Antiautoritarismo, Critica femminista, R-Esistenze, Violenza

#StatiUniti: stragisti armati, giustizialismo, industria delle armi

Un aggiornamento a proposito della discussione sulla strage compiuta dal misogino Elliot Rodger. Già sintetizzavo il dibattito che avviene negli Stati Uniti e concludevo con una ovvietà che dall’esterno riesce immediatamente visibile: tanto scontrarsi tra uomini e donne, ciascuno a strumentalizzare in modo diverso quello che è successo per attribuire la colpa all’altr@, finisce per tornare utile a chi vuole spostare la discussione da una questione centrale che riguarda tante altre stragi già avvenute negli U.s.a. Agli americani puoi dire tutto ma non puoi toccargli il “diritto costituzionale” a possedere un’arma. Quello è un commercio che non si tocca. Non si tocca la lobby delle armi così come in generale non si tocca l’industria repressiva alla far west. In questo non c’è destra o sinistra che tenga: sono tutti e tutte d’accordo. Proposte timidamente avanzate in sede istituzionale vengono bocciate prima ancora che vengano messe in discussione. E gli argomenti che si tirano fuori sono sempre gli stessi, non ultimo quello, di stampo meramente patriarcale, per cui i padri e le madri di famiglia hanno il diritto a tenere un’arma in casa per proteggere, nell’ordine, la proprietà, i beni, i figli e le figlie. Complice di questi ragionamenti è la propaganda razzista da sempre lì a raccontare che gli italiani, i neri, i gialli, i rossi, latinoamericani, arabi, africani, europei, quelli armati di frecce o di lupare, di mitra o di coltelli, comunque i poveri, non fanno altro che progettare assalti nelle case per stuprare le loro donne, rubare i loro beni eccetera eccetera, per quanto i figli alla Elliot Rodger, bianco, ricco, siano fuori dai cliché razzisti e classisti.

Continua a leggere “#StatiUniti: stragisti armati, giustizialismo, industria delle armi”

Critica femminista, Violenza

Elliot Rodger: il killer misogino e l’industria delle armi

killer

Elliot Rodger, 22 anni, ricco, figlio di un regista, armato fino ai denti, posta su youtube un video di cui QUI potete vedere un assaggio. Non capisce perché le donne non lo trovino attraente, vanno con tutti ma non con lui, reputa un’ingiustizia, addirittura un crimine, il fatto che le ragazze non vadano con lui, dice di essere ancora vergine e poi annuncia una vendetta, contro chiunque. Lo fa compiacendosi della posa, l’espressione, con un parlato fluente, lento, un sorrisino e una risata in stile cinematografico, perché mi pare ovvio che lui sappia di vivere un momento che in qualche modo lo renderà celebre. Percorre strade già intraprese da altri che prima di lui hanno progettato stragi, dentro le scuole, nei supermercati, per le strade. Non è che uno dei ragazzi completamente fuori di testa, stravolto da psicofarmaci o da una vita che non è stato in grado di elaborare, e che poi hanno pensato di emulare gesta stragiste per ricavarne un minimo di gloria. C’entra sempre una lettura sociologica, l’esclusione, dalla classe, dai compagni, dal gruppo, dalle dinamiche sociali, e per costui, che si è nutrito non so di quali interpretazioni d’odio, tutto ciò viene sintetizzato in 140 pagine in cui scrive di se’, la famiglia, le ragazze, la gente di altre razze, eccetera eccetera, mischiando in un unico calderone mille cose assieme che sembrerebbero fornirgli, nella sua tragica follia, tutte le ragioni per fare poi la scelta che ha fatto.

Continua a leggere “Elliot Rodger: il killer misogino e l’industria delle armi”