Autodeterminazione, Critica femminista, Culture, R-Esistenze, Recensioni

Contro i figli, Pamphlet di Lina Meruane

recensione di Virginia

Meruane descrive con tono brillante ma intessuto di partecipazione le violente pressioni cui ogni donna è sottoposta nel sistema patriarcale e capitalista occidentale per costringerla a procreare. Il pamphlet è punteggiato da preziosi rimandi e citazioni di scrittrici, soprattutto sudamericane (ma non solo). Ogni capitolo si muove attorno ad un tema ed ogni capitolo lascia qualche ricordo felice, perciò vorrei brevemente annotare quello che mi piace di più di ciascun capitolo.

Nel primo capitolo “La macchina sfornafigli”, da diverse angolazioni e con toni anche divertenti – i ragazzini del piano di sopra che ballano il tip tap – emerge la posizione indiscutibilmente “dovuta”, contro ogni logica razionale, che il Figlio ha assunto nell’immaginario collettivo odierno: “l’insistente ticchettio del dettame sociale: ormoni e sermoni sulla riproduzione si sommano, facendo sì che la maternità come obbligo diventi difficile da evitare”. E’ contro i Figli e non contro le bambine e bambini che disserta Meruane, non contro i tanti piccoli che arrivano dai luoghi più martoriati del pianeta, piccoli (o grandi) che potrebbero essere accolti in relazioni familiari: questa è un’altra storia e altri libri e il pamphlet si scaglia invece contro la figura del Figlio-Di-Sangue, contro il “destino materno normalizzato e naturalizzato”.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Come devo chiamare mio padre? Morboso pedofilo?

Lei scrive:

Ciao a tutt*. Vorrei porvi delle domande su una mia situazione molto personale per avere un riscontro esterno. Vi prego di avere sensibilità e usare toni consoni perché è un tema delicato e mi è molto difficile parlarne.

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Personale/Politico, R-Esistenze, Recensioni

“Non riuscivo a trovare famiglie LGBTI in situazioni normali nei libri per bambini, e così ne ho scritto uno”.

Articolo in lingua originale QUI. Traduzione di Cecilia del gruppo Abbatto i Muri.

Mark Loewen non trovava libri per bambini che rappresentassero nella vita di tutti i giorni le famiglie arcobaleno.

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La posta di Eretica, Personale/Politico

E sì che avevo re-imparato ad abbracciarti

Lui scrive:

“Vorrei che il treno si fermasse lì, in mezzo alla campagna marchigiana. Che quella stazioncina non arrivasse mai. Nonostante sia il periodo dell’anno che preferisco questo per andare da mamma e papà. Con gli alberi in fiore, le fave e i carciofi da cogliere e il canto dell’usignolo la notte. Ma no, questa primavera vorrei essere altrove, In qualsiasi altrove. Non questa volta che ci sei anche tu, non questa te. Quella te che è di nuovo in crisi, quella te che ha perso di nuovo le misure del mondo, quella te che mi ha obbligato non più di una settimana fa ad andare a raccogliere i cocci che hai lasciato in un’altra città, a scusarmi, a vergognarmi.

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Antifascismo, Antirazzismo, Autodeterminazione

Niente bimbi “africani” sul palco di Salvini

 

qualcuno diceva che stavo esagerando, ma questa cosa la dico fin dal principio. che la Lega abbia un chiaro disegno in testa che somiglia tanto a quello dei suprematisti bianchi, razzisti e fascisti, è cosa ben risaputa. la ripeto per chi se la fosse persa, usando all’occorrenza le parole del ministro salvini.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Recensioni

Il machismo che impoverisce il rapporto tra padre e figlio

Proprio stanotte ho finito di leggere “Come uccidere il padre” di Eva Cantarella, che non è di certo un libro sui mille modi di ammazzare un padre, anzi. E’ una traccia storica, dalla romanità ai giorni nostri, su come si sia evoluta culturalmente e legislativamente la questione del rapporto tra padri e figli (e mogli). Ve la faccio breve (ma vi invito a leggere il libro che è veramente interessante): il pater familias poteva tutto. Poteva ammazzare o vendere i figli.

Poteva stabilire con chi un figlio dovesse sposarsi, poteva gestire il potere patrimoniale per sempre e non c’era un diritto ereditario consono al punto che per molti anni ci furono moltissimi episodi di parricidio per questioni economiche. Via via che la legislazione cambiava c’era sempre chi poneva un freno dicendo che tutti quei progressi stavano mettendo in crisi la “famiglia tradizionale”, al punto che, ancora oggi, nonostante il cambiamento sostanziale dei rapporti familiari ottenuti con la detronizzazione del pater familias e della sua patria potestà nel 1975, ci sono rigurgiti culturali che portano a episodi di machismo e violenze sempre dirette nei confronti delle donne, spesso considerate ancora come proprietà, e nei confronti dei figli.

I dialoghi diventano difficili quando il padre presume di poter addebitare tutti i problemi del mondo alla sua perdita di potere. Non so se questo spiega o c’entri con la lettera che segue ma è una potente chiave di lettura che andrebbe accompagnata ad ulteriori analisi sociologiche e antropologiche.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie

“La mamma è sempre la mamma”? Non quando è un’egoista alcolista

Lei scrive:

Ciao Eretica,
è da tanto che penso di scriverti e finalmente mi sono decisa a farlo.
Ti chiedo di mantenere l’anonimato,se deciderai di pubblicare questa lettera.

Parto premettendo che questo è più che altro uno sfogo per una situazione che ho vissuto e sto continuando a vivere, ma che non ho mai voglia di condividere con nessuno o quasi.
Sono figlia di una madre alcolista.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze

La violenza nella famiglia tradizionale e cristiana

Lei scrive:

Cara Eretica, voglio condividere la mia esperienza su un’infanzia caratterizzata da maltrattamenti e violenze. Non solo in famiglia ma anche all’esterno. L’unico luogo di socializzazione in paese era la chiesa e per me è stato un calvario. Lo consiglio a tutti perché se ne esci viva poi capisci quanto la religione massacra le donne. Nel mio caso le bambine.

I miei erano religiosi a modo proprio e mi hanno mandato da piccola dalle suore, a pagamento. Queste arpìe non solo davano bacchettate sulle mani ma mi obbligavano a pulire. Questo per loro era educativo, come se non bastasse l’educazione patriarcale ricevuta a casa. Un giorno ebbi un incidente perché ci portarono nella loro terrazza che era piena di chiodi e attrezzi edili. Per nascondere la cosa mi fasciarono il piede senza neppure farmi l’antitetanica. Dopodiché mi dissero di rivolgere preghiere a Dio. Nella mia classe c’erano anche i bambini ed era vietato interagire con loro. Poi per fortuna i miei mi trasferirono alla scuola statale.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Perché i single non possono adottare figli? Lottiamo affinché accada!

Serena ci racconta di una lunga e difficile battaglia che conducendo per un fine più che giusto, ovvero per rendere possibile l’adozione di figli a genitori single. Vi prego di leggere quanto ci scrive e di fare circolare il contenuto delle sue parole. Se ciascun@ di noi farà la propria parte forse riusciremo ad abbattere anche questo muro.

Questa lettera la dedico a tutte le donne che come me combattono per i diritti civili e per il rispetto della propria dignità. Mi chiamo Serena Caprio e quasi un anno fa ho intrapreso una battaglia per l’estensione delle adozioni alle persone singole, ma questa volta mi rivolgo anche alle coppie, ai single omosessuali perché ho capito che la legge va estesa a tutti coloro che consapevolmente e con amore decideranno di intraprendere il complicato percorso dell’adozione. Il 16 novembre 2018 ho tenuto insieme all’Onorevole Laura Ravetto una conferenza stampa alla Camera dei Deputati sulla proposta dell’Onorevole di estendere le adozioni anche single. Sono stata intervistata in radio e sono stata intevistata da alcuni giornali, ma la proposta di legge, purtroppo, è ferma e non viene calendarizzata perchè sia discussa alle Camere.

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Autodeterminazione, Personale/Politico, R-Esistenze, Satira

Cronache commentate del congresso veronese per la “famigghia” naturelle

Cronache delle prime ore del Congresso veronese. Io in ospedale, le mie vicine di letto curiose tanto quanto me. Il telegiornale mostra gente che porta la Madonna sotto braccio, poi intervistano qualcuno che dice che l’omosessualità è una malattia e che i gay finiranno all’inferno. Non disperiamo, sapere che continuano a restare ancorati al tredicesimo secolo quantomeno ci regala una certezza.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Avevo nove anni e lui già abusava di me. La violenza nella “famiglia tradizionale”

Lei scrive:

Cara Eretica,

la prima volta che mi toccò avevo appena compiuto nove anni. Non sapevo niente e mi insegnò tutto. E’ complicato da spiegare ma io pensavo davvero che quello fosse amore. Non potevo rendermi conto di quanto fosse sbagliato. Lui mi invitava a toccarlo e non c’era aggressività nei gesti. Mi convinceva con le parole e io credevo fosse normale. Quando a 13 anni mostrai interesse verso un compagno di scuola cominciai a vivere le prime difficoltà. Sapevo che quello che stavo facendo non era giusto e mi sentivo in colpa per questo. Volevo vivere e quello che provavo nei confronti del mio coetaneo era un sentimento nuovo. Non dovevo toccarlo per dimostrare il mio amore e mi fermavo solo a sognare cose semplici, andare in giro mano nella mano, baciarsi dolcemente, fermarsi a guardare il mondo e ridere di tutto.

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Antiautoritarismo, Antifascismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Contributi Critici, R-Esistenze

#Verona: Congresso per la Famiglia. Ecco i punti in programma di chi vuole ristabilire “l’ordine naturale”

Avete presente le campagne contro il “gender” o contro la “maternità surrogata” (con strategie fake che sembrano occuparsi del bene delle donne quando di donne non gliene frega assolutamente niente – cosa che ci fa capire perché organi di stampa ipercattolici danno spazio a sedicenti “femministe” che parlano esattamente lo stesso linguaggio omofobo) e le proposte di demolizione della legge 194 e ancora altre proposte contro le unioni civili per coppie omosessuali e l’opposizione alle proposte di legge contro l’omofobia e altre cose ancora che in questi ultimi anni vi sono sembrate separate le une dalle altre?

In realtà fanno parte dello stesso piano concepito da ideologi e politici che in Europa e nel Mondo applicano esattamente le stesse teorie al servizio di propaganda che vuole raggiungere i medesimi obiettivi. Quello che vedete sotto è un report realizzato da Epf, una rete di parlamentari di tutta Europa impegnati a tutelare la salute sessuale e riproduttiva delle persone nel loro paese e all’estero. Questo report, una ricerca complessa e approfondita, è stato diffuso in rete per informare quelle persone che non sanno ancora nulla di ciò che più o meno potrebbe discutersi a Verona al Congresso mondiale della famiglia che è alla tredicesima edizione e comprende un programma che non lascia dubbi sulle finalità che si propone di raggiungere.

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Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie

C’era una volta la bambina e il nonno che le insegnava a far “pompini” ai grandi

Lei scrive:

Cara Eretica, ti scrivo perché vorrei condividere la mia storia in forma anonima (è importante, vorrei tutelare la mia sicurezza).

Da qualche settimana vedo andare in onda su canale 5 la serie “Non Mentire”, che racconta la vicenda di un’insegnante che viene stuprata dal padre di un alunno, il quale è un brillante chirurgo vedovo, ricco, bello, sempre misurato, sempre cortese, sempre professionale, sempre puntuale, sempre il migliore. La protagonista lo denuncia la mattina seguente, ma lui nega tutto. E in assenza di prove, e di fronte all’apparente candore dell’accusato, il caso non viene portato avanti. Con il proseguire della serie, seguendo le ricerche della protagonista e conoscendo meglio il presunto stupratore, si scopre che la facciata scintillante nasconde in realtà una personalità oscura. Si scoprono altre vittime, si scopre una metodologia fissa nel modo di orchestrare le aggressioni (nel caso specifico, lui usava il GHB per rendere le vittime incoscienti), e si scopre addirittura che era stato lui stesso a premeditare il suicidio della ex moglie.
Ecco, vedere tutto questo passare in tv mi ha fatto l’effetto di una bomba.

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Critica femminista, R-Esistenze

Montanelli redento e donna adulta – madre del figlio di un quindicenne – al rogo?

Nel mio luogo di origine c’era un tizio che faceva catechismo e che si fidanzò, lui ventottenne, con una ragazza di tredici anni, vergine, sicché lui non correva il rischio di vivere con il timore di paragoni. In generale questa era la normalità, e non parlo di certo del dopoguerra. E’ un tempo molto più recente quello a cui mi riferisco. Ma quel che i maschi dicevano era che le femmine bisognava “allevarle” ovvero prenderle ancora giovani e poi crescerle per avere la certezza che quelle ragazze non avrebbero mai pensato ad un altro in termini sessuali. Una mia compagna di scuola a tredici anni era fidanzata con un uomo di trenta già laureato e specializzato in qualche campo della medicina. Era l’unica tra noi ad avere rapporti sessuali a quell’età e la famiglia di lei era d’accordo perché lui era un dottore e lei così aveva il futuro assicurato. Quindi al diavolo tutto quando c’era dii mezzo un buon partito. A quattordici anni io mi fidanzai con un ventunenne, io al liceo e lui all’università, e dopo un po’ già parlava di matrimonio prima che anch’io andassi all’università. C’era il pregiudizio secondo il quale le ragazze che andavano all’università sarebbero diventate non-oneste, un po’ zoccole diciamo. Perciò il maschio/alpha, per assicurarsene la proprietà, doveva battere gli altri sul tempo. Ovviamente dissi “è stato bello ma ciao!“.

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La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze

Quando le “autorità competenti” difendono il carnefice

Per esempio: a lei che non può allontanarsi da una situazione di violenza familiare perché non può permetterselo economicamente che tipo di aiuto si dà? Nessuno. Poi non diteci che non ve l’avevamo detto.

Lei scrive:

Buongiorno a tutt*.
Seguo la pagina da molto, ma oggi, in seguito a un certo avvenimento, ho deciso di condividere la mia esperienza. Gradirei rimanere anonima.Per descrivervi il contesto, sono cresciuta in una casa violenta. Mio padre ha picchiato me e mia madre per anni. Tutta la famiglia sapeva, ma nessuno ha mai detto o fatto niente per aiutarci.

Con il passare del tempo, le cose sembravano essere migliorate. Io sono cresciuta e, pur vivendo ancora con i miei, ho un lavoro che mi permette di mantenermi e di pagare anche le tasse universitarie.
Arriviamo agli avvenimenti di oggi.

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