanti mezzi generativi, inaspettati e implacabili, grazie ai quali la vita – bios zoecompresi – riprende continuamente a lottare. Questo è il tipo di materialismo che fa di me una pensatrice postumana fino al midollo […]. Non ho nessuna nostalgia per l’Uomo, misura presunta di tutte le cose, o per le forme del sapere e dell’autorappresentazione che lo accompagnano (p. 203 e s.).

Un posizionamento etico e politico, come sempre sessuato al femminile, questo di Rosi Braidotti, che avevamo già imparato a conoscere, e apprezzare, in quei suoi precedenti lavori così abili nel tenere insieme, «simultaneamente e senza contraddizioni», per riprendere le sue parole, Foucault e Irigaray, la differenza sessuale e il queer, Deleuze e la cibernetica, una fiducia smisurata nelle tecnologie e l’ecosostenibilità, e di cui questa ulteriore messa a fuoco sul postumano costituisce l’inevitabile, e desiderata, prosecuzione. Un posizionamento privo di qualunque nostalgia per l’Uomo, ossia privo di nostalgia per quel soggetto, e per il suo criterio di giudizio, che secoli di tradizione filosofica umanistica (occidentale) hanno concettualizzato e trasmesso come “propriamente umano”: il soggetto cartesiano e trasparente del cogito, quello razionale kantiano, il polìtes di Atene e le citoyendella Rivoluzione, con la loro lunga catena di aggettivi – proprietari, bianchi, maschi ecc. ecc.

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Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Studi di Genere: un pensiero critico che non può essere archiviato!

1464101_404616399641339_1039941348_nStudi di Genere. Per alcun* uno spreco, per altr* una minaccia all’ordine costituito. Di cose dette e scritte sui Gender Studies ce ne sono tante e quasi mai negli argomenti di chi li critica trovo una parentesi costruttiva o che si inserisca nella dialettica tra femminismi che è naturale che ci sia.

In sintesi e mai fedele alle definizioni accademiche vi dico che il punto di vista di genere restituisce una lettura critica a molte altre materie che siamo abituat* a recepire ritenendo, finché questo non viene messo in discussione, che esista un punto di vista universale su qualunque cosa e quell’universalmente valido pensiero pretende di sostituirsi anche alla nostra libera e autodeterminata narrazione.

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