Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, Sessualità, Storie, Violenza

Mi piace il sesso violento ma non so con chi parlarne

Avviso: Non è un post adatto ai minori.

Ho pensato molto prima di pubblicare questa storia. Ho scambiato diverse mail con l’autrice del racconto perché volevo capire. Mi dice che lei non è una slave e a lei non si adatta il classico schema di dominazione. Lei amerebbe, fuori dalla sua vita condivisa e visibile, un uomo autoritario, che la obblighi a fare sesso e le ricordi una fantasia di costrizione, umiliazione, degradazione. Amerebbe il pissing ma il suo ragazzo non è adeguato a questa sua richiesta e le uniche volte in cui si è prestato per soddisfarla appieno alla fine si è sentito al limite delle proprie possibilità. Obbligarla ad un rapporto orale o a un rapporto sessuale violento è difficile. A lei ho chiesto molte cose e quel che a me pare è che non sappia, credo, quale possa essere il suo limite, cosa che è davvero fondamentale da sapere, per la propria sicurezza, perché la sicurezza è fondamentale in ogni tipo di rapporto, soprattutto in questo, e anche perché se non sai qual è il tuo limite come puoi pretendere che il tuo partner lo rispetti? Quando sei davvero insoddisfatta? E come potrà soddisfarti?

Continua a leggere “Mi piace il sesso violento ma non so con chi parlarne”

Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Sessualità, Storie

#Bdsm: volevo smettere ma lui non ha capito!

flos-niger-3-1030x687

Conosco mio marito da venti anni. Siamo sposati da dieci e, da tre, pratichiamo (appagati e divertiti) sesso bdsm. Abbiamo un lavoro e mezzo in due, una coppia di pargoli vivaci, una casa e un pappagallo.

Circa un mese fa, è successa una cosa che non sarebbe dovuta succedere.

I bambini vengono invitati a dormire a casa di amichetti e noi, quasi increduli che ci sia stata concessa una notte da soli senza elemosinarla ai nonni, ci prepariamo per i nostri giochi sessuali.

Come mi vuoi? – gli chiedo

Vestita di rosso, con i tacchi di metallo, niente mutande, cerchioni di argento alle orecchie, truccata pesantemente – risponde

Ok – e mi preparo.

Mi sentivo strana quel giorno, forse i primi caldi, il ciclo mestruale in arrivo, la cronica carenza di sonno. Ne avevo voglia, ma mi sentivo anche stanca, un po’ malinconica e appesantita. Non volevo però perdere quell’occasione. Il nostro sesso bdsm è quasi sempre un sesso rubato, sottratto al vortice delle millemila incombenze quotidiane. E – ovviamente – possibile solo se entrambi i bambini sono fuori casa.

Abbiamo (avevamo) una parola di sicurezza: appena uno dei due l’avrebbe pronunciata, tutto si sarebbe interrotto all’istante. Essendo io spesso imbavagliata, oltre alla parola, avevamo anche concordato un gesto. In questi anni non abbiamo mai avuto bisogno di usare né l’una né l’altro. I nostri corpi si conoscono perfettamente: abbiamo un sapere reciproco profondo di ogni tonalità di sospiro, di ogni trasalimento muscolare, di ogni piega del corpo, di tutta la sensibilità della pelle, di tutti i circuiti psicologici ed emotivi che tiriamo fuori, ed anche (ovviamente) delle resistenze, delle paure e dei limiti. I nostri corpi si sono scambiati parole per venti anni.

All’inizio è andato tutto bene: entrambi eccitati, all’erta, desideranti. E’ stato tutto esattamente come desideravo: turbine, godimento e liberazione. Poi, dopo il mio secondo orgasmo, ho cominciato a sentirmi stanca, volevo fermarmi, avevo sonno ed ero un po’ scombussolata. Lui mi cercava ancora. A quel punto io non solo ero imbavagliata, ma legata in una posizione che non mi permetteva di ricorrere al gesto di sicurezza. Sono rimasta tranquilla, nutrivo l’assoluta certezza che mio marito avrebbe recepito i segnali del mio corpo e si sarebbe fermato. Lui è la mia luce, la mia montagna, il mio porto ed anche le mie vele spiegate, mai mi avrebbe fatto del male. Lui ed io siamo il nostro amore. Invece non se ne è accorto: mi ha sodomizzato senza che io ne avessi alcuna voglia in quel momento. In tanti anni di rapporti anali non ho mai subito una lacerazione, mai è uscito sangue. Questa volta sì.

Sono rimasta tramortita, spaventata e dolorante. Quando mi ha vista piangere, dopo la doccia, ne abbiamo parlato. E’ rimasto sconvolto, piangeva pure lui e tremava come una foglia, si dava dei pugni in testa e ha giurato che – in preda all’eccitazione – non si era accorto di nulla. E io so che è vero. So che purtroppo è verissimo.

Da allora lui non ha più pace. Io sono ancora scossa da qualcosa che non è uno stupro ma non è neanche stato uno scambio consenziente. Da settimane non ci tocchiamo più.

A chi lo racconti che ti sei sentita violata da tuo marito al quale tu stessa hai chiesto di legarti, bendarti e imbavagliarti? Chi ci crederebbe?

A chi lo racconti che lui non era affatto consapevole del potere e della forza che stava esercitando? Chi ci crederebbe?

Ci accarezziamo le mani e proviamo a perdonarci. Entrambi. Ad assumerci la responsabilità di un gioco comune che ci è scappato di mano perché le cose, a volte, accadono. Nonostante tutte le precauzioni, le premure e l’indiscussa consensualità. Nonostante il profondo amore e l’indescrivibile piacere che ci doniamo ogni volta.

Siamo innocenti, continuo a ripetergli. Vita accanto alla mia vita, corpo dentro il mio corpo, te ne prego andiamo avanti. Non abbiamo bisogno di alcuna assoluzione che non sia la nostra. Reciproca. Responsabile. Sincera.

O non è così?

Ps: questa è una storia vera. Grazie a chi l’ha scritta e raccontata.

 

Leggi anche:

 

Affetti Liberi, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Sessualità, Storie

Un uomo che sappia dominarti? Non è mai facile trovarlo!

s-l1000

Quando penso a lui lo immagino intento ad accarezzarmi i piedi e a baciarli, perché è una cosa che gli piace. Lo immagino a parlarmi mentre mi accarezza piano le cosce, ed è quella sua maniera di eccitarmi che non so dimenticare. Non è mai facile trovare una persona con cui il sesso funziona più che bene. Io l’ho trovata e impiego un giorno intero a prepararmi per accoglierlo. Mi vesto così come lui mi ha detto di fare. Indosso solo biancheria intima color bianco. Vuole che raccolga i capelli perché lo eccita poter baciare il collo e accarezzarmi lungo la colonna vertebrale, dalla prima all’ultima vertebra. Ama particolarmente la mia schiena. E’ come se la disegnasse con le dita. Ne tratteggia le curve, i solchi. Gli piace fare tutto con molta calma. Non vuole che io faccia nulla. Sono legata ed è così che lui mi domina in perfetto accordo con i miei desideri sessuali.

Continua a leggere “Un uomo che sappia dominarti? Non è mai facile trovarlo!”

Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Sessualità, Storie

E se esistesse l’assistenza sessuale da donne per donne?

Bettie Page
Bettie Page

Me la vedo spuntare un giorno che era nuvoloso. Arriva dietro la porta a vetri e chiede di me. Mi presento e lei mi salta addosso come una furia. A fermarla c’è una mia amica e un ragazzo che stava aspettando in fila il suo turno. Mi chiamo Rebecca e sono una prostituta. La donna che mi ha aggredita invece è la ragazza di un mio cliente. Non so come lei abbia saputo di me ma avrebbe dovuto capire che io non ero obbligata a sapere di lei né dei tanti tradimenti che si consumano a mia insaputa. Quel giorno ero uscita per andare a fare la spesa nel negozio a dieci metri da casa mia. Nel quartiere mi conoscono tutti. Sono una “bella di notte”, ma per tante persone sono anche quella che “di giorno” parla, ride, scherza con i vicini.

Continua a leggere “E se esistesse l’assistenza sessuale da donne per donne?”

Affetti Liberi, Antiautoritarismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, R-Esistenze, Sessualità, Storie

Mi piaci se sai dominarmi, altrimenti ti lascio

156869_442025212546616_1393986322_n

Ho cominciato chiedendo di essere legata mentre facevamo sesso. Prima le mani, poi anche i piedi. Volevo anche essere bendata, poi invece cambiai idea. Volevo vedere tutto perché la preparazione, i primi approcci, mi eccitavano. Quando iniziai a diventare la sua schiava fu quasi una necessità. Sentivo che solo così potevo seguire la linea dei miei desideri. I rituali erano sempre molto espliciti e prendemmo l’abitudine di farlo anche davanti agli amici, a cena, per quanto questo causasse in loro grande imbarazzo. Noi dichiarammo subito quel che ci piaceva e se lui ordinava di essere servito ero io a servirlo. Io ero lì per esaudire ogni sua richiesta e desideravo mi coinvolgesse in ogni momento.

Continua a leggere “Mi piaci se sai dominarmi, altrimenti ti lascio”

Antiautoritarismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, R-Esistenze, Sessualità, Storie

Quel femminismo che ha normato la sessualità di quelle come me

Maggie Gyllenhaal nel film The Secretary
Maggie Gyllenhaal nel film The Secretary

Mi scrive una ragazza che racconta il suo vissuto. Come sempre io non giudico e così spero anche voi. Non è in discussione la sua scelta, libera, consapevole, ma la cultura che, secondo lei, impedirebbe alle donne come lei di vivere un rapporto piacevole con un uomo. Può la preferenza di alcune donne normare la vita sessuale di altre? Buona lettura!

>>>^^^<<<

Cara Eretica,

Ho 27 anni, eterosessuale (o quasi), e una passione che si fa sempre più consapevole per gli umini sposati. Dopo diverse relazioni “clandestine” in Italia, alcune delle quali durate anni, mi sono trasferita in Germania per motivi di lavoro. E anche qui, dopo alcune relazioni “socialemente corrette”, ho incontrato un cinquantenne con famiglia che è riuscito a farmi innamorare.

Non sono soltanto gli uomini sposati e ciò che rappresentano ad affascinarmi; in particolare mi affascina il ruolo di amante che posso assumere con loro. Mi ci sono voluti diversi anni per capire che preferisco di gran lunga essere l’amante di qualcuno che non la sua fidanzata.
Posso spiegare la mia passione in questi termini: amo gli uomini di circa 2o-3o anni più vecchi di me, colti e spesso saggi, che vedono in me un’insperata oasi per poter di nuovo esercitare la loro sessualità, ormai da decenni soffocata in nome di cause importanti (senza ironia) come figli e famiglia.

Amo essere la loro ultima possibilità di cavarsi le loro ultime voglie, proprio quando erano ormai rassegnati a portarsele nella tomba. Amo poter offrire la mia bellezza e la mia gioventù a qualcuno che crede di non meritare un simile dono, amo sentirmi ripetere: ma tu perché non ti trovi un bel ragazzo della tua età? Perché perdi il tuo tempo con me? Io non potrò mai darti nulla ecc.: proprio nel dire questo mi danno tutto quello di cui ho bisogno.

Ognuno ha le proprie piccole “perversioni”, e io sono fatta così: sono contenta di essere bella soprattutto quando posso spogliarmi di nascosto davanti a un uomo che crede di non meritarmi.
Detto questo, vengo al punto: adoro la Germania e sono felicissima di vivere qui, ma devo far notare che è completamente permeata da quello che tu chiami il “femminsmo bacchettone”. Il matriarcato regna sovrano, e personalmente non avrei niente in contrario, se non fosse che gli uomini subiscono dalla nascita un vero e proprio lavaggio del cervello sul “rispetto” da tributare al corpo delle donne.

In buona sostanza, qui il corpo della donna non può essere visto come un oggetto sessuale, guai!!! Pena essere tacciati di maschilismo, che in Germania è un crimine imperdonabile. Chi è in odore di maschilismo subisce un feroce mobbing sociale – cosa che forse troverei giusta se condividessi l’accezione di maschilismo in voga. Il risultato è deleterio per il piacere sessuale di chi, come me, ama precisamente essere considerata un oggetto sessuale. Ogni pratica erotica che io trovo eccitante, mi riferisco ai normali giochi di dominazione, viene considerata degradante per la donna e quindi proibita.

Poco importa che sia io a volere e incoraggiare questo approccio: lo desidero soltanto perché sono una vittima inconsapevole della cultura del machismo italiano. Una donna forte e libera non può certo desiderare di essere legata o che altro, e un uomo civile deve ovviamente inibire i propri istinti di dominazione, non siamo mica nelle caverne!

Esiste quindi in Germania un codice di comportamento molto preciso che regola il modo in cui il sesso deve essere fatto, ed è inutile dire che questa mentalità nuoce terribilmente alla mia soddisfazione sessuale. Anche ora che ho trovato un partner che segretamente ha sempre desiderato di provare le cose “proibite” che vorremmo fare insieme, non osa infrangere le regole inesorabili del femminismo che ha succhiato con il latte materno e approfittarsi della povera italiana che non ha rispetto per se stessa. Un sottile lavoro persuasivo può talvolta dare buoni risultati, ma mai senza sensi di colpa postumi…

Ho voluto condividere con te la mia esperienza, sia per darti un’ulteriore conferma di quanto un certo tipo di “femminismo” nuoccia alle donne, sia per chiederti se hai qualche consiglio da darmi su dove posso fare leva per emendare, almeno nel ristretto cerchio delle mie conoscenze, le tristi conseguenze di questo folle “rispetto”.

Ps: io e lei chiacchiereremo in privato. Voi che ne pensate?

Leggi anche:

Su femminismi non moralisti:

Su sessualità e bdsm:

Affetti Liberi, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Precarietà, R-Esistenze, Sessualità, Storie

Io, brutta e con il sesso appeso

Foto da RiotClitShave.com
Foto da RiotClitShave.com

25 anni e ancora non mi era capitato di vivere un rapporto sessuale. Qualche bacio, carezze, un po’ di masturbazione, ma tutto senza impegno. Ero profondamente timida e, secondo alcuni, brutta. Non mi curavo molto e non mi interessavo del mio aspetto. Ero rassegnata al fatto di non piacere e mi impegnavo in casa, nello studio, programmavo il mio futuro e mi sentivo serena immaginando che un giorno sarei riuscita a realizzare un sogno: andare all’estero e restarci.

Continua a leggere “Io, brutta e con il sesso appeso”

Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze, Recensioni, Sessualità

Sono una dominatrice e Mister Grey non sa dominare neppure se stesso

50-sfumature-di-grigio-locandina1Sono una dominatrice, sessualmente parlando, e ho provato a immaginare il film Cinquanta sfumature a ruoli invertiti. Se lei fosse stata una manager di successo e lui il povero sfigato dai capelli sfatti. Se era lui a inciampare sulla porta e lei a raccoglierlo per poi interrogarlo sulle sue passioni. Mettiamo il caso che lei giocasse con il desiderio di lui. Te la do, non te la do. Mettiamo che lei lo sorveglia a tutte le ore, va a ravanare sulla bacheca facebook, guarda le sue amicizie, indaga sulla natura delle relazioni da lui intraprese, interviene quando qualcuna lo inquieta, lo invita a cena e lo stupisce con effetti speciali. Facciamo finta che sia lei quella che gli regala un orologio d’oro, un’auto di grossa cilindrata e che lo tratta come fosse cosa sua, un gigolò. Facciamo che lei affermi di avere delle strane preferenze sessuali, lei gode solo se lui si fa frustare. E lo fa mettere in ginocchio, alla pecorina, e penetra con un dildo che lei indossa senza pudore.

Continua a leggere “Sono una dominatrice e Mister Grey non sa dominare neppure se stesso”

Affetti Liberi, Antiautoritarismo, Autodeterminazione, R-Esistenze, Sessualità, Storie

Vi racconto perché per me essere “sottomessa” (slave) è speciale

4f31402df2dcf26d36e7ef8f4

La cosa che mi imbarazza di più è stare nuda, in piena luce, sotto il suo sguardo impietoso. Non che la nudità mi metta a disagio ma è proprio lui che mi fa sentire così. Voglio piacergli e ho sempre il dubbio che nel mio corpo ci sia qualcosa che non lo eccita abbastanza. Lo vedo esitare. Mi osserva serio e io sento addosso gli anni, la pelle che ha ceduto in qualche punto, i glutei, ecco, quelli no, mi piacciono ancora e la linea della schiena penso sia bella.

Continua a leggere “Vi racconto perché per me essere “sottomessa” (slave) è speciale”

Antiautoritarismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, R-Esistenze, Sessualità, Storie

Godi e sii sottomesso

padrona

Questo pezzo lo dedico a Mario Adinolfi che esprime una chiara preferenza. Per lui le donne devono essere slave. La storia che vi racconto invece parla della passione di un uomo per la donna che lo domina.

>>>^^^<<<

Mi chiamo Roberto e sono uno slave. Mi piacciono le donne forti, che sanno dominarmi. Provo piacere se lei mi tiene in riga, se mi lascia in sospeso, se mi fa attendere mentre io tremo e la desidero ardentemente. Mi sono accorto di questa mia preferenza intima e sessuale la prima volta che fui rimproverato da una compagna di scuola non ricordo neppure più il perché. Mi resi conto che da lì in poi cominciai a guardarla con altri occhi. Aveva un carattere dominante, era una leader anche tra le sue amiche, e io ho subito il suo fascino per anni. Ogni volta che mi guardava o mi porgeva anche un piccolo saluto il mi scioglievo. Mi masturbavo pensando a lei e cominciai a cercare, inconsapevolmente, partner sessuali che sapessero suscitarmi le stesse sensazioni.

Continua a leggere “Godi e sii sottomesso”

Antiautoritarismo, Autodeterminazione, R-Esistenze, Sessualità, Storie, Storie Queer

Nascita di un amore

10460378_1500768453522120_1616588831714743092_n

Presa. Sbattuta a terra e costretta a mettermi in ginocchio per succhiargli il pene. Era un collega di lavoro con il quale flirtavo e che alla fine ha pensato che io fossi disponibile in quella modalità. Non mi è piaciuto, avrei voluto qualcosa di diverso, per esempio, avrei desiderato essere leccata. Non si capisce perché la prima cosa che viene in mente ad alcuni uomini è che devi essere tu ad inginocchiarti. A piegarti al cospetto del dio pene.

Continua a leggere “Nascita di un amore”

Antiautoritarismo, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Personale/Politico, Precarietà, R-Esistenze, Sessualità, Storie

Ho scelto di fare la sex worker e lo racconto, come atto politico!

400851_2439

Roberta, nome di fantasia, mi scrive di aver provato, in passato, a partecipare a discussioni, anche su facebook, in cui tentava di dare una visione diversa delle sex workers autodeterminate. Bannata dalle femministe abolizioniste, che sempre vanno in cerca di “vittime” e mai restituiscono voce alle sex workers che vittime dichiarano di non essere, ha voluto raccontare la sua storia. Buona lettura!

>>>^^^<<<

Mi trovo a scrivere e raccontare la mia storia, come atto politico. Perché non ne posso più di sentire sedicenti femministe, che discriminano le sex workers, facendole passare come vittime (ci risiamo, la donna è una vittima, sempre e comunque, anche quando è lei a scegliere!!!!).
Nessuno nega l’esistenza della tratta, che nel nostro paese è una vera e propria piaga sociale. Ma facciamoci due domande. La mafia nigeriana, ad esempio, paga il pizzo per “l’affitto dei marciapiedi” alla camorra.
I “centri massaggi” cinesi, esistono grazie al benestare di mafiosi italiani, pronti a presentare permessi di soggiorno e false attestazioni di lavoro, in cambio di soldi, tanti.
Perchè, quindi, per evitare tutto questo non si regolarizza la prostituzione?
Perchè a qualcuno non conviene. Domandiamoci a chi.

Io invece la scelta l’ho fatta, di mia spontanea volontà, non per necessità, ma inizialmente solo per curiosità e la prospettiva di qualche entrata extra.
Avevo un lavoro stabile, non molto pagato, ma che comunque mi permetteva di campare. Mi è capitato di avere per un certo periodo una coinquilina che come unico lavoro faceva la camgirl, ogni tanto stavo ad osservarla mentre lavorava, mentre si infilava un vibratore da qualche parte. Ascoltavo le richieste, a volte davvero bizzarre, dei suoi clienti. Osservavo tutti i trucchi che utilizzava (che non vi svelerò, per non rovinare il mistero) per dare ai clienti l’impressione che stesse facendo esattamente ciò che loro chiedevano, quando in realtà faceva tutt’altro.

Lei, la rivendicava come scelta, dopo anni di precariato, un lavoro altrettanto precario, ma che tutto sommato le permetteva di vivere bene, senza sforzarsi troppo.
Così, dopo un paio di mesi ad osservare lei, ho deciso che avrei voluto provarci anche io. Ho sempre avuto fantasie di dominazione, che purtroppo con i miei partner non ho mai potuto mettere pienamente in pratica e ho pensato che quella potesse essere una buona occasione per vedere se la dominazione mi eccitasse davvero.
Così, ho aperto un account su un sito di camgirls e camboys straniero e nel giro di qualche giorno ho iniziato a lavorare.
Avevo specificato quelle che erano le mie tendenze, quindi da me arrivavano solo persone che cercavano esperienze di sottomissione.

Eviterò di scendere in dettagli, ma devo dire che nel giro di un mese ho iniziato a lavorare solo su appuntamento. Ogni sera, dal lunedì al venerdì, avevo un appuntamento con uno slave diverso.
Quello che facevo con loro era tutto frutto di una forte negoziazione, anche se il controllo l’avevo sempre e solo io. Potevo restare 3 ore a mettermi lo smalto, con loro che si masturbavano ma che non dovevano venire, finchè non lo ordinavo io, se lo ordinavo, ad esempio. L’idea che quel tempo costasse loro un sacco di soldi, era la mia e loro fonte di eccitazione.

Questo fa di me una persona sbagliata, sporca, non solo agli occhi di certi maschilisti, ma anche agli occhi di certe femministe moraliste, che non hanno le mie stesse fantasie sessuali e quindi si sentono in diritto di dire che mi sono prestata alla logica patriarcale, che vede le donne come feticcio sessuale. In qualche caso, in realtà, il fatto che fossi io a dominare loro, ha reso la mia posizione più accettabile. Ma in realtà, non c’è molta differenza tra me e la mia coinquilina che si infilava il vibratore dappertutto. Vendevamo sesso entrambe e il sesso ciascun@ di noi lo vive in maniera differente.

Ho sentito dire che le sex workers, sono delle vittime, o forse se lo scelgono è perchè hanno qualche trauma non risolto. E l’ho sentito dire da sedicenti femministe. Perché di una donna non si dice mai che può scegliere, come sceglie di fare la cameriera, o la commessa, di vendere sesso, in qualsiasi modo? Dal vivo o dietro una web cam, non fa alcuna differenza.
Dovrei sentirmi oppressa dalla mia stessa scelta? E perchè mai? O meglio, non più e non meno di quanto mi possa sentire oppressa da un qualsiasi altro lavoro fatto solo per mantenermi.

Comunque, ho continuato circa 5 mesi a fare questo secondo lavoro, dopo ho smesso, perchè ormai tutte le sessioni stavano diventando uguali e iniziavo ad annoiarmi, non a sentirmi oppressa, o schifata, o un oggetto, mi dispiace per voi che leggete con lo sguardo giudicante. Però, l’account è ancora attivo e non escludo di riprendere, prima o poi.

Conservo un ricordo affettuoso dei miei clienti. C’era il professionista single, che aveva fantasie di controllo, che abbiamo sperimentato insieme. L’uomo sposato, che amava il dolore fisico e gli insulti e che viveva con senso di colpa tutto questo, perchè quando provava a parlarne con la moglie questa lo prendeva per pazzo. Lo studente che amava vestirsi da donna e in realtà quello che voleva da me erano solo consigli per sembrare femminile, che ha preso consapevolezza del suo essere genderqueer e che non c’era nulla di sbagliato in lui.

E tanti altri, volti, storie, passate attraverso lo schermo di un pc. Una storia frutto di una società che ci vuole tutt* uguali, generando frustrazioni e senso di colpa per le proprie fantasie. Ma questa è la mia storia. E sapete che c’è? Non mi pento di nulla. Mai.

R.

Continua a leggere “Ho scelto di fare la sex worker e lo racconto, come atto politico!”

Erotic Grrlz

#Bdsm e la paura di una sessualità libera

tumblr_lihsqmmkLj1qi5fmpo1_400La gente ha tanta paura della sessualità libera. Quando si trova di fronte una che ha le idee chiare e la figa consapevole tira fuori i peggiori stereotipi del mondo. Eppure la questione si riduce tutta a un punto piuttosto semplice: dove c’è consensualità non c’è violenza e se sei libera di dire che quella tal cosa non ti sta bene e quell’altra invece si non si dovrebbero avanzare obiezioni di alcun genere.

Non la capisco, per davvero, certa gente moralista che dice di volermi impedire che qualcuno mi faccia male. Fossi una che giudica direi che a esplorare il loro inconsapevole masochismo, tra l’altro imposto finanche ai figli, avrebbero tanto materiale su cui riflettere.

C’è quella che ha trascorso anni in ginocchio e in confessione e parlava della via crucis come percorso che elevava ogni individuo. E dunque se la tortura non la scegli e ti dichiari martire allora meriti il paradiso. Se invece sei tu a chiedere che qualcuno ti frusti e ne godi perciò meriti l’inferno.

E in realtà il sesso così come lo vivevano alcune nonne non era diverso da un concentrato di senso di colpa e vergogna. Una donna penetrata era una martire e il suo supplizio poteva essere tollerato solo in quanto che lei avrebbe dovuto riprodursi e al marito urgeva un buco per eiaculare.

Continua a leggere “#Bdsm e la paura di una sessualità libera”

Erotic Grrlz

La paura e le corde invisibili

Mi aveva regalato un giglio. Lo strofinò sul mio vestito chiaro. La traccia giallastra rimane ancora adesso. Perché anche ciò che sembra puro in realtà è “sporco”. La perfezione è sporca, sporca è la vita, lo è anche l’amore. Perciò è perfetto.

Lui era un eretico delle relazioni, non coltivava dipendenze, ogni suo gesto era un regalo. Ogni parola una carezza. Ogni mano tesa un filo nella tua direzione.

Continua a leggere “La paura e le corde invisibili”

Erotic Grrlz, Sessualità

Nel sesso mi piace essere dominata (no, non ho subito traumi!)

tumblr_mtbv1qRJnB1r13rduo1_500

Dice che siccome mi piace il sesso che mi lascia i lividi allora devo aver subito un trauma. Da piccola. Dice che siccome mi piace il sesso fatto di dominazione, attese, corde, allora devo avere proprio scarsa stima di me. L’ha proprio detta così “devi avere una scarsa stima di te…” e subito era pronta a rifondermi autostima mettendo in dubbio la mia capacità mentale, la mia percezione in fatto di violenze e quella valutazione si basava, sostanzialmente, sulla maniera in cui scopa lei.

Lei scopa, per capirci, con uno molto timido, insicuro ed è lei che lo dirige. Toccami là e leccami lì, ed è fantastico, perfetto, se a loro piace e si eccitano va bene così, ma non tutte hanno l’indole da mistress inconsapevoli e a me il ruolo che più piace è quello in cui sono dominata.

Continua a leggere “Nel sesso mi piace essere dominata (no, non ho subito traumi!)”