Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

De-essenzializzare il femminismo anarchico: lezioni dal movimento transfemminista

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Testo il lingua originale QUI – Traduzione di Antonella. Buona lettura!

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La lezione del transfemminismo: oltre l’essenzialismo del femminismo anarchico. (smettiamo di pensare il femminismo anarchico come basato sull’essenza di una natura femminile)

by J. Rogue

Il discorso transfemminista si è sviluppato a partire da una critica dei movimenti femministi mainstream e radicali, i quali hanno alle spalle una lunga storia di gerarchie interne. Sono molti gli esempi di donne di colore, proletarie, lesbiche, e appartenenti ad altre categorie che si ribellano contro quella tendenza, tipica di un movimento di donne bianche e benestanti, a mettere a tacere le loro voci e trascurare le loro richieste. Di norma il movimento mainstream non riconosce i punti problematici sollevati da questi individui – al contrario, continua a lottare dando priorità al discorso dei diritti nell’interesse delle donne bianche e mediamente ricche. Ma mentre il contesto femminista, inteso nella sua generalità, sembra non aver risolto queste dinamiche di gerarchie interne, un buon numero di gruppi continuano a far emergere la loro propria marginalizzazione. Tra queste persone, in particolare, ci sono le donne transgender. La comprensione graduale e sempre più ampia dei meccanismi e delle interazioni reciproche dei sistemi di oppressione ha portato il femminismo avanti, ed è stato centrale nella costruzione di una teoria del femminismo anarchico. Ma per cominciare dobbiamo guardare allo sviluppo del femminismo stesso e, nello specifico, di quella che normalmente si definisce la sua “Seconda Ondata”.

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Antiautoritarismo, Antisessismo, Comunicazione, Critica femminista, Femministese, R-Esistenze, Violenza

Solidarietà al Centro Antiviolenza Artemisia e note critiche su chi delegittima il dissenso

Da Femminismo a Sud:

Il Centro Antiviolenza Artemisia ha subito un gravissimo atto di violenza. Inqualificabile. Atroce. Piena solidarietà da parte nostra a tutte loro e alle tante donne dei Centri che si trovano a dover fare da scudo alle donne vittime di violenza. Perché di questo si tratta. Sono scudi umani che si frappongono tra donne che chiedono protezione e uomini che vogliono fare loro del male. La violenza subita dal Centro Artemisia ne mostra la fragilità e l’impotenza a fronte dei rischi che si corrono e del fatto che per tutelare chi tutela servano ancora polizie, militari, con marketing istituzionale annesso.

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Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, La posta di Eretica, R-Esistenze

Sue santità le vittimiste del terzo millennio

Jinny mi scrive:

“Oggi la pagina fb Gender Anarchy ha postato una poesia di Carol Diehl, pittrice e poeta americana. Si intitola: “For the Men Who Still Don’t Get It”, “Per gli uomini che ancora non ci arrivano”.

Il testo è stato scritto vent’anni fa, quando non era diffusa internet – ma ultimamente sta circolando in rete in maniera “virale”, postato da giovani ragazze americane e del mondo anglofono.

Vedrai che è incentrato sul rovesciamento di ruoli (con soluzioni a volte divertenti secondo me), ma ovviamente non come se questo fosse auspicabile, solo per rendere l’idea – credo – e far sì che gli uomini si immedesimino nei ruoli imposti alle donne dalla società.

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Autodeterminazione, Comunicazione, Contributi Critici, Critica femminista, Femministese, Pensieri Liberi

O femministe o complici (o cretine)

Un intervento necessario. Oh quanto c’ha ragione! Scritto da Thehighpeak. Buona lettura!

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Ho iniziato a leggere questo articolo su Giulia Globalist tra i tanti spunti che spesso offrono sul sito e l’ho fatto con molto interesse.

Ultimamente mi è capitato di ragionare sul termine “femminista”, osservare le reazioni delle persone quando dico di essere femminista, interrogarmi sul carico di significati che la parola si porta dietro, da dove vengono, chi glieli ha appioppati ecc ecc. E quindi un articolo dal titolo “io sono femminile non femminista” potevo perdermelo? Pregustavo riflessioni con topping di panna montata e fragoline di bosco sul valore sociale della parola femminista, da far venire l’acquolina insomma. Orrore e sgomento quando sono arrivata in fondo e la sensazione è stata quella di aver mangiato la torta al limone industriale dal noto sapore chimico…

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Antiautoritarismo, Comunicazione, Critica femminista, Culture, Femministese, Ricerche&Analisi

Il femminismo populista

Va bene. Io continuo a tentare di pronunciare un disagio.

Dopo il Donnismo, voglio approfondire quest’altro aspetto.

Come dicevo avrei potuto chiamarlo Mammismo o Uterismo, ché non riguarda le mamme ma la maniera attraverso la quale la cultura del materno cripto/fascista sia diventata parte integrante delle istanze pseudo femministe in Italia.

Dicesi populismo, tra gli altri significati che si possono attribuire a questo termine, quell’espressione culturale, sociale, politica, che sposa sentimenti “popolari” per trarne consenso che consolida il potere. Il fascismo del ventennio fu bravissimo in questo e quando leggo critiche sui populismi rintracciati in nuove forme di espressione politica poi mi sorprende il fatto che non si riesca con la stessa determinazione ad ampliare la riflessione anche ai movimenti delle donne.

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Antisessismo, Comunicazione, Critica femminista, Culture, Femministese, Violenza

Lei uccide. L’attenuante: è colpa della cultura dei carnefici!

“...siamo imbevute della stessa cultura che nutre i nostri carneficiscrivono quelle che giustificano così, senza articolare un ragionamento che sia credibile, la violenza tra donne che ha portato ad un femminicidio compiuto da una donna sulla sua compagna.

Ma quanto è comodo rivendicare autodeterminazione quando facciamo cose belle (tutte targate “donna” of course) e definirci sempre vittime o addirittura possedute da culture maschie dalle quali bisogna esorcizzarci quando facciamo cose brutte? Ed è così che si sintetizza la teoria sessista e stereotipata secondo la quale il male sta all’uomo come il bene sta alla donna.

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Antiautoritarismo, Comunicazione, Critica femminista

Pd-Snoq: come essere “donne” (di partito) e dettare la “linea” sul femminismo

Su la 27esimaora se la suonano e se la cantano. Una senatrice neoeletta del Pd, branco Se Non Ora Quando, dice che il femminismo ideologico (cioè?!?) andrebbe sostituito dal “femminismo pragmatico” che è stato praticato negli ultimi due anni a partire dalla piazza del 13 febbraio, nazionalista, patriottica, antiberlusconiana, escludente, discriminatoria, bipartisan, politicamente trasversale, interclassista, targata Snoq.

Nel dibattito a tratti surreale che si è scatenato sulla stessa testata c’è un minimo di indignazione e scoprono oggi, per la prima volta, chiacchierando comunque tra “storiche”, che Snoq e il Pd, quali inibitrici di movimenti femministi e stabilizzatrici di sistema, hanno fagocitato, colonizzato, normalizzato, usato, svuotato di senso, orientato e diretto anche a legittimare le donne del Pd, le candidate, tutte cose che a me, che personalmente non sono stata gregaria di nessuna Snoq, non sorprendono per niente.

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Antisessismo, Comunicazione, Critica femminista

Del “maschio” distruttore e della donna-decrescita

Sembrerebbe scritto dalla Vandana Shiva de noiantri, come direbbe la mia amica Serbilla, non fosse che a firmare questo articolo sono stati due uomini. Leggetelo, vi prego, con particolare attenzione alle parole in neretto. Facciamo un gioco: trova lo stereotipo!

superiore sensibilità e delicatezza delle caratteristiche femminili. 

società basata sulla competizione generata da smanie di stampo tipicamente maschile.

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