Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze, Sessualità

#Francia: della bellezza dei/delle sex workers in lotta contro la penalizzazione dei clienti

Manifestazione dei/delle sexworkers francesi
Manifestazione dei/delle sexworkers francesi

In Francia è tutto punto e accapo. Prima volevano criminalizzare i clienti. Poi le sex workers. Poi gli annunci sul web, perché non si sa mai. Ora tornano con la criminalizzazione dei clienti, con volontà espresse da neofondamentaliste, abolizioniste e partiti di destra e sinistra, ché la sovradeterminazione non appartiene ad una sola categoria politica, sfidano la volontà di tantissim* sex workers che scendono in piazza a rivendicare la regolarizzazione e ad opporsi fermamente alla criminalizzazione dei clienti, ed eccoci ancora su questa giostra di oppressione, repressione e prepotenza messa su da chi vuole imporci un solo modello di sessualità. Si attende perciò il voto in Senato al quale è stata rinviata la proposta dopo le ultime modifiche.

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Chi si ricorda di Amina?

aminafeministattackdi Frantic (Effetto Farfalla Blog)

Aveva pubblicato una foto a seno nudo su Facebook, era stata arrestata a maggio. Esce di prigione il primo agosto, molla le Femen. Le accuse che muove loro: sono islamofobe, sono poco chiare nel far presente chi le finanzia. Basta così? Cerco in rete e trovo l’intervista integrale ad Amina sull’Huffington Post dove spiega eloquentemente le sue ragioni. La prima cosa che noto è che Repubblica sintetizza in maniera brutale.

Normale, si potrebbe dire, in fondo parliamo di Repubblica, che non è esattamente un quotidiano campione in serietà. Sì, probabile; ma intanto la sua sintesi monca non fa il benché minimo riferimento alle sue scelte politiche e menziona soltanto una sua generica anarchicità, peraltro messa pure tra virgolette. Vabbé. Non credo di avere una conoscenza trascendentale del francese, ma capisco cosa c’è scritto. “Il problema non è Ennahdha o Rached Ghannouchi. Il problema è il sistema”, dice Amina. Andiamo avanti.

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#MuslimahPride against #Femen: “I don’t need to be freed!”

164960_10152706031555475_1075368960_nAvevo scritto questo testo [QUI la traduzione in italiano della loro lettera aperta alle Femen] e le donne che hanno dato vita al #MuslimahPride ne chiedevano una traduzione. Grazie ad Arianna D. per il grande lavoro fatto! Buona lettura.

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Like I said, eventually Femen’s activity was really perceived as neo-colonialist. And since women do not wish to be exploited in order to validate new and old imperialisms, they started a campaign in which they basically claim to be over-determined by Femen, they blame the latter for redefining their needs and state that they do not need to be freed at all.

Someone already calls Femen islamophobes because they do not get the reason why they went in front of the Great Mosque in Paris – where all they obtained was a picture of a man kicking one of them. But then they had done the same thing in St. Peter’s, where the police had tackled them and a believer in a fur coat had hit one of them with an umbrella. In Russia they had sawed a cross in order to jump on that mediatic bandwagon thanks to which the Pussy Riots have received support by half of the world. Then they came here and tried to free us from Berlusconi, too. And, yeah, well.

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Femen, il No a Berlusconi e i difensori che non ci difendono

femenNon so perché siano andate a fare questa cosa. O magari si, è la loro prassi, cercare di far passare un messaggio politico a partire da luoghi e situazioni dalle quali possono trarre grande visibilità.

Lascio a voi le considerazioni politiche su questo. Salvo il fatto che spero non si riduca tutto a immaginare che l’ex presidente del consiglio non piaccia alla Femen perché ha una idea delle donne un pochino antiquata. Le Femen, per capirci, non sono moraliste e non sono del Pd e anzi il fatto che vadano in giro con le poppe di fuori le rende inafferrabili rispetto all’idea di femminismo ammadonnato, fatto da suore laiche, che in certi ambienti simil Se Non Ora Quando si ha. L’opposizione a Mister B è per ragioni politiche come per Putin.

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