Culture, Personale/Politico, R-Esistenze, Salute Mentale

Critica del digiuno. Ovvero l’elogio della fame

Guardando una mia foto di molti anni fa mi vedo magra, fin troppo, eppure mi sentivo brutta. L’insicurezza era visibile nello sguardo, nei gesti, nei movimenti. Digiunavo per evitare che si vedesse la mia vulnerabilità. Eppure la mostravo per intero.

Avevo costantemente fame: di amore, approvazione, comprensione, solidarietà. Nei momenti in cui la fame si nutriva di emozioni positive remavo verso una solida sicurezza. Diversamente non bastava mai.

Pensavo che il digiuno mi offrisse l’opportunità di mostrarmi in pubblico forte e fiera. Non è nella magrezza però che si può rintracciare forza e fierezza. Mi vergognavo di aver mangiato troppo anche quando questo non mi derubava della bellezza. Pensavo di essere trasparente, che si notasse ogni cosa, che gli altri potessero scorgermi fin dentro le ossa. Mi sentivo nuda, ero già malata.

Continua a leggere “Critica del digiuno. Ovvero l’elogio della fame”
Personale/Politico, R-Esistenze, Salute Mentale, Sessualità

In memoriam della libido

Depressione + farmaci = zero libido.

Questa devo segnalarla tra gli scomparsi. Ritrovarla è problematico. Recuperare un tocco di sensibilità idem. Provo ad esercitarmi ma non risponde. Mi dedico alla visione di esempi immaginari per verificare se laggiù qualcosa vive. Mi ritrovo a fare la critica cinematografica sulle apparizioni in video. Tanto sprimacciare ghiandole mammarie e prodursi in allungamenti di tuberi la cui coltivazione va accreditata ad una particolare tipologia di agricoltori. Fantasie calde, fantasie fredde, esercizi di coniugazione di verbi in altre lingue. Nulla che mi produca la minima sensazione di piacere.

D’altronde se la terapia si basa sul fatto che bisogna appiattire le emozioni, affinché tu riesca a svegliarti e vivere la giornata senza avere attacchi di panico o cali d’umore, non dovresti sorprenderti del piattume molle che regna in qualunque parte del corpo.

Continua a leggere “In memoriam della libido”
Personale/Politico, R-Esistenze, Salute Mentale

Incanto

“Aiuto!” – urlo, nel cuore della notte. Il mio compagno si sveglia e inizia a parlare con me. Gli dico che se il malessere persiste dovrebbe chiamare il neurologo. Lui chiede una spiegazione e io rispondo chiarendo che il mostro vuole mangiare i miei sogni e mi impedirà di svegliarmi. Solo a questo punto lui capisce che io sto dormendo e che mi trovo nel bel mezzo di un incubo.

Il sogno agitato è tipico per me da quando assumo farmaci antidepressivi e stabilizzatori dell’umore. Le medicine appiattiscono le emozioni e tengono a bada ansie e paure. Si liberano di notte. Così negli ultimi anni non mi è mai più capitato di fare un bel sogno.

Quei farmaci a volte mi paralizzano. So di dover andare al cesso ma non riesco ad alzarmi. Contraddire la paralisi è tremendo. Ripeto tra me e me che devo farcela e che non vinceranno le pillole. Vincerò io. Infine riesco a sollevarmi e procedo.

Continua a leggere “Incanto”
Personale/Politico, R-Esistenze, Salute Mentale

Recupero

Dopo un crollo conseguente a disturbo depressivo il corpo ne risente. Si riparte da capo, come quando si rompe un osso e segue la riabilitazione dopo aver tolto l’ingessatura. Un attimo perché si rompa e mesi e mesi per recuperare. Così bisogna riallenare la mente affinché i neuroni funzionino come si deve e poi si riprende a faticare prima per risollevarsi e poi per reimparare a camminare.

Sarebbe comprensibile se fosse un problema visibile. Invece diventa meno scontato riuscire a farsi ascoltare da chi ti sta intorno se si tratta di malattia mentale. Normalmente si ricomincia con una nuova ripartizione di farmaci e poi con una rieducazione dei ritmi sonno-veglia e della alimentazione. Metabolismo di base e infine movimento, per quel che si può. Sembra impossibile ma la paralisi psicologica equivale ad una immobilità fisica. Serve una vera e propria ripresa della mobilità. Si reimpara a masticare senza digrignare i denti. Si fa attenzione a tutti quei movimenti che sono naturali per chiunque: funzionamento dell’intestino, metabolismo, mantenimento dell’igiene, esercizio muscolare, riattivazione dell’uso delle ginocchia, pochi passi al giorno per riuscire a restare in piedi.

Continua a leggere “Recupero”
Personale/Politico, R-Esistenze, Salute Mentale

Capelli Blue

Il reparto non è un teatro degli orrori. Si prendono cura di pazienti complicati e hanno una pazienza infinita. Il personale medico sanitario fa quel che può per farti stare meglio. Ci sono persone preziose che non vengono pagate abbastanza per il lavoro e la cura pluricompetente che svolgono.

Continua a leggere “Capelli Blue”
Pensieri Liberi, Personale/Politico, R-Esistenze

L’ultimo dei Muchi

Io, già più che adulta, non so quanti auto ammutinamenti fa.

Attualmente espettorato. Dalle nicotine di lusso al catrame arrotolato in autonome cartine da riporto. Ho smesso di fumare. E una è fatta. Procedo col resto, se l’autocontrollo non mi saluta per svanire all’orizzonte.

Continua a leggere “L’ultimo dei Muchi”
Antiautoritarismo, Personale/Politico, Salute Mentale, Violenza

Torture in pronto soccorso: si fa per il Tuo bene!

Mi hanno trasportata alla svelta, avvolta in un fagotto che doveva sostituire il pigiama umido di urina. L’infermiera ruba il fagotto e mi lascia nuda, alla mercé di sguardi estranei, senza tende di protezione e con abbondanti passanti per il corridoio. Porta aperta, spettacolo garantito. Ho chiesto un lenzuolo e una coperta.

Continua a leggere “Torture in pronto soccorso: si fa per il Tuo bene!”
La posta di Eretica, Violenza

La violenza domestica paralizzante: storia di una donna abusante

È così bella e luminosa, mai ti aspetteresti quel malessere, lo stordimento, la paralisi che ti procurerà.

Lei scrive:

Cara Eretica,

Sono contenta di leggere che ti interessa parlare di violenza tra donne perché io sono stata vittima di una donna ed è stato difficile uscirne. L’ho conosciuta tempo fa e dopo un po’ ho capito che i suoi modi non mi piacevano. Mi ha rimproverata e fatta sentire in colpa “a te piace il ca..o” e io “no, è che non mi piaci tu”.

Continua a leggere “La violenza domestica paralizzante: storia di una donna abusante”
Antiautoritarismo, Antifascismo, Ricerche&Analisi

Il Patriarcato fascista: come Mussolini governò le donne italiane (1922 – 1940)

 Di Victoria de Grazia [da “La Storia delle Donne” di Georges Duby e Michelle Perrot – volume: “Il Novecento” – Laterza Edizioni]

Per comprendere la condizione delle donne italiane durante la dittatura di Mussolini bisogna tener presenti due interrogativi fondamentali. Primo, cosa ci fu di specificamente fascista nell’oppressione delle donne in Italia tra le due guerre? Secondo, può lo studio della condizione delle donne rivelarci una prospettiva nuova sul tipo di regime instaurato dai fascisti? La risposta è, in sintesi, che la dittatura mussoliniana costituì un episodio particolare e distinto del dominio patriarcale.  Il patriarcato fascista teneva per fermo che uomini e donne fossero per natura diversi. Esso politicizzò pertanto tale differenza a vantaggio dei maschi e la sviluppò in un sistema particolarmente repressivo, completo e nuovo, inteso a definire i diritti delle donne come cittadine e a controllarne la sessualità, il lavoro salariato e la partecipazione sociale. Alla fine, questo sistema si rivelò parte integrante delle strategie dittatoriali di rafforzamento quanto la regolamentazione corporativa del lavoro, le politiche economiche di tipo autarchico e il bellicismo. Le concezioni antifemministe furono parte del credo fascista al pari del suo violento antiliberalismo, razzismo e militarismo.

Continua a leggere “Il Patriarcato fascista: come Mussolini governò le donne italiane (1922 – 1940)”
Antisessismo, Culture, La posta di Eretica, R-Esistenze, Violenza

Anatomia di un femminicidio

Il corpo della vittima è più ampio, non comprende solo la donna che risiede poi su un tavolo in obitorio, comprende la sua cerchia ristretta e quella più ampia. La famiglia, i figli, gli amici, le amiche, le colleghe di lavoro o di studio, tutti ne restano coinvolti. Il punto di vista di una figlia di una vittima di femminicidio è importante ed ecco la sua lettera:

Continua a leggere “Anatomia di un femminicidio”
Antisessismo, La posta di Eretica, R-Esistenze, Violenza

Violenza di genere: Fingersi morte per restare vive?

Lei scrive:

Cara Eretica,

ho una figlia che va al liceo e l’altro giorno è tornata con una novità. Mi ha raccontato che ha assistito ad un seminario sulla violenza sulle donne. Ho detto: che bello! Una scuola che parla di rispetto di genere. Invece no. Lei ha detto che c’erano due uomini e una donna, due membri delle forze dell’ordine e una volontaria di una associazione cattolica.

Continua a leggere “Violenza di genere: Fingersi morte per restare vive?”