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In nome della Madonna, prima madre surrogata sulla terra

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In questi giorni in tanti sembrerebbero preoccupati della sorte di bambini strappati via dalle braccia delle madri, c’è un Aldo Busi che immagina queste donne affrante e tutte vittime, mutilate dall’assenza di quel che venne fuori dal loro ventre. Tra un commento aulico e pietoso e una ulteriore forma di commiserazione, come dice benissimo Chiara Lalli in un suo pezzo su Wired, si sono dimenticati un po’ tutti di chiedere un parere a quelle che, per l’appunto, chiamano madri surrogate.

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Perché alcune donne trovano “contronatura” i padri che si occupano dei figli?

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La prima volta che mi svegliai dopo un gran brutto incubo, che in qualche modo riguardava mia figlia, lei aveva appena sette mesi. È strano, diceva mia suocera. L’apprensione, che crea ansia e poi trova una minima catarsi negli incubi notturni, dovrebbe essere tipica delle madri. Invece io ero un padre e già lei mi guardava in modo strano.

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Il movimento pro/madri e l’avversione per le genitorialità gay

Parlavo di sessismo e moralismo del movimento pro/madri e scrivevo: “La loro rivendicazione si basa su una dicotomia classica e anacronistica: ci sono le donne e gli uomini, e gli altri generi chissà. Mi chiedo se un gay, una lesbica e una trans abbiano per loro valore. Perché non mi pare di averl* mai vist* dire qualcosa in favore delle famiglie omogenitoriali, per esempio. O di famiglie in cui c’è un lui che è ragazzo padre.

Bene, anzi male, ora ne siamo cert* perché ce l’hanno chiarito in tante. Le madri del movimento pro/madri, quelle che se spieghi che sono ancorate ad un riduzionismo biologico che ci condanna a svolgere a vita il ruolo di cura ti dicono che devi fare pace con l’utero, hanno una avversione per le genitorialità delle famiglie omogenitoriali. Due gay, secondo il loro punto di vista, non possono avere in affido un bimbo o una bimba.

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Se i figli sono solo della madre (beddamatresantissima!)

Terragni dice che non è omofobica (anzi scrive che querela chi lo afferma) e personalmente non ho alcuna ragione per non crederle. Penso però che la sua maniera di non essere omofobica diventi normativa per le donne e gli uomini, tutti. Vorrei commentare un suo post che ragiona di figli e genitori omosessuali.

Scrive a Scalfarotto e tira fuori la storia di un ovocita fecondato con il seme di un amico gay. L’ovulo fecondato sarebbe stato impiantato nell’utero (in affitto) di un’altra donna e a fine gravidanza ecco che l’amico gay ha un figlio. Mentre Terragni parla della faccenda descrive la “madre” in quanto vittima da difendere e sostenere, perché sarebbe stata spezzata in due, divisa dal figlio (e il figlio dalla madre) e quest’ultimo sarebbe stato consegnato nelle presunte grinfie di incostanti e inaffidabili tate. La Terragni racconta che il rapporto col suo amico è andato in pezzi perché lei si oppose a quella scelta e lui perseguì ugualmente il suo obiettivo.

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