Quando ho letto i commenti a questo post sulla pagina di Abbatto i Muri mi e’ tornato in mente questo bell’articolo di John Scalzi, e ho pensato che tradurlo avrebbe potuto contribuire al dibattito.
Nel mondo anglofono, le persone che approcciano il prossimo in maniera troppo insistente e senza tenere conto dell’altrui rifiuto piu’ o meno esplicito, come il 60enne del post, vengono definiti dispregiativamente “creepy” (raccapricciante, losco, inquietante) o “creeper” (colui che evoca sensazioni di disgusto e orrore). In mancanza di un adeguato corrispondente italiano, ho tradotto con “viscido” e “inquietante”, “mettere a disagio” e “inquietare”.
Non entro nel merito della polemica anglofona che ruota intorno a questo insulto, che non riguarda la scena italiana. Ho trovato interessanti i concetti espressi in questo articolo, concetti che si possono estendere alla vita di tutti i giorni e a qualsiasi ambito sociale. Si parla di convention e raduni, ma le regole qui espresse valgono perfettamente anche nei contesti lavorativi, per strada, in metro, nei locali pubblici… ovunque ci siano persone che si sentono autorizzate ad essere creepy solo perche’ pensano sia legittimo farlo.
Spero sia una lettura interessante anche per voi.
Enjoy!
— Manu
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Il mondo nerd [geekdom] ha attraversato un periodo davvero interessante negli ultimi due mesi: ha dovuto prendere atto che ci sono un sacco di stronzi inquietanti fra le sue fila, e che non e’ affatto il piu’ accogliente dei luoghi quando si parla di donne. [si riferisce al gamergate, n.d.t.]
A questo proposito, un fan delle convention di fumetto mi ha inviato questa mail qualche giorno fa:
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