La posta di Eretica, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze

Lo stigma sulla “tossica” e la sua povertà sono altre cause della sua morte

Lei scrive:

Cara eretica, ho compiuto ventuno anni da poco. Quando avevo sedici anni ero una tossica e frequentavo “brutti” ambienti”. A me poteva accadere quello che è successo ad altre ragazze. Sono stata fortunata e non mi sento diversa dalle ragazze che vengono giudicate male, sempre che chi le stupri o le uccida non sia uno straniero. In quel caso il cattivo giudizio si trasforma in una beatificazione della vittima perché se la vittima non è beatificata allora il “nero” di passaggio non può essere colui sul quale si sfoga tutto l’odio di chi sa solo odiare.

Quello che io vorrei fosse chiaro è che in certe situazioni non è l’ambiente ad essere brutto ma brutta è l’indifferenza di una società che ti getta in un angolo, che ti tratta come immondizia perché si pensa che se ti droghi sia totalmente colpa tua. Ho visto tante persone drogarsi di nascosto. Figli di papà cocainomani, padri di famiglia che sniffavano eroina, donne eleganti che si facevano di tutto e di più. Quello che voglio dire è che la differenza tra me e loro erano i soldi. Se io avessi avuto i loro soldi non avrei corso certi rischi. Avrei potuto drogarmi in un salotto firmato senza rischiare niente. A meno che non ti fai un’overdose perché vuoi crepare.

I ricchi arrivano nelle periferie solo per comprare e a volte non fanno neanche quello perché hanno l’amico ricco che si fa più ricco vendendo droghe. Quello che ci separa è la classe di appartenenza. Nessuno ha pensato al perché alcune vittime si trovassero in certi ambienti. Nessuno ha analizzato il perché del fatto che i drogati si nascondono. Se non hai un posto dove andare o se non hai il papino che ti paga l’appartamento in centro non hai molta scelta. Se ci sono i fascisti che continuano a criminalizzare il tossico come categoria rognosa della società, al punto da riempire le galere di poveri, per lo più immigrati, solo perché in possesso di un paio di canne di hashish, quel tossico viene disumanizzato.

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Mi chiamano “faccia da drogata”, perché ho piercing e tatuaggi

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Lei scrive:

“(…) ho sedici anni, ho piercing e tatuaggi e grazie anche a chi parla male del caso di Ilaria per molte persone io ho la faccia da drogata. Sono una sballata, inaffidabile, una delinquente. Mi sono fatta qualche canna e ho preso l’ecstasy un paio di volte, poi non l’ho fatto più perché non mi è piaciuto il modo in cui mi faceva sentire. Non bevo, studio con buoni risultati, ho intenzione di intraprendere la carriera universitaria e di andare all’estero, un giorno, e restarci.

Ho sedici anni ma ho le idee chiare sulla mia vita e anche se ho i capelli rasati da un lato non vuol dire che io sia una della quale aver paura. Ho baciato il mio primo ragazzo a 12 anni. Ho avuto il primo rapporto sessuale l’anno scorso. La mia vita inizia praticamente adesso e così penso era anche per Ilaria. A quest’età si sbaglia sulla nostra pelle. Se non fossimo costretti a nasconderci come ladri forse lei non sarebbe morta. Io penso a un negozio che ha l’obbligo di vendere droga controllata e che non te ne dà mai più di quello che ti serve per sballarti. Dovrebbe esserci un punto sanitario a cui rivolgersi, e gli telefoni subito e ti dicono cosa fare. Non si può morire così per una stronzata del genere.

Non mi sento migliore di lei e non so neppure se quello che scrivono è vero, ma se lo è posso pensare che una cosa simile poteva succedere anche a me. Questa cosa mi fa riflettere, ne ho parlato con le mie amiche e gli amici e tutti dicono che sono state ingenue perché si deve sapere cosa prendi e devi sapere quali effetti ha su di te la droga. A me l’ecstacy non è piaciuta. Mi fa stare bene la marijuana, ma il resto non lo tocco. Da qualche giorno i miei genitori mi perquisiscono lo zaino, mi chiedono se ho dei problemi e non posso dire a loro quello che sto dicendo a te. Se sapessero qualcosa mi vieterebbero di uscire fino alla morte. Anche questo mi dà fastidio. Perché non si deve poter parlare con i genitori di droghe? Si può fumare erba ed essere persone a posto. Si può usare l’ecstasy il sabato e non sbagliare niente. Non si può giudicare una persona per una sola azione. Non sono una delinquente e per le cose che si dicono in televisione mi guardano male pure i compagni, come se avessi scritto sulla fronte “drogata”.

Ho rivisto il mio profilo facebook e ho controllato com’è la privacy. Ho nascosto le mie foto e mi sono staggata da tutto. Se dovesse succedermi qualcosa non voglio che tocchino niente. Non voglio che la mia faccia sia pubblicata in prima pagina con tutti quanti che dicono “guarda quella… sembra una drogata”. E vorrei dire una cosa ai giornalisti: l’unica cosa che avete ottenuto è che avete fatto male a tante ragazze e ragazzi come me. Poi si lamentano che facciamo le cose di nascosto.

A me dispiace per Ilaria e mi dispiace per la sua famiglia e tutti quelli che la conoscevano. Mi dispiace anche per me che non posso dire quello che ho scritto mettendoci la faccia. La mia faccia. Una faccia da “drogata” (…).

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