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Io come Tiziana, eppure non l’ho difesa

Lei scrive:

Io sono Tiziana.
Ho perso la verginità a 14 anni e non mi ricordi né il nome né il viso del ragazzo con cui l’ho perduta.
Anche io ho fatto video, video spinti, in alcuni ero semplicemente in reggiseno e perizoma, in altri nuda.

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Sono “maschio” e Tiziana è morta: “l’abbiamo ammazzata noi”!

di Riccardo Caldarera

Sono un maschio, un uomo, come mi ricorda l’elastico delle mutande di bassa marca che indosso. Sono un uomo e non mi pesa tanto, non me lo fanno neanche notare spesso. Insomma, è difficile che qualcuno interrompa un discorso perché non si può prendere in mia presenza. Sì, mi capita che mi ricordino di dover essere virile, magari di pagare il conto alla mia lei, o di regalarle dei fiori, così come mi ricordano anche che non devo essere una femminuccia, questo anzi lo sento spesso. Sono maschio e devo essere il più maschio possibile.

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L’intrattenimento e il cinismo contro Tiziana

Cara Eretica,

Ti scrivo perché le molte, sconsiderate, parole spese su Tiziana Cantone o, come il buoncostume d’occasione giornalistico richiede, T., hanno preferito indugiare sui caratteri morbosi o sentimentali della vicenda, trascurandone la vera umanità, preferendo decontestualizzarla dalla cornice più ampia nella quale si inserisce.

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Combattere il cyberbullismo a partire da noi

Quello che vorrei dire del bullismo, anzi, del cyberbullismo, è che so com’è fatto, ci sono passata anch’io, sono sopravvissuta, ed è tutto vero, basta verificare (chi mi conosce lo sa!) quanto certo squadrismo abbia condizionato la mia vita reale e quanto, in un certo senso, la condizioni ancora. Perché il bullismo è banale, il male è banale, e non c’è bullo o bulla che non ritenga di aver ragione di praticarlo.

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Cyber assassini e ostracismo sociale: la “colpa” di essere vittime!

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di Edoardo McKenna

Uno storico una volta disse che la strage alla Banca dell’Agricoltura, la “madre di tutte le stragi” che nel 1969 aprì la strada agli Anni di Piombo, rappresentò per gli italiani la perdita dell’innocenza. Perché gli italiani scoprirono che lo Stato poteva uccidere. L’allucinante settimana che si è appena conclusa, tuttavia, ne farà certamente impallidire il ricordo, a posteriori. Perché in questa settimana gli italiani hanno scoperchiato un vaso di Pandora impensabile, si sono dovuti guardare l’ombelico, per scoprire che è la società italiana stessa ad essere assassina.

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Tiziana Cantone, lapidata: non da “internet” ma da persone di m.e.r.d.a.

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Su Tiziana Cantone, un commento di Patrizia.

Sto leggendo i commenti sulla vicenda e non perderò tempo a indignarmi per quelli scritti da persone perfide e vigliacche che continuano a sputare merda su di lei. Mi soffermo ad analizzare il modo in cui i media stanno commentando l’accaduto. I titoli parlano di video hot, lei viene descritta come “colpevole” e come “vittima”, giusto per ricordarci che se fosse ancora in vita nessuno mai avrebbe ammesso lo scempio compiuto su di lei. Poi si attribuisce la responsabilità ai social, a internet, e non si capisce il fatto che se io perseguito e bullizzo una ragazza al telefono, per esempio, non è il telefono, non è il mezzo di comunicazione ad aver perseguitato e bullizzato, ma sono io.

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Violenza

Tiziana Cantone si è suicidata: content* adesso? Brav*!

werqerTiziana Cantone si è suicidata. Aveva tentato e alla notizia del tentativo c’era la solita gente di merda a dire che “se l’è cercata”, tutt* a giustificare il quintale di fango con il quale l’avevano seppellita. C’è chi le ha rubato attimi privati, in cui faceva sesso, e fare sesso non è reato, fa schifo invece rubare attimi privati e metterli online per fare slut-shaming condito di perfidia, odio misogino allo stato puro. Tiziana era stata bullizzata per tutto il web, si è nascosta quanto ha potuto, smesso di lavorare, di uscire, depressa, voleva cambiare cognome, e per ciascuno di questi segnali, di queste richieste di aiuto, c’è chi aveva risposto con ulteriore fango, perché è così che fanno i bulli e le bulle. Pensano di aver ragione nel massacrare la vita, la reputazione, di una ragazza, di una persona.

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Se un figlio pubblica un video hard di chi è la “colpa”?

Cara Eretica,

ieri sulla pagina facebook di Abbatto i Muri ho letto un post sulla ragazza che ha tentato il suicidio per il video pubblicato in cui lei faceva sesso. Ho letto anche il post sulla ragazza che ha raccontato i risvolti legali di una vicenda simile e di come lei si sia resa conto di dover smettere di sentirsi in colpa perché le piace il sesso. Io sono la madre di un ragazzo a cui piace il sesso, che ha fatto un video e lo ha postato per vantarsi con gli amici. Non voglio giustificarlo e non voglio neppure dare della zoccola alla ragazza. Voglio riflettere su quello che è successo perché è troppo comodo attribuire tutta la responsabilità solo ai genitori o al ragazzo stesso. Mio figlio è stato denunciato, abbiamo pagato avvocato e multa e io e mio marito non abbiamo mai detto a nostro figlio che aveva fatto bene. Gli abbiamo detto che era stato stupido, ingenuo e che non si devono superare certi limiti. Forse non siamo stati genitori ideali e ci assumiamo la nostra parte della responsabilità, ma questi figli sono bombardati da immagini di sesso e quando lui ci ha detto che lei era d’accordo a farsi filmare non abbiamo avuto dubbi: gli abbiamo creduto.

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Mi piace il sesso e non per questo merito la gogna

Cara Eretica,

è molto difficile riuscire a scrivere questa mail perché so che mi farà male tirare fuori ogni sillaba per descrivere quello che mi è successo. Sono arrivata purtroppo o per fortuna a compiere il mio ventisettesimo anno di età. Mi sono liberata nel frattempo di paure, chili, uomini, genitori, persone che mi hanno fatto del male, ma non riesco a liberarmi di quella parte di me stessa che continua a sabotare la mia vita impedendomi di realizzarmi fino in fondo.

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#ShortsPerTutt* – la perfida grassofobia del branco sessista

Dopo gli insulti alle donne che hanno inviato foto in cui non sono depilate ecco una serie di insulti a chi osa mostrarsi se pur non nel peso che altri vorrebbero. Il branco mette alla gogna e galvanizza altr* che arrivano sulla pagina di Abbatto i Muri a insultare una ragazza coraggiosissima che si è mostrata raccontando la sua paura, le sue sofferenze, la sua scelta, coraggiosa, di aver comprato e indossato per la prima volta un paio di shorts. Gli insulti potete leggerli sotto, e dato che non va bene che li legga solo lei, recuperando una ferita ad ogni parola crudele, ad ogni frase perfida, scritta da uomini e donne, allora li mettiamo in condivisione affinché tutt* possiate rendervi conto come funziona e da cosa parte il cyberbullismo.

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Il senso della campagna #shortspertutt* #nobodyshaming

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il senso di una campagna di comunicazione che intende sovvertire alcuni stereotipi sessisti lo rintracci proprio quando leggi i commenti che le varie immagini suscitano. migliaia di commenti in cui si mina la sicurezza, l’autostima di una ragazza, si insulta una persona perché ha commesso il grave reato di non depilarsi o perché non ha nascosto il culo con la cellulite, o la cicatrice che spavaldamente mostra, o mille altre forme che albergano e prendono consistenza nella nostra pelle. quello che intendiamo fare è incoraggiare le ragazze a indossare quel che vogliono, ad andare al mare, a prendere il sole, con gli amici, a non vergognarsi di girare per la città con le cosce che non somigliano a quelle della modella tal dei tali, perché si tratta di una prigione che costringe tutte a restare rinchiuse in casa, o avvolte in pantaloni scuri e pesanti anche d’estate. e a contorno dei vari linciaggi, le lapidazioni di chi non ammette alcuna trasgressione alla norma comune, vediamo articoli di intellettuali o semplicemente di idioti e idiote che spiegano perché una ragazza non dovrebbe indossare gli shorts, quando non dovrebbe indossare una minigonna o i sandali o lo stracazzo di qualunque cosa destinata a rivestire solo pelli da neonate, photoshoppate in origine, lisce, senza cicatrici, segni, smagliature, cellulite, peli, rappezzi, segni di autolesionismo.

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Non immaginavo che una ragazza, perché non depilata, potesse subire un linciaggio

Foto dal progetto Hairy Legs Club - http://hairylegsclub.tumblr.com
Foto dal progetto Hairy Legs Club – http://hairylegsclub.tumblr.com

 

Lui scrive:

Ciao Eretica,

seguo il blog da vari anni e la pagina da – credo – sempre. Mi avete aiutato ad aprirmi un sacco di prospettive, mi avete dato spazio per esprimermi quando ne ho sentito il bisogno, avete sempre tirato fuori ottime riflessioni e ho un sacco di motivi per ringraziarti/vi. Ho scritto due righe per parlarvi di come mi sia sentito davanti alle scene di cyberbullismo che si sono viste in alcuni commenti.

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#ShortsPerTutt* – Gambe non depilate e squadrismo sessista

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A contributo della campagna #shortspertutt* è arrivata anche la foto di una ragazza che ha scelto di non depilarsi le gambe. La reazione è stata a dir poco vergognosa. E’ un’azione di squadrismo sessista, di polizia normativa del corpo e della sua sembianza estetica. E’ un’azione di uomini che fanno sapere qual è l’indice di scopabilità di una donna e di donne che addirittura parlano di decoro. Se ci fosse bisogno di capire la validità della campagna basterebbe solo leggere quei commenti ai quali la ragazza dà risposta. La pubblichiamo qui e invitiamo chiunque ad aiutarci a compiere queste piccole/grandi rivoluzioni che passano dai corpi, dal controllo, dalla sorveglianza, dal bullismo estetico e dal fascismo di chi ti censura se non sei quello che vogliono tu sia. Qui nessuno impone ad altri di fare qualcosa ma supportiamo l’autodeterminazione di tutt*, a partire da chi decide come gestire il proprio corpo. Tu non sei nessuno per imporre la ceretta a tutte. Fattela un po’ tu se credi che i peli siano un intralcio. Buona lettura e buona resistenza a tutt*!

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Quando ho pubblicato qui la foto delle mie gambe pelose, non mi aspettavo migliaia di reazioni. Non mi aspettavo che le gambe di una donna, lasciate così come sono, potessero creare tutto questo scalpore. Insomma, sono solo un paio di gambe! solo un paio di peli!  Onestamente, le reazioni cattive, disgustate, me le aspettavo (anche se non così tante!) Era con quella aspettativa che sono uscita di casa quest’estate per la prima volta in shorts, perchè da come ne parla la gente, sembra di aver commesso un grande crimine verso la Femminilità, quasi di essersi distrutte la vita. E quindi nessuna sorpresa su quel fronte. Ma ho trovato una piacevolissima sorpresa nel sostegno di persone, sia uomini che donne, che hanno risposto con parole di solidarietà e amore. Nella vita reale, e online. Grazie a tutti voi, pian piano stiamo abbattendo questo Grande Taboo, il Terrificante Pelo.
Una donna ha chiesto se vado al mare, se mi danno fastidio i commenti della gente. Rispondo: sì, vado al mare, vado al lago, vado ovunque, non mi vergogno. Faccio sesso, lavoro, studio nei prati con le gambe all’aria. La gente flirta ancora con me. Fortunatamente vivo in una grande città e viaggio spesso nei paesi del nord, quindi mi capita davvero raramente di sentire commenti dagli sconosciuti. E i miei amici non sono un mucchio di stronzi, quindi null’altro che affetto da loro ❤ la mia vita va avanti con ben pochi cambiamenti, e il tempo che prima spendevo per depilarmi, ora posso spenderlo per leggere, mandare lettere ai miei cari, fare una passeggiata.

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Perché una ragazza che fa sesso deve subire la violenza dei bulli?

Lei scrive un messaggio che è anche una richiesta di aiuto. Come spesso accade il fatto che abbia una vita sessuale diventa motivo di dileggio, persecuzione, molestia, di cyberbullismo. E se ancora oggi una ragazza non può avere una vita sessuale perché la mentalità è sessista e giudica le donne delle poco di buono se a loro piace fare sesso significa che c’è qualcosa che non va. Perché degli stronzetti pensano di poter infierire così su una ragazza? Se non sapessero che lo stigma nei confronti di una adolescente che fa sesso e ne parla è così forte evidentemente non avrebbero niente a cui appigliarsi. Invece sono intrisi di mentalità maschilista fino al midollo, per cui se loro fanno sesso è un motivo di vanto e se lo fa una ragazza è una zoccola. Manca educazione sessuale ma anche educazione antisessista nelle famiglie a partire dai genitori che dovrebbero smettere di trasmettere modelli così antiquati ai figli. Continua a leggere “Perché una ragazza che fa sesso deve subire la violenza dei bulli?”

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Sono depressa, con disturbi alimentari, e mi vergogno per questo

12832299_1695512064020295_3815553688087680987_nLeggendo la vicenda di Wentworth Miller non ho potuto fare a meno di sentirmi un poco sollevata, perché lui ha trovato la forza di dire cose che io non so ancora dire. Ho bisogno dell’anonimato per dichiararle anche a me stessa e riconosco di essere ancora molto fragile per quanto sia, come è stato lui, in lotta.

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