Culture, R-Esistenze

Una scultura pre-ispanica di una donna sostituirà la controversa statua di Colombo a Città del Messico

La scultura pre-ispanica raffigurante una figura femminile che è stata dissotterrata in Messico ed è conosciuta come “La Giovane Donna di Amajac” (Foto: Istituto Nazionale di Antropologia del Messico).

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Giulia del Gruppo di lavoro Abbatto I Muri.

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Di Tessa Solomon, 13 Ottobre 2021

La statua di Cristoforo Colombo che una volta si trovata al centro di Paseo de la Reforma, la via principale di Città del Messico, sarà sostituita da una replica di una scultura pre-ispanica rappresentante una donna indigena. La notizia è stata rilasciata dalle autorità cittadine all’inizio di questa settimana. La scultura in pietra è stata dissotterrata lo scorso gennaio nella regione di Huasteca, lungo il Golfo del Messico, ed è stata soprannominata “Giovane Donna dell’Amajac”, dal nome del villaggio dove era sepolta. La vera identità della figura rappresentata, però, rimane un mistero. Al momento della scoperta, l’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia aveva affermato che la figura potesse rappresentare una dea locale della fertilità.

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Antiautoritarismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Belly of the Beast: l’oscura storia delle sterilizzazioni forzate in California

Immagine tratta dal documentario Belly of the Beast

 

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Maria Alessia del Gruppo di lavoro Abbatto i Muri.

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Un documentario racconta la storia della procedura sanzionata dallo stato nelle prigioni, mentre l* attivist* si battono per una legge sulle riparazioni.

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Antiautoritarismo, Antirazzismo, Autodeterminazione, R-Esistenze, Ricerche&Analisi

#India – Perché molte donne nel distretto di Beed, nel Maharashtra, non hanno l’utero

Articolo scritto da Radheshyam Jadhav

In lingua originale QUI. Traduzione di Cecilia del Gruppo Abbatto i Muri.

Gli appaltatori della raccolta della canna da zucchero non vogliono assumere donne col ciclo mestruale, così l’isterectomia è diventata la norma.

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Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Ecco le donne che lottano dall’interno affinché il femminismo non sia solo bianco

Femministe in lotta contro i Cie (centri identificazione ed espulsione) a Madrid

 

Articolo di Gabriela Sánchez / Icíar Gutiérrez

In lingua originale QUI. Traduzione di Emilia del gruppo Abbatto i Muri.

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Antiautoritarismo, Antirazzismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Femminismo Bianco, Eugenetica e sterilizzazioni forzate delle donne di colore

Testo originale QUI. Traduzione di Isabella.

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L’abito delle donne bianche

(donne bianche in maschera)

DI SHERRONDA J. BROWN

Questo scritto contiene ampi riferimenti alla violenza riproduttiva e alcuni cenni sulla violenza sessuale.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Autodeterminazione, R-Esistenze

Decathlon e l’hijab: la Francia è impazzita

 

Di Ilyes Ramdani (QUI l’articolo in lingua originale. Traduzione di Gisella, revisione di Elisabetta del Gruppo Abbatto i Muri).

 

La polemica alimentata dai responsabili politici di «République en marche» e del partito «Les Républicains» hanno spinto Decathlon a rinunciare alla commercializzazione dell’«hijab da corsa». Ben lontano dall’essere un semplice aneddoto, l’episodio è sintomatico della nevrosi che colpisce una parte della società francese in tema di Islam e velo. 

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Praticare l’intersezionalità: contro la colonizzazione del pensiero Black nel discorso femminista bianco

Di Ariane Poisson

(articolo originale qui – traduzione di Antonella e Leda del Gruppo Abbatto i Muri)

Contesto: l’intersezionalità come nuovo trend femminista

Il termine intersezionalità fu coniato dall’accademica femminista nera Kimberlé Crenshaw nella sua pubblicazione del 1989 “Demarginalizzare l’intersezione di razza e genere: una critica femminista della dottrina dell’antidiscriminazione, della teoria femminista e delle politiche antirazziste” e le radici culturali di questa teoria si basano su discorsi portati avanti dall’abolizionista (della schiavitù afroamericana negli USA, NdT) Sojourner Truth e la studiosa di Liberazione Nera Anna J. Cooper nel 19esimo secolo. In una parola, l’intersezionalità teorizza che l’esperienza di oppressione sistemica cui è sottoposta una donna nera non è la somma di ciò che opprime un uomo nero sommato all’oppressione subita da una donna bianca. Oggi l’intersezionalità ha permeato il discorso femminista bianco, ma i suoi termini sono divenuti vaghi, marginali e meno pregnanti. Tanto che, prima di esplorare la teoria di Crenshaw sull’intersezionalità, in quanto donna bianca si dovrebbe chiaramente identificare cosa l’intersezionalità è e non cosa possa essere per me. L’intersezionalità non è universale e non tutte le intersezioni delle identità sono su uno stesso piano, specialmente quando una intersezione include la bianchezza. Non importa quali altri assi di discriminazione sono in gioco, la bianchezza conferisce un supporto tale per cui a chi ne beneficia non sarà dato di sperimentare l’impatto totale dell’oppressione o dell’invisibilizzazione smascherate dalla teoria intersezionale.

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