Culture, Vedere, Violenza

La misoginia della polizia e il femminicidio giustificati con la “teoria del serial killer”

Negli Usa si intende per serial killer chi commette più di tre delitti. Si dovrebbe dire che però c’è chi mette quel criminale in condizione di farlo, di agire nell’impunità. Perché le leggi degli anni settanta e ottanta e metà anni novanta non avevano molta dimestichezza con il concetto di violenza di genere.

Continua a leggere “La misoginia della polizia e il femminicidio giustificati con la “teoria del serial killer””
Culture, Vedere, Violenza

Misogino, violento con la ex, femminicida, cacciatore di “streghe” negli Usa

Roxanne Houston scompare misteriosamente da Taos, New Mexico, nel 2014, dove si era trasferita con il suo ragazzo dal Colorado. Si era inserita in una comunità di persone tranquille, un gruppo di persone ai margini ma solidali tra loro, a cui dava una mano e da cui era più che benvoluta. Credeva nel potere della terra, la religione wiccan, nulla a che fare con la stregoneria. Prima di sparire venne a contatto con Ivan Cales, uno che massacrava la ex moglie la quale era dovuta fuggire coi figli per timore che lui la uccidesse. Un misogino fatto e finito che dopo un alterco con l’uomo che abitava il terreno in cui la roulotte di Cales non era più gradita, lui non lo era, perché inquietante, con una pistola, per nulla incline al rispetto dei vicini, ha pensato bene di prendersela con la Roxanne, inquilina che tra l’altro stava per tornare in Colorado.

Continua a leggere “Misogino, violento con la ex, femminicida, cacciatore di “streghe” negli Usa”
Culture, Vedere, Violenza

Donna transgender: per il Texas la sua sparizione conta meno

Kimberly Avila, che i media americani si ostinano a chiamare Ramiro, è una donna transgender ed è una delle centinaia di migliaia di missing person che nel Texas diventano meno importanti se nativi americani, afroamericani, latini e transgender. Nel suo caso le è stata imputata la “colpa” di essere una sex worker e dunque di essersela andata a cercare, in più ne è derivato un caso di criminalizzazione della sua famiglia, delle persone transgender e sex worker che secondo la polizia non sarebbero stati disponibili a “collaborare” sebbene poche settimane prima della sparizione della donna il quartiere in cui lei lavorava fosse stato oggetto di un raid punitivo con arresti mirati proprio contro le sex worker e le transgender. La cultura punitiva e stereotipata, piena di pregiudizi e sessista e transfobica è talmente alta che la famiglia di Kimberly si è vista strappare perfino i volantini di ricerca affissi per le strade per chiedere informazioni circa la sua sparizione. Se sei donna transgender e sex worker dunque non meriti nulla.

Continua a leggere “Donna transgender: per il Texas la sua sparizione conta meno”
Antisessismo, Culture, Vedere, Violenza

L’Italia non è “sicura” per le donne

Nella prima puntata di Chi l’ha visto (online), a parte parlare della tragica storia di Giulia si denunciano due fatti che riguardano l’Italia:

proprio guardando un’intervista che discute del femminicidio due coniugi discutono, lei si preoccupa per la ragazza, lui un po’ meno, tira fuori il coltello, è solo l’ennesima lite, il figlio telefona ai tutori dell’ordine che deportano la donna e il figlio in casa protetta e lasciano lui comodamente in casa propria in attesa di non so cosa. Dunque di fatto è lei che viene punita e non lui. Perchè? Dicono che non l’hanno colto sul fatto, ed è raro trovarsi a passare per la camera da pranzo di una casa in cui lui brandisce un coltello. Diremmo dunque che le denunce per violenza domestica per prassi finiscono tutte allo stesso modo. Lei viene allontanata e lui premiato. Salvo non arrivare tardi, quando lei è già defunta. O no?

Continua a leggere “L’Italia non è “sicura” per le donne”
Antisessismo, Autodeterminazione, Culture, Ricerche&Analisi, Vedere, Violenza

Melania Rea: fu un femminicidio?

Melania Rea viene uccisa nel 2011, secondo la sentenza definitiva, da suo marito Salvatore Parolisi. Il documentario Delitti in famiglia dedicato, molti anni dopo, al caso di Melania, fa emergere un quadro molto più complesso rispetto a quello recepito dal circo mediatico di allora. La criminologa intervistata parla di un rapporto maltrattante, vessatorio, in termini psicologici ed economici, e riguardo al condannato parla di personalità narcisistica, dedita al controllo, a partire da ciò che lui diceva nelle interviste, parlando di lei come della bella donna che a lui restituiva piacere per il fatto che gli altri la guardassero. Melania, in quelle interviste, scompare, non c’è, esiste solo per la gratificazione del marito.

Continua a leggere “Melania Rea: fu un femminicidio?”
Antisessismo, Autodeterminazione, Culture, Ricerche&Analisi, Violenza

Sara di Pietrantonio: stalking preludio di femminicidio

Sara di Pietrantonio è stata uccisa a Roma nel maggio 2016 dal suo ex Vicenzo Paduano. Prima nota: quado si parla di femminicidio è orrendo pubblicare la foto dei due abbracciati e sorridenti. Non rappresenta nulla di ciò che è successo. Evitate. Seconda nota: la sentenza definitiva di condanna per Paduano, come ricorda l’investigatrice, nel documentario Ossi di Seppia, parla anche di stalking come elemento comprovante la premeditazione che gli costa l’ergastolo. E’ la prima sentenza che mette in relazione le due cose ed è importante in termini culturali.

Continua a leggere “Sara di Pietrantonio: stalking preludio di femminicidio”
Antisessismo, Culture, R-Esistenze, Violenza

Stalking: controllo e paura per le vittime

Lo Stalking è una delle forme di violenza più sminuite in assoluto in moltissimi stati occidentali. Negli Stati Uniti risolvono con un ordine restrittivo che viene costantemente violato e dato il sistema giudiziario fallace anche se c’è una violazione di tale ordine lo stalker viene subito rilasciato su cauzione. E’ così che si autofinanzia il sistema penale degli Usa, con i soldi dei carcerati. Perciò i poveri restano in carcere e i ricchi sono a spasso.

In Europa non va molto meglio, solo di recente per noi è stata approvata una legge che però ha delle falle perché lo stalking non viene visto come il preludio di qualcosa di più grave. Si passa dal “Ignoratelo” al “forse hai fatto qualcosa per incoraggiarlo” al “se non commette una azione davvero criminale (uno stupro o un femminicidio) non possiamo agire… abbiamo le mani legate”. Dunque si chiede alla persona che denuncia lo stalking di dimostrare attraverso copie di mail, messaggi, foto, video, roba seria, gravissima, non equivoca, che lo stalking si sta compiendo.

Continua a leggere “Stalking: controllo e paura per le vittime”
Culture, Ricerche&Analisi, Violenza

Influencer uccisa: apparire perfetti può essere letale

Questa è l’immagine che volevano offrire

Gabby Petito aveva 22 anni quando intraprese un viaggio on the road negli Stati Uniti con il proprio furgone assieme al suo ragazzo Brian Laundrie. Peccato che nel 2021 di lei non si seppe più nulla fino al momento del ritrovamento del suo corpo. La ragazza voleva fare l’influencer, vivere di questo, per riuscirvi mostrava la parte bella della propria vita e dei propri viaggi, perché sono quelli che vengono più facilmente monetizzati. Eppure ‘erano problemi di violenza domestica che sono stati riscontrati e denunciati nella coppia.

Continua a leggere “Influencer uccisa: apparire perfetti può essere letale”
Critica femminista, Culture, Ricerche&Analisi, Violenza

L’avvocato di Turetta è un antifemminista

Lo dice Il Fatto Quotidiano, riferendo affermazioni che l’avvocato avrebbe fatto in varie occasioni e che rientrano nel linguaggio comune degli antifemministi, dei negazionisti del femminicidio, di quelli che colpevolizzano le vittime in caso di stupro e che parlano di “false accuse” atte a screditare i poveri uomini. Conosciamo quel linguaggio perché appartiene alla destra e agli antifemministi. Se il teatro di quelle affermazioni diventa la difesa del femminicida Turetta è un po’ come ucciderla una seconda volta, come sfruttare il palcoscenico del tribunale per legittimare affermazioni equivoche che poco c’entrano con ciò che è successo e molto invece con la causa antifemmista. Consiglierei a Turetta un avvocato diverso.

Continua a leggere “L’avvocato di Turetta è un antifemminista”
Antisessismo, Autodeterminazione, Ricerche&Analisi, Violenza

#GiuliaCecchettin: ricatti emotivi e obbligo di cura

Leggere dei ricatti emotivi che Giulia Cecchettin ha dovuto subire fino al momento in cui Turati non l’ha uccisa mi fa pensare a molte cose, tutte brutte. Per esempio all’idea che la cultura patriarcale infonde alle donne come se da esse ci si debba aspettare sempre la cura, l’asservimento, la pietà, la comprensione, tutto ciò al di là delle proprie esigenze. Quando Giulia diceva no, Filippo la ricattava, esigeva da lei attenzione, quella che la cultura maschilista ti abitua a dare all’uomo che tu femmina hai il dovere di aggiustare, consolare, fregandotene di te stessa.

Continua a leggere “#GiuliaCecchettin: ricatti emotivi e obbligo di cura”
Antisessismo, Culture, R-Esistenze, Ricerche&Analisi, Violenza

#GiuliaCecchettin e il negazionismo della destra

“Negazione del problema sistemico della violenza di genere, strumentalizzazioni politiche su un femminicidio, editoriali paternalisti scritti da uomini che pretendono di insegnare come comportarsi alla sorella di una ragazza uccisa: buongiorno dai quotidiani della destra” Scrive https://twitter.com/stanchezzaa e ha ragione.

Continua a leggere “#GiuliaCecchettin e il negazionismo della destra”
Culture, Ricerche&Analisi, Vedere, Violenza

Contrattacco maschilista: l’ex marito violento e la “nuova” compagna complice

Deborah Smarrella

Fine anni novanta, quando gli antifemministi hanno reso alle donne più difficile divorziare e ottenere la custodia dei figli. Negli Usa ottengono anche che i diritti di custodia siano estesi ai nonni, come vorrebbero fare qui, e i risultati si vedono. Le cronache statunitensi sono strapiene di delitti compiuti dall’ex marito o dal padre della ex moglie.

Continua a leggere “Contrattacco maschilista: l’ex marito violento e la “nuova” compagna complice”
Culture, Ricerche&Analisi, Violenza

Giulia Cecchettin, un epilogo che speravamo diverso

Il ritrovamento del suo corpo mi ha fatto arrabbiare, con un moto di solidarietà per quei familiari che speravano ancora di ritrovarla viva. La fuga del suo ragazzo ha confuso le acque ma si trattava di una fuga, la sua, dopo quello che aveva fatto alla sua ex ragazza, lasciandola senza vita. Questo è quel che ci dicono le prove fino ad ora comunicate dagli inquirenti, incluse le prove video. Giulia stava per laurearsi, era una giovane donna con un grande futuro davanti e Filippo è un ladro di vita, gliel’ha rubata, perché non ha saputo aver rispetto delle scelte di Giulia, non l’ha considerara una persona, come tanti fanno quando commettono un femminicidio.

Continua a leggere “Giulia Cecchettin, un epilogo che speravamo diverso”