
Uno dei piccoli cumuli, di libri che sto per leggere, prima di essere sfrattata, dal mio quasi ex marito che ancora non ha iniziato le pratiche per il divorzio né mostra volontà di dirmi per quanto tempo posso restare in questa mia zona di reclusione. L’incertezza che mi suscita il non sapere come e quando dovrò muovermi in altre direzioni pare non lo tocchino affatto. D’altro canto la stessa richiesta di divorzio, così come le numerose richieste di rapporti sessuali giunte quando ero totalmente assente, con libido annientata dai farmaci e in stato di depressione grave, non sono stati da parte sua segni di attenzione per le mie condizioni. Attualmente egli si mostra sorpreso per la mia reazione, sebbene sappia che ha scopato con un’altra mentre ero in ospedale dopo il tentato suicidio. Riteneva forse che avrei accettato tutto senza alcuna reazione, come se fossi sotto il suo totale controllo. Da giorni chiedo di farmi sapere per favore quando intenderà inoltrare richiesta di divorzio e per quanto tempo potrò restare in questo piccolo angolo della casa e lui non pare in grado o non ha voglia di darmi queste certezze che mi permetterebbero di organizzarmi e ripensare al futuro senza alcuna ansia. Quello che lui vorrebbe è un divorzio senza problemi, consensuale, dice, senza alcun addebito, sebbene sia lui ad aver sbagliato e non io che mai ho fatto qualcosa per meritarmi questa condizione di incertezza. Quello che io voglio è essere risarcita per i vent’anni spesi in un luogo che non mi piace, dopo aver abbandonato famiglia e amici e aver rinunciato a opportunità che mi avrebbero forse reso un po’ più autonoma.
Continua a leggere “Donna avariata, ancora senza data di scadenza”