Antiautoritarismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie

Sono figlia di musulmani: non chiedetemi di rinnegarli!

Lei scrive:

Cara Eretica,

scrivo a te perché so che ascolti e riporterai le mie parole senza cambiarle e senza giudicare. Sono figlia di una famiglia di immigrati, nata e cresciuta in Italia, da genitori musulmani e sorella che non pratica nessuna religione. I miei genitori non ci hanno mai costrette a fare niente e leggere tante cose brutte su tutti i musulmani mi fa male. Da un lato mi si chiede di nascondere la mia origine, rinnegarla e rinnegare i miei genitori, per non essere esclusa, dall’altro sono spinta a fare qualcosa per mostrare quanto io sia orgogliosa di loro, dei sacrifici che fanno per farci studiare e per darci un futuro migliore.

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Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Zahra Ali: Decolonizzare il femminismo

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Da IncrociDegeneri:

Intervista pubblicata in francese l’11 giugno 2016 da Ballast, rivista collettiva di creazione politica (on line & su carta).

Traduzione di Elisabetta Garieri

Mettere insieme femminismo e islam non è cosa che si faccia senza crear problemi: spesso i femminismi occidentali temono l’intrusione del religioso (patriarcale e regressivo), mentre gli spazi musulmani temono il ricatto neocoloniale all’emancipazione delle donne. Sociologa e autrice nel 2012 del saggio Femminismes Islamiques [Femminismi Islamici, non tradotto in Italia, ndr], Zahra Ali fa suo questo “ossimoro” per presentarne quelli che chiama gli “a priori” reciproci. Lei che milita contro l’esclusione delle studentesse che portano il foulard, invita a contestualizzare, storicizzare e respingere gli essenzialismi: condizione necessaria alla creazione di un femminismo internazionale e plurale.  Continua a leggere “Zahra Ali: Decolonizzare il femminismo”

Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Personale/Politico, R-Esistenze

#Burkini: “perché mettete in dubbio la nostra libertà di scelta?”

Raccogliendo ancora voci delle “dirette interessate”. Perché è facile parlare sulla loro pelle senza ascoltarle. Troppo facile.

Sara Ahmed dice:

“Questi giorni ognuno ha detto la sua sul Burkini, sul velo, sulle donne musulmane, le musulmane oppresse, le musulmane costrette ad indossare il velo.
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Antiautoritarismo, Antirazzismo, Autodeterminazione, Personale/Politico, R-Esistenze

Il mio Hijab è la mia voce

Traduzione – a cura di Yu – dal video

Los Angeles Times (2006)

Il mio Hijab e’ la mia voce

“L’altro giorno mi hanno dato della terrorista mentre stavo camminando a Los Angeles nell’Arts District. Tutto questo non mi dà più fastidio ….”

Le donne americane in Hijab: lotta e forza

Asma Men Continua a leggere “Il mio Hijab è la mia voce”

Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

Femminismo Islamico: introduzione di Zahra Ali

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Quella che segue è la traduzione dell’introduzione della curatrice Zahra Ali a Féminismes islamiques, pubblicato nel 2012 dalla casa editrice francese La Fabrique . Si tratta di una raccolta di testi di figure di riferimento del femminismo islamico tradotti dall’arabo o dall’inglese per la prima volta in francese. A questo indirizzo è possibile leggere l’introduzione originale in francese, provvista del denso apparato di note perlopiù bibliografiche che qui non è stato integrato per non appesantire il testo. I termini seguiti da un asterisco sono spiegati nel lessico posto alla fine del testo. (Si ringrazia Elisabetta per la traduzione e Berta per la correzione) 

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Antiautoritarismo, Antirazzismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

“Decolonizzare il femminismo, depatriarcalizzare l’Islam”: un’intervista con Zahra Ali

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Intervista (pubblicata QUI) di Milena Rampoldi.*

Zahra Ali è una sociologa impegnata nel campo delle dinamiche musulmane, femministe ed anti-razziste. Le sue ricerche si sono incentrate sull’emergenza dei femminismi musulmani in Occidente e nel mondo arabo, soprattutto in Iraq. Nel 2012 con la casa editrice La Fabrique ha pubblicato un’opera intitolata Féminismes islamiques, il primo libro su questo tema in lingua francese. In esso, mediante i contributi e le interviste di numerosi autori, si traccia un panorama dei femminismi islamici “in rottura con l’orientalismo e il razzismo che caratterizzano i dibattiti sulle donne e l’Islam oggi” e che rispondono alla “necessità di decolonizzare e de-essenzializzare ogni tipo di lettura del femminismo e dell’islam”. Nella sua introduzione al libro Zahra scrive: “Dunque l’idea non consiste nel rispondere agli interrogativi imposti dal pensiero femminista dominante, ma piuttosto nell’entrare all’interno dell’universo delle femministe musulmane e di vedere in che modo pongono la domanda dell’eguaglianza, secondo delle modalità, dei concetti e delle problematiche che fanno per loro. Allo stesso modo non si tratta di dire come il pensiero islamico e le musulmane affrontano le questioni che si (im)pome la doxa femminista, ma piuttosto di mostrare come si pensano, si articolano e si sviluppano una riflessione e un impegno intorno alla questione dell’eguaglianza dei generi all’interno del quadro religioso musulmano e nei contesti, ove l’Islam funge da quadro di riferimento principale”. (Féminismes islamiques, p. 15). Ringrazio Zahra per aver risposto alle mie domande.

MR: Tu parli di femminismi islamici. Che cosa significa questo termine per te personalmente? 

ZA: I femminismi islamici o musulmani sono rappresentati da delle persone che pensano o agiscono per l’eguaglianza e contro il patriarcato, facendo riferimento al quadro religioso musulmano. Vi sono diverse correnti e diversi contesti. Dunque la militanza femminista musulmana risulta alquanto variegata. Spazia dalle autrici che sfidano le letture maciste della giurisprudenza musulmana (al-fiqh) e si basano su una lettura egalitaria del Corano, come lo fa ad esempio il gruppo Musawah, fino a giungere alle donne che si ispirano alla spiritualità musulmana nella loro lotta per l’eguaglianza tra i generi e più generalmente per la giustizia sociale.

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Autodeterminazione, Contributi Critici, R-Esistenze

Un altro genere di Islam – un po’ di storia classica

Rābi‘a al-‘Adawīyya (d. 801)
Rābi‘a al-‘Adawīyya (d. 801)

 

Questa è la seconda parte, e ce ne sarà una terza, di una introduzione al tema trattato. Trovate QUI la prima parte. Buona lettura!

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di Margherita D’Arnaldo

La prima persona che credette al messaggio coranico e si convertì all’Islam fu una donna, Khadija bint Khuwalid, che fu l’unica moglie di Muhammad per venticinque anni ed ebbe un ruolo determinante nei primi tempi della sua missione profetica. Di lei, dopo la sua morte, il Profeta avrebbe detto: “Credette in me quando nessun altro lo fece; accettò l’Islam quando nessuno vi prestava fede; e mi sostenne e mi diede conforto quando altri mi abbandonarono”. Anche la prima persona a subire il martirio in nome dell’Islam fu una donna, Sumayya bint Khayyat, che fu torturata e uccisa per aver rifiutato di rinnegare la sua nuova fede.

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