Attivismo, Pensieri Liberi, Personale/Politico, R-Esistenze

Cronache postpsichiatriche: informazione indipendente e il G8 di Genova

Appunti per la mia autobiografia

Negli anni ’90, come già scritto lavoravo a ritmi inverosimili. Non avevo tempo di pensare a me. Mangiavo male, ingrassavo o dimagrivo e i miei disturbi alimentari si acuivano. Ma se stai combattendo contro la mafia tutto questo va messo in secondo piano. Quando avevo una settimana di pausa mi richiudevo in me stessa, spegnevo il telefono (non c’erano ancora i cellulari e internet aveva appena bussato alle nostre porte) e passavo il tempo a scrivere di altre cose. Poesie, racconti, rimuginavo su come scrivere un romanzo, non che ne avessi le capacità. Ma la scrittura teneva insieme i neuroni traumatizzati che si infrangevano come onde contro lo scoglio della precarietà, dover campare, guadagnarmi il pane, cercare di andare avanti e vivere un nuovo matrimonio, con le mie idee. Poche disavventure sessuali, poca intimità, molte domande senza risposta e continuavo a non avere prospettive per il futuro. Dipendevo sempre da un padre, poi da un marito, poi da un datore di lavoro o dall’altro. Tutti uomini. Tutti inclini a seguire percorsi soggettivi senza dare molto spazio alle donne.

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Antifascismo, Personale/Politico, R-Esistenze, Violenza

#G8Genova – Chi siamo noi? O con il popolo o con i manganelli!

chi siamo noi, quell* che non si fidano a priori delle istituzioni, o che sono diventati diffidenti perché genova 2001 insegna, e poi perché non c’è nulla di buono che ci si possa aspettare da quei corpi armati di gente che a bolzaneto ha torturato persone, ha negato umanità e diritti a donne e uomini inermi, spogliati, scherniti, isolati, dileggiati, abusati. chi siamo noi, quell* che non direbbero mai “comunque appoggiamo la polizia sempre e comunque”, giusto noi che insegniamo alle donne, per esempio, a salvarsi da sole, perché chi dice di volerti salvare usa quel pretesto per sorvegliarti, controllarti, per raccontarti balle, e anche se so che non si deve generalizzare, come pretendete voi che io guardi con gli stessi occhi un uomo in divisa dopo quello che ho visto, provato, subito. le prove inventate, la balla della violenza usata per proteggere i cittadini, quando in realtà quei cittadini eravamo noi, siamo noi, e non ci siamo sentiti protetti affatto, anzi, abbiamo trovato un muro enorme contro cui si sono infranti sogni e speranze ed era un muro fatto di violenza che cercava solo scuse ridicole per essere legittimato, giustificato.

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Antiautoritarismo, Personale/Politico, R-Esistenze, Violenza

Genova, i film, la Diaz: paure, rimozioni e amnesie!

Da un post di qualche anno fa, con link e fonti che possono essere utili a chi non sa molto della vicenda. Buona lettura!

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Genova 2001. La fatica. Il cortocircuito. La conferma di tante consapevolezze. La messa a fuoco. Il quadro d’insieme. Tutto chiaro.

L’abbiamo vissuta, ciascuno dal proprio punto di vista, piccoli frammenti che insieme hanno creato memoria. Confusione, talvolta, quando l’immagine che vedevi in video o in una foto si sovrapponeva ad un ricordo. La rimozione di un trauma. Un trauma collettivo. Lo stress successivo che coinvolgeva corpo e mente.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Personale/Politico, R-Esistenze

Io a Genova c’ero e non c’ho capito un cazzo

Da un post di qualche anno fa, con link e fonti che possono essere utili a chi non sa molto della vicenda. Buona lettura!

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Io a Genova c’ero e non c’ho capito un cazzo. Ricordo tante cose. Il venerdì, il sabato, la notte della Diaz, le barelle che uscivano una ad una nella notte della “Macelleria messicana”. Passavo il tempo attonita a correre e scappare per sfuggire alle botte, ai lacrimogeni, per cercare qualcosa da mangiare, per curare le ustioni, per cercare gli amici che non sapevo quale fine avessero fatto, per raccogliere le cose di tutte le persone portate a Bolzaneto tra sangue e devastazione. C’era un sacco di gente che parlava altre lingue ma la tristezza e la paura negli occhi era la stessa.

Ho passato tanto tempo a tentare di darmi risposte, a cercare di capire di chi minchia era quella voce che urlava “avanti avanti avanti, indietro indietro indietro” a noi che stavamo in mezzo ad un casino tremendo e andavamo avanti avanti e indietro indietro come marionette. Fino a che l’andirivieni non diventò uno scontro e poi una fuga per trovare spazi liberi, corridoi nascosti in una città che diocane era tutta in salita. Giorni passati così a immaginare
di tutto di più perché il passaparola era l’unica cosa a rappresentare una certezza.

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Antiautoritarismo, L'Inchiostrato, R-Esistenze, Violenza

A Carlo Giuliani, per sempre!

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di Inchiostro

Foglio biancoRomanzo lapidario.

Piazza Principe, sbuffo di treno, tutte le volte sole asfissiante e piazza tranquilla e gente sommessa e ombra rassicurante. Cielo azzurro.

Via Andrea Doria – Curva – Salita di San Paolo – Via Antonio Gramsci – Mare – Salsedine – Odore di porto e rumore di navi – Gasolio. Continua a leggere “A Carlo Giuliani, per sempre!”

Antiautoritarismo, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze, Violenza

#G8 #Genova – Dove finisce l’abuso lecito e dove inizia la tortura?

Immagine di Mauro Biani da Il Manifesto
Immagine di Mauro Biani da Il Manifesto

Si si. L’Italia è stata condannata per la tortura inflitta alla gente che stava alla Diaz durante il G8 del 2001. E ora tutti raccontano che lo dicevano da prima, che loro sono sempre stati dalla parte giusta, e così nascondono anni di omertà, rimozione imposta e connivenze. Adesso tutti parlano di una legge (quale?) che condannerà il reato di tortura ma fino a poco tempo fa nelle trasmissioni televisive si lasciava intendere che criminali fossero i manifestanti. Ipocriti, e non è la sola cosa che, a me che c’ero, fa incazzare.

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Antiautoritarismo, R-Esistenze, Violenza

#GenovaG8: arrestati i poliziotti? Ma chissenefrega!

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Io quella notte c’ero. Come tanti compagni e compagne ero lì. Stavo alla Diaz, o meglio, alla Pascoli, che era la scuola di fronte. Dove c’era il legal team, la stampa e tutto il gruppo di informazione indipendente incluse le radio militanti e indymedia. Quel che è successo resta indelebile nella nostra memoria. Non sono cose che puoi dimenticare. Le urla, il terrore, ‘ste guardie mascherate che sfondavano qualunque luogo e che rompevano, frantumavano, cose e teste. Non fosse che da noi c’era la radio in streaming che raccontava in diretta l’ingresso degli agenti con i manganelli in mano le avrebbero suonate pure a noi che qualche livido, dopo due giorni di corse, intossicazioni da lacrimogeni urticanti, e ammaccature, potevamo ben annoverarlo.

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Antiautoritarismo, R-Esistenze, Violenza

#CiaoCarlo: se fossi stato in quella piazza di Turchia…

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Sai Carlo, stavo pensando che se tu fossi stato lì a difenderti e a respingere indietro i lacrimogeni in quella piazza di Turchia qui in Italia avrebbero parlato di te come si parla di un eroe. Avrebbero detto che lottavi contro un regime, che non tolleravi i soprusi di chi impediva una manifestazione di piazza. Avrebbero detto che la brutalità della polizia doveva fermarsi, che quel governo meritava un richiamo dell’europa e forse perfino dagli stati uniti. Avrebbero detto che il nostro governo era sorretto da integralisti che vietavano spazi, dissenso, critica e memoria, a persone che già da allora prevedevano la “crisi” e sapevano che i grandi avrebbero deciso per spartirsi le ultime fette di torte, dopodiché il nulla.

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Antiautoritarismo, R-Esistenze, Violenza

#GenovaG8: non potete archiviare i nostri ricordi e le consapevolezze!

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Alla funzione risolutrice della magistratura in tutta questa storia non ho mai creduto. La verità su Genova non è processuale. La trovi nei racconti di tante compagne e compagni che se ne fregano dei revisionismi e figuriamoci quanto può interessare la decisione, più che scontata, dell’archiviazione di quel che accadde per le strade allora, nel 2001, durante il G8.

Vorrei fare capire, non so se sono in grado, quello che accadde quando più generazioni da quel momento in poi si trovarono in una posizione di irreversibile conflitto con le istituzioni cosiddette “democratiche”. Quel che fu Genova portò alla luce il disincanto, la delusione di tante mani alzate che cercavano una spiegazione alle legnate mentre ancora dopo un morto, Carlo Giuliani, c’era chi diceva “ma io non ho fatto niente… perché mi hanno picchiato?“.

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