Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Mio padre ha molestato la mia amica. A qualcuno importa come sto io?

Lei scrive:

Una mia cara amica ha accusato mio padre di molestie sessuali ripetute nel corso del tempo. Io non sono rimasta troppo stupita dalla dichiarazione, in fondo a me stessa sapevo che poteva fare cose del genere. Sono stata molto male, ho pianto, urlato, non dormivo, avevo la nausea e un nodo allo stomaco che non passava mai. Ho litigato con mio padre.

Ho litigato con tutti, ho allontanato la mia cara amica. Mi sentivo malissimo, non riuscivo a pensare a niente altro. Mio padre disperato piangeva e tra le lacrime diceva non è vero niente, non è vero niente, almeno tu che sei mia figlia aiutami, difendimi dalle accuse.

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Autodeterminazione, Critica femminista, Culture, R-Esistenze, Recensioni

Contro i figli, Pamphlet di Lina Meruane

recensione di Virginia

Meruane descrive con tono brillante ma intessuto di partecipazione le violente pressioni cui ogni donna è sottoposta nel sistema patriarcale e capitalista occidentale per costringerla a procreare. Il pamphlet è punteggiato da preziosi rimandi e citazioni di scrittrici, soprattutto sudamericane (ma non solo). Ogni capitolo si muove attorno ad un tema ed ogni capitolo lascia qualche ricordo felice, perciò vorrei brevemente annotare quello che mi piace di più di ciascun capitolo.

Nel primo capitolo “La macchina sfornafigli”, da diverse angolazioni e con toni anche divertenti – i ragazzini del piano di sopra che ballano il tip tap – emerge la posizione indiscutibilmente “dovuta”, contro ogni logica razionale, che il Figlio ha assunto nell’immaginario collettivo odierno: “l’insistente ticchettio del dettame sociale: ormoni e sermoni sulla riproduzione si sommano, facendo sì che la maternità come obbligo diventi difficile da evitare”. E’ contro i Figli e non contro le bambine e bambini che disserta Meruane, non contro i tanti piccoli che arrivano dai luoghi più martoriati del pianeta, piccoli (o grandi) che potrebbero essere accolti in relazioni familiari: questa è un’altra storia e altri libri e il pamphlet si scaglia invece contro la figura del Figlio-Di-Sangue, contro il “destino materno normalizzato e naturalizzato”.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Come devo chiamare mio padre? Morboso pedofilo?

Lei scrive:

Ciao a tutt*. Vorrei porvi delle domande su una mia situazione molto personale per avere un riscontro esterno. Vi prego di avere sensibilità e usare toni consoni perché è un tema delicato e mi è molto difficile parlarne.

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Personale/Politico, R-Esistenze, Recensioni

“Non riuscivo a trovare famiglie LGBTI in situazioni normali nei libri per bambini, e così ne ho scritto uno”.

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Cecilia del gruppo Abbatto i Muri.

Mark Loewen non trovava libri per bambini che rappresentassero nella vita di tutti i giorni le famiglie arcobaleno.

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Antifascismo, Antirazzismo, Autodeterminazione

Niente bimbi “africani” sul palco di Salvini

 

qualcuno diceva che stavo esagerando, ma questa cosa la dico fin dal principio. che la Lega abbia un chiaro disegno in testa che somiglia tanto a quello dei suprematisti bianchi, razzisti e fascisti, è cosa ben risaputa. la ripeto per chi se la fosse persa, usando all’occorrenza le parole del ministro salvini.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Recensioni

Il machismo che impoverisce il rapporto tra padre e figlio

Proprio stanotte ho finito di leggere “Come uccidere il padre” di Eva Cantarella, che non è di certo un libro sui mille modi di ammazzare un padre, anzi. E’ una traccia storica, dalla romanità ai giorni nostri, su come si sia evoluta culturalmente e legislativamente la questione del rapporto tra padri e figli (e mogli). Ve la faccio breve (ma vi invito a leggere il libro che è veramente interessante): il pater familias poteva tutto. Poteva ammazzare o vendere i figli.

Poteva stabilire con chi un figlio dovesse sposarsi, poteva gestire il potere patrimoniale per sempre e non c’era un diritto ereditario consono al punto che per molti anni ci furono moltissimi episodi di parricidio per questioni economiche. Via via che la legislazione cambiava c’era sempre chi poneva un freno dicendo che tutti quei progressi stavano mettendo in crisi la “famiglia tradizionale”, al punto che, ancora oggi, nonostante il cambiamento sostanziale dei rapporti familiari ottenuti con la detronizzazione del pater familias e della sua patria potestà nel 1975, ci sono rigurgiti culturali che portano a episodi di machismo e violenze sempre dirette nei confronti delle donne, spesso considerate ancora come proprietà, e nei confronti dei figli.

I dialoghi diventano difficili quando il padre presume di poter addebitare tutti i problemi del mondo alla sua perdita di potere. Non so se questo spiega o c’entri con la lettera che segue ma è una potente chiave di lettura che andrebbe accompagnata ad ulteriori analisi sociologiche e antropologiche.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie

“La mamma è sempre la mamma”? Non quando è un’egoista alcolista

Lei scrive:

Ciao Eretica,
è da tanto che penso di scriverti e finalmente mi sono decisa a farlo.
Ti chiedo di mantenere l’anonimato,se deciderai di pubblicare questa lettera.

Parto premettendo che questo è più che altro uno sfogo per una situazione che ho vissuto e sto continuando a vivere, ma che non ho mai voglia di condividere con nessuno o quasi.
Sono figlia di una madre alcolista.

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Contributi Critici, R-Esistenze, Ricerche&Analisi

Guarire dal trauma – I traumi riportati dai bambini vittime di violenza: un grave problema di salute pubblica

Articolo di Murielle Salmona

In lingua originale QUI.

Traduzione: Asia Fioravera del gruppo Abbatto i Muri

(Ndr.: Il testo è stato tradotto dal francese. Le statistiche riportate fanno dunque riferimento diretto alla Francia. I risultati presentati provengono da ricerche neuroscientifiche, psicologiche, legali, e socioeconomiche – per i riferimenti agli studi specifici, è possibile consultare l’articolo originale.)

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze

La violenza nella famiglia tradizionale e cristiana

Lei scrive:

Cara Eretica, voglio condividere la mia esperienza su un’infanzia caratterizzata da maltrattamenti e violenze. Non solo in famiglia ma anche all’esterno. L’unico luogo di socializzazione in paese era la chiesa e per me è stato un calvario. Lo consiglio a tutti perché se ne esci viva poi capisci quanto la religione massacra le donne. Nel mio caso le bambine.

I miei erano religiosi a modo proprio e mi hanno mandato da piccola dalle suore, a pagamento. Queste arpìe non solo davano bacchettate sulle mani ma mi obbligavano a pulire. Questo per loro era educativo, come se non bastasse l’educazione patriarcale ricevuta a casa. Un giorno ebbi un incidente perché ci portarono nella loro terrazza che era piena di chiodi e attrezzi edili. Per nascondere la cosa mi fasciarono il piede senza neppure farmi l’antitetanica. Dopodiché mi dissero di rivolgere preghiere a Dio. Nella mia classe c’erano anche i bambini ed era vietato interagire con loro. Poi per fortuna i miei mi trasferirono alla scuola statale.

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Contributi Critici, Critica femminista, R-Esistenze, Ricerche&Analisi

Dell’ambientalismo e della feticizzazione culturale del Figlio: si può parlare di ambientalismo intersezionale?

Di Greta Thunberg abbiamo parlato su questo blog per raccontare del cyberbullismo che ha subito e che subisce ancora da parte di molte persone, tantissimi adulti che prima l’hanno ignorata, poi l’hanno derisa, oggi la combattono (poi vincerà?). Le battutine sessiste e abiliste si sono ora trasformate in ricerche su “chi sta dietro di lei”, come sempre a partire dai mondi di fusariana memoria. Il “chi ti paga” è l’elemento che mette in moto solitamente una tenace macchina del fango (accompagnata da insulti scritti da persone che osano definirsi “giornalisti”) e nel frattempo questa ragazza continua a dire quello che pensa e a farlo in modo talmente quieto da lasciare sorpresi quegli adulti scomposti e isterici che farebbero qualunque cosa pur di ottenere almeno un briciolo della popolarità che Greta ha ottenuto in poco tempo.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Non ho allattato e me ne vanto!

Lei scrive:

Avevo già scarse intenzioni di allattare mio figlio. L’ho fatto ma è durata tre settimane e poi il latte puff è scomparso. Quando l’ho detto a mia madre si è messa a strillare. “Bisogna attaccare il bambino che tira e tira fino a quando il latte non ritorna… è un miracolo”. Allora ho detto che evidentemente io non ero una miracolata e che il bambino pur se attaccato al capezzolo finiva per addormentarsi dopo due secondi. A quel punto è partita l’inchiesta. Forse io avevo un liquido malefico per farlo addormentare. Forse lo ipnotizzavo per ammansirlo. Forse, forse, forse. In ogni caso era colpa mia.

Io non volevo allattare mio figlio e il latte era morto. Che bello, pensavo. Se tutto fosse così allora basta che io dica “non voglio” e tutto smette. Tipo che non voglio più restare incinta o che non voglio più avere le mestruazioni o che non voglio essere donna. Perché questo impiccio doveva toccare solo a me? Mio marito se la rideva, conoscendo il mio senso dell’umorismo non se la prendeva più di tanto e poi è corso in farmacia a prendere il latte in polvere e ha cominciato ad aggeggiare preparando i biberon. Per lui era stata una liberazione. Vai, vai, diceva. E io uscivo tranquilla mentre lui si intratteneva con il bambino in braccio.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Perché i single non possono adottare figli? Lottiamo affinché accada!

Serena ci racconta di una lunga e difficile battaglia che conducendo per un fine più che giusto, ovvero per rendere possibile l’adozione di figli a genitori single. Vi prego di leggere quanto ci scrive e di fare circolare il contenuto delle sue parole. Se ciascun@ di noi farà la propria parte forse riusciremo ad abbattere anche questo muro.

Questa lettera la dedico a tutte le donne che come me combattono per i diritti civili e per il rispetto della propria dignità. Mi chiamo Serena Caprio e quasi un anno fa ho intrapreso una battaglia per l’estensione delle adozioni alle persone singole, ma questa volta mi rivolgo anche alle coppie, ai single omosessuali perché ho capito che la legge va estesa a tutti coloro che consapevolmente e con amore decideranno di intraprendere il complicato percorso dell’adozione. Il 16 novembre 2018 ho tenuto insieme all’Onorevole Laura Ravetto una conferenza stampa alla Camera dei Deputati sulla proposta dell’Onorevole di estendere le adozioni anche single. Sono stata intervistata in radio e sono stata intevistata da alcuni giornali, ma la proposta di legge, purtroppo, è ferma e non viene calendarizzata perchè sia discussa alle Camere.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Gravidanza sempre bella e fantastica? Ma anche no

Lei scrive:

Buongiorno a tutto lo staff di Abbatto i Muri,
Non so se questo mio pensiero sia inerente alla pagina e ai temi trattati, in ogni caso è qualcosa che tocca l’universo femminile e a suo modo i tabù che si porta dietro da anni e anni.
Sono una donna trentenne o poco più, incinta al settimo mese di un bambino fortemente voluto e fortemente atteso. E qui viene il bello. Nessuno mi ha mai detto di quanto fosse difficile portare avanti una gravidanza.

Nessuna mia amica, sorella, cugina, madre, suocera mi ha parlato dei fastidi, degli attacchi di panico, del terrore che ti assale la notte e dello sconforto che ti prende anche quando devi semplicemente allacciarti le scarpe ed è un’impresa molto complicata con un pancione davanti.

Solo forse qualche vignetta umoristica, o qualcuno che bolla questi momenti come semplici sbalzi ormonali, come se noi donne non avessimo il diritto di essere tristi mentre aspettiamo un figlio, anche se è una cosa che abbiamo voluto e che abbiamo scelto di fare.

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Critica femminista, R-Esistenze

Montanelli redento e donna adulta – madre del figlio di un quindicenne – al rogo?

Nel mio luogo di origine c’era un tizio che faceva catechismo e che si fidanzò, lui ventottenne, con una ragazza di tredici anni, vergine, sicché lui non correva il rischio di vivere con il timore di paragoni. In generale questa era la normalità, e non parlo di certo del dopoguerra. E’ un tempo molto più recente quello a cui mi riferisco. Ma quel che i maschi dicevano era che le femmine bisognava “allevarle” ovvero prenderle ancora giovani e poi crescerle per avere la certezza che quelle ragazze non avrebbero mai pensato ad un altro in termini sessuali. Una mia compagna di scuola a tredici anni era fidanzata con un uomo di trenta già laureato e specializzato in qualche campo della medicina. Era l’unica tra noi ad avere rapporti sessuali a quell’età e la famiglia di lei era d’accordo perché lui era un dottore e lei così aveva il futuro assicurato. Quindi al diavolo tutto quando c’era dii mezzo un buon partito. A quattordici anni io mi fidanzai con un ventunenne, io al liceo e lui all’università, e dopo un po’ già parlava di matrimonio prima che anch’io andassi all’università. C’era il pregiudizio secondo il quale le ragazze che andavano all’università sarebbero diventate non-oneste, un po’ zoccole diciamo. Perciò il maschio/alpha, per assicurarsene la proprietà, doveva battere gli altri sul tempo. Ovviamente dissi “è stato bello ma ciao!“.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Sesso tra moglie e marito? Secondo la legge è un dovere!

Questo è un commento lasciato da un uomo sotto un post in cui si parlava di violenza contro una donna. Quello che lui ci dice praticamente corrisponde alla mentalità maschilista secondo cui una donna non può mai dire di No ad un uomo in special modo se l’ha sposato. La cosa oscena di queste convinzioni è che purtroppo corrispondono all’effettiva interpretazione della legge (vedi sentenze passate e recenti) e in particolare dell’articolo 143 del Codice Civile che parla di obbligo di assistenza morale tra coniugi. Sostanzialmente se ti rifiuti di fare sesso con tuo marito e questo rifiuto non ha una “giusta causa” (tipo che devi essere come minimo moribonda) allora lui può chiedere la separazione con addebito. Vale a dire che il rifiuto da parte tua ha un costo in denaro e che il tuo divorzio sarà segnato dalla tua “colpa” di aver rifiutato di fare sesso con tuo marito.

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