
Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Luana del gruppo di lavoro Abbatto i Muri.
di Arwa Mahdawi
Critica femminista, bollettino di guerra su femminicidi e violenza di genere

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Luana del gruppo di lavoro Abbatto i Muri.
di Arwa Mahdawi
L’esperienza della decriminilizzazione delle persone che sono sex workers in Nuova Zelanda offre un’alternativa a quello che viene spesso citato come Modello Svedese. Tale esperienza può farci fare un passo avanti?
Di Fraser Crichton [articolo in lingua originale QUI. traduzione di Yu del gruppo di lavoro Abbatto i Muri]
Dalla pagina 80/91 del libro Nouvelles Questions Féministes
Scritto in lingua originale QUI. Traduzione di Francesca del Gruppo di lavoro Abbatto i Muri.
Dal Blog SiCura Prospettive Transfemministe sulla sicurezza.
Intervista con Daniela Candelaria Sajama, referente dell’Asociación de Travestis Transexuales y Transgéneros de Argentina (A.T.T.T.A) della città di Cordoba, 9 giugno 2019

Il 28 giugno si è tenuto in diverse città argentine la manifestazione Basta Femminicidi Travesti e Trans. Il corteo aveva il fine di visibilizzare quello che viene definito il genocidio travesti e trans e per chiedere giustizia per le compagne violentate dal sistema capitalista e patriarcale. Le persone trans e travesti vivono un’esclusione su più livelli, quello sociale, educativo, lavorativo e sanitario; questo, insieme alle condizioni di salute generalmente più precarie, concorre ad un’aspettativa di vita media di circa 35 anni.
Le donne, come altri soggetti subalterni, passano la vita a difendersi mettendo il corpo in allerta costante. Istintivamente sappiamo reagire, ma siamo educate a incassare i colpi, a”murare”la nostra rabbia. Sprechiamo la nostra forza a sopravvivere alla violenza banalizzata dalla società che non vede, più tosto che a ribellarci agli abusi subiti.
E se rompessimo questi rapporti di forza? se trasformassimo la nostra rabbia in lotta, se ci mettessimo tutt* a reagire contro la violenza subita al quotidiano?l’esperienza ce l’abbiamo, le conoscenze pure…basta mettersi all’azione!!!”Non liberateci, ce ne occupiamo!!”(« Ne nous libérez pas, on s’en charge »)
“Manifesto per l’autodifesa femminista” testo scritto da Elsa Dorlin, filosofa femminista intersezionale. L’argomento è più approfondito nel magnifico libro “Se défendre : une philosophie de la violence”( La Découverte, 2017 ).
L’articolo originale: QUI la versione originale in francese (file in Pdf). QUI la traduzione in spagnolo.
Traduzione in italiano fatta da Elisabetta e Benz del gruppo di lavoro Abbatto i Muri. Continua a leggere “Manifesto per l’autodifesa femminista”
Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Cecilia del gruppo di lavoro Abbatto i Muri.
Di Marie Solis
Nelle ultime 24 ore risulta essere il favorito dopo Elizabeth Warren.
Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Cecilia del gruppo di lavoro Abbatto i Muri.
Scritto da Scott McDonald
La senatrice Elizabeth Warren mercoledì scorso ha detto che è aperta all’idea di decriminalizare il sex work nel nostro paese. Ha detto al Washington Post di riconoscere che i/le sex workers si trovano a fronteggiare gravi difficoltà e abusi e di voler in particolare assicurare protezione alle vittime del traffico di esseri umani a fini sessuali.
Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Maria Cristina del gruppo di lavoro Abbatto i Muri.
Il sex work è consentito in gran parte del Messico ma ogni Stato ha regole diverse e talvolta poco chiare, che portano i/le lavoratori/trici ad operare spesso all’interno di vuoti legislativi.
Di Christine Murray

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Benz del gruppo di lavoro Abbatto i Muri.
di Alanna Vagianos
Anche gli uomini transgender e altre persone non binarie devono sottoporsi a procedure abortive. Ma nessuno parla di come le ultime svolte legislative in America hanno un impatto su di loro.
Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Antida del gruppo di lavoro Abbatto i Muri.
Donne immigrate, sprovviste di statuto legale, manifesteranno il 14 giugno. Porteranno con sé delle forme di cartone in rappresentanza di tutte coloro che non potranno partecipare.
Continua a leggere ““La mia datrice di lavoro manifesta e io le tengo i bambini””
di Samantha Musolino
Il dibattito sul suffragio femminile in Italia fu lento e burrascoso, così come lenta fu la “concessione” del diritto di voto alle italiane. Il movimento delle donne in Italia prese piede principalmente dall’iniziativa di coloro che furono attive durante il Risorgimento, ma che non videro riconosciuto in loro impegno a favore dell’unificazione. Alcune giovani (pochissime) ottennero il voto per meriti patriottici, come Marianna de Crescenzo, la quale accolse Garibaldi al suo arrivo a Napoli, e la poetessa Maria Alinda Bonacci, che compose carmi ed epigrafi per il re.
Molti Paesi europei riconobbero questo fondamentale diritto alle proprie cittadine principalmente dopo la Prima Guerra Mondiale, con l’eccezione di paesi virtuosi come Finlandia (1906), Norvegia (1913) e Danimarca (1915). In Italia, una delle personalità più attive in tal senso fu Anna Maria Mozzoni, la quale presentò due petizioni nel 1877 e nel 1883, che ebbero scarso seguito. In parte si rifece a Mozzoni il repubblicano Mirabelli, con un disegno di legge del 1904 che prevedeva l’accesso delle donne al voto amministrativo. La proposta naufragò, ma è proprio da questo episodio che una parte delle emancipazioniste italiane si iscrisse nelle liste elettorali del Paese, approfittando di cavilli nel codice che non ammettevano il voto alle donne ma nemmeno lo negavano. Continua a leggere “Il suffragio femminile in Italia”
Due serie tv a confronto. Fleabag e Dietland. La prima è scanzonata, irriverente, prende in giro tutto e tutti e la protagonista prende in giro se stessa e svela le sue incoerenze ogni volta che viene messa a confronto con donne che si definiscono femministe esibendo persone compatibili come fenomeno da baraccone. Ecco il mio amico pittore trans, la mia amica bisessuale che vive con una comunità poliamorosa, il mio amico gay, nero, eccetera eccetera. La matrigna della protagonista è l’esempio perfetto di questo tipo di esibizioni che riducono a convenzioni le battaglie individuali e collettive di tante persone. Esilarante il modo che ha la protagonista di svelare le ipocrisie di un contesto che mette un certo femminismo sullo stesso piano di ordini monacali. Come per il seminario rivolto a donne in un casale di campagna dove le donne venivano condannate al silenzio, non senza fare le pulizie di primavera per conto delle consorelle a capo della struttura, e allo stesso tempo, in un’altra ala dello stesso spazio un altro seminario rivolto a uomini dove essi potevano, tanto per cambiare, usare bambole gonfiabili per sfogarsi urlando “troia, bagascia, puttana”. Continua a leggere “Fleabag e Dietland, due serie tv a confronto”

Articolo scritto da Alina Cohen*
In lingua originale QUI. Traduzione di Antida del gruppo di lavoro Abbatto i Muri.
Continua a leggere “La diffusione dell’abito da ancella come icona visiva”
di Elisabetta Garieri
Anche in Grecia da qualche anno fioriscono nuovi movimenti femministi e LGBTQ+ radicali, contro l’intensificarsi dell’attacco alle soggettività più vulnerabili da parte del sistema patriarcale. È un sistema incarnato da uomini che stuprano e uccidono le donne, ma anche da estremisti di destra e polizia, da sempre pericolosamente conniventi, e ancora di più da quando esiste il partito neonazista Alba Dorata.

Continua a leggere “Femminismi in Grecia: contro il governo che cambia la definizione di “stupro””
In quest’epoca in cui la parola femminismo è tanto maltrattata e l’idea di donna che ha acquisito qualche diritto è inficiata dall’eccesso di doveri che una donna cumula per garantirsi il diritto alla “propria differenza sessuale” (grazie anche alle femministe della differenza, ma proprio grazie eh!), a me pare ovvio che i vari “sposati e sii sottomessa” possano assumere un certo appeal.