Antifascismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

#Spagna – Il 28 aprile le femministe votano contro il fascismo

Articolo d Victoria Sendòn de Leòn

In lingua originale QUI. Traduzione di Valeria del Gruppo Abbatto i Muri.

>>>^^^<<<

#28AlasfeministasVotamos

Continua a leggere “#Spagna – Il 28 aprile le femministe votano contro il fascismo”

Annunci
Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Antisessismo, Contributi Critici, R-Esistenze

Le elezioni in Brasile e la lotta contro la visione autoritaria di Bolsonaro

di Salomè Sodini e Federica Pilia

Il primo turno delle Elezioni Generali in Brasile si è tenuto il 7 ottobre. Il Brasile è una Repubblica Federale che ogni quattro anni elegge il presidente, il vicepresidente e il Congresso Nazionale: nel 2018 sono stati eletti 513 deputati federali e 54 senatori, oltre ai 27 governatori degli Stati e del Distretto Federale di Brasilia. Per quanto riguarda il presidente e il suo vicepresidente, invece, non essendoci stato un candidato con più del 50% delle preferenze, si andrà al ballottaggio al secondo turno, domenica 28 ottobre. I due candidati al ballottaggio sono Fernando Haddad, del Partido dos Trabalhadores (o PT, Partito dei Lavoratori di centro sinistra, quello a cui appartenevano anche Lula e Dilma Rousseff, che ha eletto i presidenti del Brasile nelle ultime quattro legislature) con il 29,28% delle preferenze, e Jair Bolsonaro, del Partido Social Liberal ( PSL, o Partito Social-Liberale, tradizionalmente di centro destra, ma che recentemente ha assunto posizioni più vicine all’estrema destra) con il 46% delle preferenze.

Continua a leggere “Le elezioni in Brasile e la lotta contro la visione autoritaria di Bolsonaro”

Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

Politica sessista ed estetica delle candidate

12828967_10154068728329525_7391548234754357878_o

C’era una volta il diritto delle donne a votare e partecipare alle elezioni con delle candidature. Generalmente venivano candidate le mogli di uomini potenti o di alti funzionari di partito ma almeno facevano uno sforzo. Poi arrivò il tempo delle quote rosa, da un eccesso all’altro, ovvero quello rappresentato da donne che vorrebbero candidarsi ed essere votate solo perché donne, e non per via del loro programma politico. Allora abbiamo sottolineato che le donne sono diverse tra loro, delle quote rosa ce ne freghiamo e che di solito le donne elette sono tanto lontane da molte altre donne anche se presuntuosamente dicono di rappresentarle tutte. Nella graduatoria di femmine non facilmente candidabili abbiamo le precarie, perché una campagna elettorale costa e la politica è una cosa per ricchi; le migranti, salvo quelle integratissime con mariti italici che diventano, all’occorrenza, cuscinetti para fango dei partiti di governo; la sex worker, in special modo quella che sceglie di fare liberamente quel lavoro, e lì vorrei vedere la campagna contro innescata dalle abolizioniste; e così via.

Continua a leggere “Politica sessista ed estetica delle candidate”

Antiautoritarismo, Antifascismo, Antirazzismo, Comunicazione, Recensioni, Ricerche&Analisi

#Elezioni: il M5S attenua lo scivolamento a destra

Ma la Lega? Tutti quei voti nel Centro Italia? Come si spiega? Voti transitati da Forza Italia, alcuni dicono. Perché la sinistra pressappoco ha mantenuto. Chi c’era a combattere contro la deriva destrorsa in questa competizione elettorale? Pezzi di sinistra litigiosa e frammentata che forse si aggregano il tempo minimo per superare le elezioni, gli sbarramenti e cose così, e poi sono di nuovo punto e accapo. Come si è visto per le europee, con quel grande investimento di speranza che si era fatto sulla Lista Tsipras che poi terminò senza grandi scossoni al punto che una delle sue fondatrici, l’europarlamentare Barbara Spinelli, ha detto addio e se ne è andata per gli affari suoi. Così a sinistra, troppo impegnati a farsi le scarpe a vicenda per guadagnarsi un posto da consigliere o una candidatura, l’obiettivo di queste elezioni non si capisce quale sia stato.

Continua a leggere “#Elezioni: il M5S attenua lo scivolamento a destra”

Antiautoritarismo, Autodeterminazione, R-Esistenze

#Australia: l’Australian Sex Party vince un seggio al Victorian Legislative Council

In Australia, direi, sono un pochino avanti a noi. Un partito che si occupa di diritti dei/delle sex workers, di legalizzazione della cannabis, dell’eutanasia e di riforme in favore dell’aborto e per i diritti degli animali, ha ottenuto un seggio nel Consiglio di una regione settentrionale. Ecco quel che succede laggiù. Buona lettura!

>>>^^^<<<

Cinque anni fa l’Australian Sex Party nasceva soprattutto per rappresentare i diritti dei/delle sex workers. Oggi è un partito che parla di eutanasia, di difesa degli animali, di marjiuana legalizza, per uso medico e ludico, di aborto libero e gratuito e altre, varie, battaglie libertarie che Cinque anni dopo la formazione come un partito politico, l’australiano Sex Party ha vinto il suo primo seggio in parlamento.

Continua a leggere “#Australia: l’Australian Sex Party vince un seggio al Victorian Legislative Council”

'SteFike, Comunicazione, Pensieri Liberi

#Spinelli in Europa: così muore un progetto politico!

Update: Qui le spiegazioni di Barbara Spinelli. Per me più incomprensibili della lettera pubblicata su Il Manifesto. Viene fuori che i garanti non sono garanti di alcunché. Da quando i garanti decidono per tutti? E si è perfino parlato di un sorteggio? Assurdo. Comunque sia leggetela.

>>>^^^<<<

A chi crede ancora che il progetto della Lista Tsipras sopravviva suggerisco di leggere l’articolo di Enrico Sitta, militante di SeL, il post di Nicola Fratoianni, poi leggete il pezzo di Christian Raimo, non prima di aver letto la lettera di Barbara Spinelli su Il Manifesto. Suggerisco anche la lettura del post di Alessandro Gilioli e quello di Elettra Deiana che sintetizza perfettamente qual è lo stato di salute della sinistra italiana. Rivolgendosi a Marco Furfaro [QUI la sua risposta alla Spinelli], il candidato “eletto” ed escluso, di SeL, al quale va la mia solidarietà, parlando dell’assemblea di ieri dalla quale era venuta fuori una mozione di “sfiducia” nei confronti della Spinelli, dice:

Caro Marco, mi dispiace, puoi immaginare quanto. Ho seguito tutta l’assemblea di oggi e ho potuto misurare ancora una volta la distanza abissale che c’è tra la supponenza autoreferenziale delle residuali élites intellettuali della sinistra che fu, che parlano di Costituzione e democrazia mentre praticano senza pudore né limiti l’autonomia – “in solitudine” o “in presenza” – di se stessi (alla faccia del mito della cosiddetta società civile) e la domanda di “politica nelle nostre mani”, di molti giovani là presenti. La partecipazione, la richiesta di senso di ciò che si mette in campo, attraversava gran parte dell’assemblea, ma soprattutto la sua parte più giovane ed era assai forte negli interventi di tutti i ragazzi e le ragazze che hanno parlato della loro esperienza e manifestato il loro punto di vista sulla “democrazia” così invocata e così assente da quell’assemblea. Spinelli chiude il cerchio e il modo in cui la sua decisione è stata presa – compresa la sceneggiata iniziale – fornisce molto materiale di riflessione a chi volesse trarre dall’avventura dell’Altra Europa per Tsipras l’idea che mai come oggi non di un assemblaggio di testimoni di un’altra epoca c’è bisogno ma di una nuova generazione politica che tragga la sua capacità di pensare, progettare, agire dall’essere figli e figlie di questa nostra contemporaneità. E dal pensare all’Europa non attraverso i velami fantasmatici della memoria ma da quello che loro, come protagonisti in prima persona, desiderano e tentano di mettere in campo. perché l’Europa torni a essere democratica, solidale, capace di contrastare i mercati finanziari e di dare futuro alle nuove generazioni.”

Continua a leggere “#Spinelli in Europa: così muore un progetto politico!”

Autodeterminazione, Comunicazione, Culture, R-Esistenze

I partiti e la coscienza dell’elettorato: se non mi piaci non ti voto!

Campagna elettorale finita, Dudù è salvo, la disoccupazione per i giovani è al 46%, nel mondo è uno sfacelo e noi siamo qui che giochiamo al Grande Fratello con i partiti e i movimenti immaginando di avere diritto di “nominare” chi entra o chi esce e chi prosegue fino alla vittoria.

La politica è una cosa un po’ più seria di quel che ho visto in queste settimane. Più seria di una lista di sinistra che si rivela come somma di sigle rette con lo sputo per superare la soglia di sbarramento e quando l’hanno superata, come puntualmente per la sinistra avviene, eccoli a scazzarsi su chi dovrà cedere il posto alla garante che forse ci ripensa. Infine circolano due petizioni per dire alla garante di prendere o rinunciare e leggo che c’è chi immagina che lo sfavorito sia il candidato eletto della zona centro perché così, evviva, la Lista Tsipras porta due donne nel Parlamento europeo. Discorsi da cortile, ovviamente, nulla di ufficiale, riferisco solo umori letti qui e là a partire da gente che immagina di avere voce in capitolo.

Continua a leggere “I partiti e la coscienza dell’elettorato: se non mi piaci non ti voto!”

Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, Femministese, R-Esistenze

Giù le mani dai corpi delle donne (nelle campagne elettorali parlate d’altro!)

Una cosa pessima non diventa migliore se la tingi di rosa.
Una cosa pessima non diventa migliore se la tingi di rosa.

Poteva andare diversamente, questa campagna elettorale, e ne parlo riferendomi ai corpi delle donne da sempre oggetto di “voto di scambio”, nel senso di un eterno contendersi quello spazio di carne nel “libero mercato” dei voti, a chi ne prende e chi ne dà, in nome delle donne, per le donne, in quanto donne, a chi pratica amabilmente, in senso paternalista, dell’orrido pinkwashing per rivendicare, fino all’ultimo, la superiorità morale che poi porterebbe ad un’unica conclusione: vota me perché io le donne le tutelo, anche a costo di negare la loro autodeterminazione.

Poteva essere peggio, in effetti, questa campagna elettorale, ma è stata quasi paritaria tra libere rivendicazioni di donne che, per fortuna, non si sono lasciate usare. Abbiamo detto e scritto, a più riprese, nel corso di un anno perfido in cui donne funzionali ai poteri hanno provato ancora a definirci fragili e poi a raccontare che in nostro nome avrebbero fatto, proposto, censurato, represso, di tutto e di più. Hanno provato a farci credere che fare un governo con otto donne significasse qualcosa di buono invece che la spartizione, più equamente redistribuita, della cazzate proferite a destra e a manca.

Continua a leggere “Giù le mani dai corpi delle donne (nelle campagne elettorali parlate d’altro!)”