La chiamerò Carla (nome inventato). Carla va in giro con questi due signori di Casapound che la portano ad una festa in un ambiente casapoundino. Poi la fanno bere, la prendono a legnate e la stuprano. Questa l’accusa. I due fanno dei video e chi indaga è così sconvolto che si lascia sfuggire dei dettagli. Il braccio che viene tirato su e ricade come se lei fosse una bambola. Scene agghiaccianti, così vengono definite. Quei video, ci dicono ancora i media, sono stati condivisi nelle chat del gruppetto politico dei due. Il padre di uno di loro dice che deve buttare via il telefono, quindi, deduco, coglie la pericolosità di quel che rappresenta per il futuro di suo figlio anche se afferma di non aver visto nulla. Gli amici di whatsapp dicono lo stesso, cancellate, cancellate, dicono. Anche loro, perciò, forse sanno che non si tratta di video sui quali farsi due risate. Mi chiedo se qualcuna di queste persone abbia pronunciato la parola “stupro”, ma questo non ci è dato saperlo. Continua a leggere “#Viterbo: Carla, noi siamo con te!”
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Il fascismo contro cui le donne combattono ogni giorno
Lei scrive:
Dovevo capirlo subito che era un violento. Così mi disse la mia amica. Ci siamo conosciuti in Radio. La prima volta che mi vide mi bloccò in un angolo mentre mettevo un brano nel bel mezzo della mia trasmissione pomeridiana. Andavo lì per divertirmi e fare qualcosa che mi piaceva. Coniugare musica e politica era una mia passione e io ancora andavo al liceo. Aveva un modo di fare che voleva essere seduttivo ma suonava scortese e molto invadente. Lo dissi all’assemblea e pretesi che si mettesse all’ordine del giorno il fatto che in Radio non potevano avvenire episodi di molestia sessuale. Il capo della banda gli diede un buffetto e disse che non avrebbe dovuto ma tutto finì tra gomitate e sorrisini. In ogni caso avevo posto la questione e pensavo che le compagne in questo mi avrebbero sostenuto, ma erano solo due e per lo più facevano da spalla al capo. Erano lì perché lui era un bonazzo e poi parlava così bene alle assemblee. E io che pensavo di poter costruire sorellanze. Mi fu solidale un’altra persona, un tizio che ogni tanto passava per spararsi una canna e poi per scroccare un po’ di musica gratis. Nulla di sbagliato, per carità. Era un compagno attivo e un po’ devo dire mi piaceva.
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Dell’ambientalismo e della feticizzazione culturale del Figlio: si può parlare di ambientalismo intersezionale?
Di Greta Thunberg abbiamo parlato su questo blog per raccontare del cyberbullismo che ha subito e che subisce ancora da parte di molte persone, tantissimi adulti che prima l’hanno ignorata, poi l’hanno derisa, oggi la combattono (poi vincerà?). Le battutine sessiste e abiliste si sono ora trasformate in ricerche su “chi sta dietro di lei”, come sempre a partire dai mondi di fusariana memoria. Il “chi ti paga” è l’elemento che mette in moto solitamente una tenace macchina del fango (accompagnata da insulti scritti da persone che osano definirsi “giornalisti”) e nel frattempo questa ragazza continua a dire quello che pensa e a farlo in modo talmente quieto da lasciare sorpresi quegli adulti scomposti e isterici che farebbero qualunque cosa pur di ottenere almeno un briciolo della popolarità che Greta ha ottenuto in poco tempo.
La necessità di un femminismo decoloniale per Françoise Vergès
Articolo di Rosa Moussaoui pubblicato su L’Humanité e poi ripreso in lingua originale QUI. Traduzione di Benz del Gruppo Abbatto i Muri.
Rosa Moussaoui: In questo libro, avete messo in prospettiva le lotte di quelle che chiamate donne “razzializzate”, evidenziando il loro contributo alla definizione di una politica globale di liberazione. Che cosa guadagnano i movimenti di emancipazione rilevando questa categoria di “razza” forgiata dal capitalismo emergente per legittimare la tratta degli schiavi e la schiavitù? Possiamo immaginare un’altra denominazione oltre a quella di “razzializzato”, che fissa lo stigma e relega in secondo piano l’appartenenza alla classe?
Françoise Vergès: Sono vicina, qui, alla tesi del capitalismo razziale. Il capitalismo, fin dall’inizio, porta in sé processi di razializzazione. Fin dall’inizio, questo sistema ha cominciato a selezionare gli esseri umani, a razzializzare i gruppi. Per il teorico afro-americano Cedric Robinson, i primi gruppi razziali furono gli ebrei d’Europa. Vi erano quindi processi razzisti prima della schiavitù. Ma con la tratta coloniale degli schiavi e la schiavitù, questi processi di razializzazione si sono consolidati, rivestendo una dimensione globale. Questi processi di razializzazione si rinnovano continuamente. In Francia, oggi, i rom ne sono l’oggetto. Chi sarà il prossimo, non lo so, ma ci sarà. Questi processi sono presenti anche nei dipartimenti d’oltremare: sull’isola della Riunione, con i malgasci o i comoriani; nelle Indie occidentali, con gli haitiani o i dominicani.
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Mathilde Larrère: “Le femministe di oggi dovrebbero rivendicare i tempi della Comune”
Articolo di Gabriel Pornet
in lingua originale QUI. Traduzione di Valeria del gruppo Abbatto i Muri.
Mathilde Larrère: “Le femministe di oggi dovrebbero rivendicare i tempi della Comune”
La ricercatrice all’università Paris-Est-Marne-la-Vallée denuncia la mancanza di interesse, da parte delle militanti di oggi, per le rivoluzioni del XIX secolo. Un’intervista per ricordare come l’insurrezione del 1871 sia stata un momento importante della storia delle donne. Continua a leggere “Mathilde Larrère: “Le femministe di oggi dovrebbero rivendicare i tempi della Comune””
Speculum: quel vecchio strumento del 1840 pensato da un uomo che usava le donne di colore come cavie
Articolo di Sirena Bergman
[QUI in lingua originale. Tradotto da Leda e Antonella del gruppo Abbatto i Muri]
Il Mito dello stupratore Nero, tra razzismo, capitalismo e femminismo bianco complice
Vi abbiamo spesso raccontato come i razzisti speculino sulle notizie di stupri commessi da “stranieri” per poter istigare odio contro tutte le persone “straniere”. Abbiamo anche raccontato come i razzisti istighino odio contro le donne – bianche – che esprimano opinioni antirazziste. Augurano loro stupri da parte di uomini neri e le insultano in ogni modo possibile. Tutto ciò non nasce oggi, non è un fatto nuovo ma si ripete negli anni a partire dal momento in cui il razzismo fu in qualche modo riconosciuto come “utile” in determinate società.
#Verona: Congresso per la Famiglia. Ecco i punti in programma di chi vuole ristabilire “l’ordine naturale”
Avete presente le campagne contro il “gender” o contro la “maternità surrogata” (con strategie fake che sembrano occuparsi del bene delle donne quando di donne non gliene frega assolutamente niente – cosa che ci fa capire perché organi di stampa ipercattolici danno spazio a sedicenti “femministe” che parlano esattamente lo stesso linguaggio omofobo) e le proposte di demolizione della legge 194 e ancora altre proposte contro le unioni civili per coppie omosessuali e l’opposizione alle proposte di legge contro l’omofobia e altre cose ancora che in questi ultimi anni vi sono sembrate separate le une dalle altre?
In realtà fanno parte dello stesso piano concepito da ideologi e politici che in Europa e nel Mondo applicano esattamente le stesse teorie al servizio di propaganda che vuole raggiungere i medesimi obiettivi. Quello che vedete sotto è un report realizzato da Epf, una rete di parlamentari di tutta Europa impegnati a tutelare la salute sessuale e riproduttiva delle persone nel loro paese e all’estero. Questo report, una ricerca complessa e approfondita, è stato diffuso in rete per informare quelle persone che non sanno ancora nulla di ciò che più o meno potrebbe discutersi a Verona al Congresso mondiale della famiglia che è alla tredicesima edizione e comprende un programma che non lascia dubbi sulle finalità che si propone di raggiungere.
Come mai alcune femministe nel Regno Unito stanno dando di matto contro i diritti delle persone Trans?
Articolo di Morgan M. Page
Versione in lingua originale QUI. Traduzione di Fiore del Gruppo Abbatto i Muri
I manifestanti che hanno guidato la parata del Pride di Londra nel fine settimana rappresentano una vera e propria un’ondata di femminismo anti-trans nel Regno Unito.
Tutti gli stupratori sono terribili, ma alcuni sono più terribili di altri
Articolo di Iris Pase, in lingua originale QUI. Traduzione di Roberta.
I media in Italia hanno due narrazioni di stupro molto diverse a seconda di chi è l’aggressore. Se è italiano, è probabile che sia colpa della vittima. Se è un immigrato, la sua colpevolezza non è mai in dubbio.
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Lettura e decostruzione di un articolo anti/trans di Julie Bindel
Chi ha letto le nostre traduzioni sulle Terf ci chiede, ad esempio, quali siano le affermazioni di Julie Bindel che la rendono, agli occhi delle persone trans, una nemica transofoba. Abbiamo linkato ogni riferimento ma in ogni caso QUI potete leggere un pezzo eloquente scritto dalla stessa Bindel in cui lei si sostituisce alle persone trans e con smaccato paternalismo dice di sapere quel che sarebbe meglio per loro. Isabella proverà a tradurne alcune parti e a sintetizzarne/commentarne – con l’aiuto di R. (donna trans, a scanso di equivoci) – altre. Per altre info sulle Terf, femministe radicali trans escludenti, e per sapere quel che scrivono, seguite i link in basso e seguite il blog perché altre traduzioni verranno. Parliamo di traduzioni perché il dibattito su questo è conosciutissimo altrove ma non in Italia (purtroppo). Cerchiamo dunque di colmare qualche lacuna. Buona lettura!
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Ed ecco i dettami di Bindel iniziano dal titolo: “L’operazione (l’intervento chirurgico per il cambio di sesso) che può rovinare la tua vita“. Grazie dell’avvertimento, potremmo dirle. Ma continua parlando di una “potente lobby affiliata alle comunità gay e lesbiche” che l’avrebbe perseguitata per anni. Peccato che molte persone trans dicono di lei la stessa cosa. Parrebbe che la potente lobby avrebbe potuto impedirle perfino di incassare un premio giornalistico. Non leggiamo aggiornamenti su questo ma tant’è. Scrive ancora riferendo che sarebbe stata etichettata come bigotta perché nel 2004 scrisse un pezzo in cui “chiedeva se un cambio di sesso avrebbe reso qualcuno una donna o semplicemente un uomo senza un pene“. E questo per lei evidentemente non sembrò abbastanza offensivo da giustificare le critiche da parte della comunità trans. Poi lamenta il fatto che non le fu dato spazio di parola nel corso di alcune iniziative. Tutto per via della famosa e potentissima (urca!) lobby delle persone trans. Noi abbiamo letto che in occasione di una iniziativa chiamata “Stonewall” le persone trans chiesero e ottennero che lei non parlasse. Si parla di Stonewall, quella robetta rivoluzionaria condotta da persone trans come Sylvia Rivera. Chissà perché in una iniziativa che avrebbe dovuto celebrare e discutere di lotte e diritti trans qualcuna non ha gradito la partecipazione di una persona che ha scritto “se un cambio di sesso avrebbe reso qualcuno una donna o semplicemente un uomo senza un pene“.
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Tutt* hanno diritto di lavorare in sicurezza. Allora perché la legge non protegge le Sex Workers?

Non si tratta di stabilire se il lavoro sessuale sia o meno degradante o emancipante – si tratta di affrontare la realtà di 70.000 donne che oggi scambieranno sesso per denaro e che non sono protette dalla legge
Di: Niki Adams, Portavoce del collettivo inglese delle prostitute
Articolo originale pubblicato il 1° Marzo 2019 sull’edizione online inglese del quotidiano Huffington Post: qui – Traduzione di Francesca e Nicoletta del gruppo Abbatto i Muri.
Legge Merlin: il reato di favoreggiamento punisce le sex worker. Corte Costituzionale=Paternalismo di Stato
Alcune persone che ci seguono ci chiedono come mai in questi giorni si parla della Legge Merlin, quella contro le case chiuse per intenderci, e di cosa si parla in realtà.
Detto semplicemente: la legge Merlin dichiarò illegali le case chiuse, volute in epoca fascista a gestione di maitresse con le prostitute a lavorarvi dentro. Le legge dichiarò illegale lo sfruttamento della prostituzione, ovvero di chi ci guadagna sfruttando chi la esercita, in special modo se si tratta di minorenni. La legge istituisce anche il reato di favoreggiamento ed induzione alla prostituzione. Indurre alla prostituzione significa portare una persona ad esercitarla e favorirla significa agevolare l’esercizio della prostituzione.
Il volantino sessista della Lega e l’ipocrisia delle deputate del M5S
Oggi leggo che le deputate del M5S sono insorte contro questo volantino della Lega fatto in occasione dell’otto marzo. Non capisco però dove stia la sorpresa. Forse che quando il M5S ha fatto il governo con la Lega non sapeva di quello che i leghisti pensano sulle donne, i gay, i migranti e tutte le categorie discriminate? Di fatto avrebbero dovuto capirlo dalle stesse proposte legislative che la Lega promuove e che il M5S vota attraverso il consenso di tutti i suoi parlamentari.
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#SalviniOdiaLeDonne – Linciata una avanti un’altra (Solidarietà a Laura Boldrini)
A mente fredda, dato che non mi piace fare le cose a metà, sono andata a rovistare sulla pagina di Salvini e dopo aver scandagliato la sua tecnica di comunicazione (manifestazione antirazzista riuscitissima a milano e sulla pagina si istiga odio mettendo sul piatto un crimine compiuto da immigrato) sono arrivata alla conclusione che non solo egli teme le donne che alzano la testa ed esprimono critiche antirazziste ma gioca a mortificarle dandole in pasto ai suoi fan razzisti, sessisti e misogini. Sto solo constatando quel che vedo. Tra tanti post letti sulla sua pagina non ce n’è uno che pigli in giro un uomo. I maschi che non gli piacciono (tipo quelli dei centri sociali o quelli di pelle nera) sono definiti criminali, ma sono le donne ad essere messe in ridicolo. Solo le donne subiscono quel preciso trattamento.










