AltraItalia è un’associazione di italian* a Barcellona che dal 2009 è attiva in vari campi di mobilitazione politica dal basso. Chi ne fa parte ha vissuto in prima persona l’orrore dei proiettili di gomma, usati in piazza per reprimere il dissenso, e da anni lottano per la loro abolizione; a questo proposito hanno stilato un comunicato contro le nuove proposte di repressione dell’Anfp, associazione di funzionari di Polizia, che vorrebbe l’uso dei proiettili di gomma anche in Italia.
Riflettendo sulla vittoria della Lega, per non fermarmi alla semplice affermazione che sembrerebbe attribuire responsabilità a chi ha tentato di mostrare dissenso nelle piazze, volevo precisare alcune cose:
– dire che chi ha lanciato le uova su Salvini ha fatto un po’ il suo gioco non significa che non debba esistere una opposizione che resista ai suoi terribili argomenti;
– dire che chi ha resistito è stato in qualche modo funzionale alla sua strategia di comunicazione non vuol dire che il dissenso non debba essere manifestato.
Vi pongo un quesito semplice. Quante volte siete passati da qualche stazione e avete visto una scritta NoTav? Io un sacco di volte. Come si fa a mettere una scritta NoTav in relazione ad un attentato? Mah!. Si è forse analizzata l’epoca in cui quella scritta è stata realizzata? Ieri? L’altro ieri? Un mese fa? Un anno fa? Io ricordo di essere passata da Bologna e di aver visto alcune scritte circa un paio di anni fa. Dunque sarebbe questa la prova regina che fa urlare i ministri all’attacco terroristico dei Notav o è semplicemente che in questo periodo di arresti e inchieste in cui si legge che certa gente di estrema destra, anche vicini a politici vari, progettava attentati e un mondo a misura nazista e bisogna spostare l’attenzione?
Come fa un ministro a urlare all’emergenza solo per qualche scritta sui muri? Come fa il governo a fornire un argomento così succulento ai quotidiani che sostituiscono la storia del terrorismo di estrema destra e della faccenda di mafia capitale con un argomento che amano da sempre?
Come avviene la costruzione del mostro? Proprio così. Prendi un attacco qualunque, attribuiscilo, a priori, senza alcuna presunzione di innocenza, a gente che di quella storia non sa un cazzo, ignora che gli accusati NoTav arrestati per terrorismo, di recente, sono stati assolti e che l’accusa di terrorismo nei confronti di quel movimento è una stronzata enorme, e insisti, sotto le feste di natale, nel dare alla gente un elemento di preoccupazione che certo non lascia tranquilli. Chi viaggerà serenamente sapendo che si sarebbe un fantomatico gruppo terrorista NoTav che può incendiarti stazioni e treni? Dico, ma si rendono conto i ministri di quello che stanno dicendo? Davvero non se ne rendono conto?
Com’è che non hanno urlato “fermiamo il terrorismo… non ci intimiderete” quando si è scoperto che ci sono estremisti di destra che progettavano di ammazzare giudici e politici? Com’è che quel terrorismo, a mio avviso reale, non fa paura? Gli estremisti di destra che lucrano perfino sull’industria del salvataggio, sui Cie, sui migranti, non sono pericolosi? Ancora si continua a spostare l’attenzione su un movimento, pacifico, che ha l’unica colpa di essere chiaro nelle proprie rivendicazioni e di mettere in discussione, con argomenti seri, le scelte del governo e le speculazioni avvenute sui loro territori? Come si può insistere in questa narrazione tossica che reprime il dissenso con argomenti così Assurdi? Quanti Sole, Baleno e Pellissero dobbiamo avere ancora? Quanti Claudio, Niccolò, Mattia e Chiara dobbiamo vedere ancora in galera?
Io auguro un buon natale alla bella gente del Movimento NoTav e spero che l’attenzione negativa sia concessa a chi di terrorismo parla e a chi lo pratica davvero.
Mentre Renzi parla alla piazza, semivuota, immaginando di dover avere sotto il palco solo applausi e senza alcuna critica, si vede la solita blindatura che per ripetere la bella esperienza che fu quel primo maggio a Torino, dove il servizio d’ordine piddino mostrò di avere molte cose in comune con le guardie, ha voluto darci prova di grande apertura e disponibilità. C’è Renzi che parla con il popolo nelle sedi delle trasmissioni televisive di canale cinque, parla con la gente delle sezioni di partito, forse, ma ha poca dimestichezza nel chiacchierare con chi gli dice che non è d’accordo con lui. Il Pd, in generale, mostra di avere una vaga intolleranza nei confronti di chi dissente, al punto che è necessario, come si vede dai filmati [qui, qui, qui], spintonare e dare manate addosso a ragazzi e ragazze che stanno lì con le mani alzate, per dire che il jobs act e poi il piano casa non sono per nulla graditi.