Recensioni, Vedere

Horror e fantascienza con contenuto sociale

Per chi ama i zombie consiglio di vedere le opere di Romero. E’ lui che ha inventato il genere e non per mettervi paura ma per svelarvi tratti sociali e politici dell’epoca in cui sono ambientati i film. Il primo fra tutti è un capolavoro assoluto, in bianco e nero, con bianchi armati fino ai denti, cui manca solo il cappuccio del ku klux klan, che vanno in giro a massacrare zombie, per poi concludere con l’esecuzione dell’unico sopravvissuto in zona, ovvero un uomo afroamericano. La componente antirazzista è esplicita e spiazza chiunque veda un film che in realtà trasferisce l’orrore su chi lo perpetua contro altri esseri umani differenti per razza, religione, provenienza. Negli altri film contesta il capitalismo, immagina i frequentatori dei nuovi centri commerciali, in auge negli anni settanta in america, come zombie. Gente che si lascia incantare da luci e suoni, con il carrello a portata di mano e la felicità suprema di percorrere le scale mobili. In altri film da lui diretti o per cui ha prestato soggetto e sceneggiatura si vedono immagini di violenze perpetrate da polizia contro persone inermi, afroamericani, dissidenti, poveri, infine inserisce alcune immagini tratte dai filmati dell’assalto inglorioso sui manifestanti di Genova nel g8 del 2001. Il contenuto è fortemente politico e altri film sugli zombie non dedicano la stessa attenzione alla critica sociale.

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Antisessismo, Comunicazione, R-Esistenze, Vedere

Creature cyborg, questione di genere,cultura dello stupro

Ogni volta che scelgo di guardare un film, una serie, in cui si parla di robot spero che non replichino cliché che vogliono le creature cyborg piegate al volere degli umani. Spero che non ci sia qualcuno che le crea per farne l’uso che legalmente gli uomini non possono più agire sulle donne. Spero che non appaiano idioti che vogliono usarle pensando che non ci sia bisogno di chiederne il consenso. Spero che non servano per riprodurre la cultura dello stupro che vuole una donna disponibile sempre e comunque. Spero che l’umanizzazione dell’androide non avvenga solo perché si scopre che l’androide può generare un figlio.

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Autodeterminazione, Personale/Politico, R-Esistenze, Storie

La sala operatoria, lo shuttle e le calze anti-trombo

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Giusto un aggiornamento, per chi mi pensa e si preoccupa per me. Anche per far notare che i miei neuroni non si sono ancora spenti.

Il giorno prima dell’intervento, mentre seguivo tutte le indicazioni date dai medici, mi sentivo prossima a una sorta di cataclisma. Qualcosa di irreversibile, senza ritorno. Affronto il ricovero, rivolgendo uno “scappiamo” a chi mi accompagnava.

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Attivismo, Contributi Critici, Critica femminista, Culture, R-Esistenze

La Macchina Mestruante di Sputniko! – artista cyberfemminista giapponese

1_menstruation_machinedi Jinny Dalloway (dal suo blog GenderToxic)

Nel lontano 1985, in quel testo rivoluzionario che è stato A Cyborg Manifesto, Donna Haraway immaginava un mondo cyborg in cui

le persone non hanno paura del loro stretto legame di parentela con animali e macchine, non hanno paura di identità permanentemente parziali e punti di vista contraddittori.

Nel 2014, però, predominano ancora i discorsi di certo ecofemminismo antitecnologico ed essenzialista: quei luoghi comuni che concepiscono “La Donna” come Natura, Terra, fertilità, materno, divinità cosmica, sorgente di vita e simili new-agismi che in rete si accompagnano di solito a foto di fiori e tramonti. Il fascino “empowering” che questi discorsi comprensibilmente esercitano su molte donne nasconde in realtà una pericolosa deriva conservatrice, la tendenza a naturalizzare il genere e ricadere nel determinismo biologico (con il corollario che genere = donna).

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