Di Natascia Silverio
La Commissione Europea investe nell’industria privata milioni di euro di fondi pubblici per proteggere le frontiere esterne dell’Europa
Oggi e domani si tiene a Bruxelles il vertice in cui verrà designato il prossimo presidente della Commissione Europea. Si parlerà anche del nuovo documento programmatico e di immigrazione. Renzi, alla vigilia del semestre di presidenza italiana dell’UE, dichiara che “l’Europa dovrà avere la forza di gestire in modo unitario e condiviso ciò che sta accadendo nel Mediterraneo internazionalizzando l’intervento umanitario con un investimento molto forte in Frontex” e accenna anche a “destino e valori in comune”. Proponiamo di seguito la prima parte della traduzione di un articolo, pubblicato su Setmanari Directa, che documenta il forte legame di Frontex con le industrie private del settore della sicurezza. In questo senso i “valori in comune” dell’UE sono, in realtà, gli interessi delle lobby che restringono la libertà di movimento dei migranti.
L’Agenzia Europea per la Gestione delle Frontiere Esterne degli Stati Membri dell’Unione Europea, comunemente conosciuta come Frontex, è operativa dal 1 Maggio 2005. L’agenzia era stata promossa l’anno scorso dal Consiglio Europeo e le viene attribuito come obiettivo principale il miglioramento della gestione delle frontiere esterne degli stati membri dell’UE e il coordinamento operativo tra questi stati. Frontex li assiste nella formazione delle guardie di frontiera, tiene traccia degli sviluppi della ricerca pertinenti al controllo e alla sorveglianza delle frontiere esterne e coordina con gli stati voli congiunti di espulsione.
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