Matthew Leili, nel 2011, in Georgia, uccide la moglie Nique. Prima di farlo attua un piano di controllo sulla donna con registrazioni settate giusto nei momenti in cui lei reagiva, perché lei apparisse isterica diversamente da lui che dimostrava calma.
Stephanie McClurg è stata uccisa nel 2019 in Missouri da suo marito Jason. La storia di Stephanie è raccontata anche dal documentario “Finchè morte non ci separi“.
Alcuni casi analizzati che possono chiarire meglio quel è la situazione negli Stati Uniti, dopo le riforme sul diritto di famiglia volute dagli antifemministi. La prosopopea vittimista dell’ex marito colpito dalla cattiveria dell’ex moglie e di chiunque la aiuti ha portato Tony Villegas a uccidere nel 2008 l’avvocatessa Melissa Britt Lewis, colpevole, secondo l’omicida, di aver aiutato l’ex moglie a proteggersi da lui, un marito violento, e ottenere la separazione e la custodia dei figli. Melissa ha pagato a caro prezzo l’aiuto dato all’amica e lui non ha mostrato pentimeto se non un miagolio all’udire la sentenza di condanna.
Ho scoperto che tra la fine degli anni settanta e i duemila eccetera, cioè quando le istituzioni Usa hanno deciso di dare una lettura dei crimini contro le donne in antitesi alle allora recenti conquiste femministe, fior di detective valutavano quei crimini secondo lo status delle vittime. Esisteva la tipologia di crimini contro donne single e quella contro donne sposate.
Veronica Bozza era una donna di origini italiane trasferita nel Tennessee a Nashville. Nel 2010 viene trovata morta ammazzata e dopo un bel po’ di anni gli investigatori scoprono una cosa che poteva facilmente essere intuibile fin da subito. La donna aveva un figlio, era nel bel mezzo di una causa di divorzio e aveva ottenuto la custodia del bambino.
Kathy Horn sparisce a metà degli anni ’90 in Michigan, Usa. Il documentario Nightmare next door racconta come si sono svolte le indagini per scoprire quel che le è successo. Senza vergogna narrano di presunte ipotesi di coinvolgimento di una sorta di congrega di stregoni.
Stephen McDaniel (femminicida) e Lauren Giddings (vittima)
Lauren è una studentessa di giurisprudenza che nel 2011, in Georgia, Stati Uniti, scompare per poi essere ritrovata, almeno parti del suo corpo smembrato, nei secchi dell’immondizia. Per un bel po’ di tempo le indagini, secondo il documentario Murder comes to town, si concentrano su un presunto “triangolo amoroso“.
Rose Goggins sparisce nel 2010, in Tennessee. poi viene trovata la sua auto, bruciata, infine viene trovato anche il suo corpo, identica fine dell’auto. Si era scontrata con un partner violento da cui aveva avuto una bambina, ma si era scontrata soprattutto con il patriarca suocero che dall’alto della sua posizione di fattore con fucili a intimare che nessuno penetrasse la sua proprietà sfoggiava comportamenti misogini che solo la moglie parrebbe aver sopportato. Quando la ragazza decide di lasciare il partner e di trasferirsi, portando con sé la bambina, il patriarca e sua moglie non possono sopportare un tale affronto e procedono con un piano di eliminazione della schiava da riproduzione. Uccidono la ragazza e si tengono la nipote.
John Rairdon ha ucciso la figlia Sarah Ann Rairdon di cui abusava sin dall’età di otto anni. La storia avviene in Minnesota, metà anni ottanta, quando gli antifemministi americani urlano di voler avere diritti di custodia sui figli, divulgano i loro teoremi sulle “false accuse” in caso di denuncia per abusi e molestie nei confronti dei padri e demonizzano le donne di qualunque età.
Fine anni ottanta, Long Island. Lisa Solomon scompare alla vigilia di natale. Il marito (erano sposati da tre mesi) Matthew Solomon dispera e rilascia interviste, organizza raduni e squadre di ricerca, finché un parente di Lisa non trova il corpo della donna, chiuso in un sacco per l’immondizia, in una discarica. Dopo il ritrovamento Solomon accenna ad un tentativo di contaminare le prove, così come dichiarato nel documentario dedicato alla vicenda “Il lato oscuro degli anni ottanta“. In pochi però sospettano che lui sia l’assassino.
Ancora per tracciare memoria della culturamaschilista in contrattacco dagli anni settanta in poi negli Stati Uniti (e luoghi culturalmente da essi influenzati).
Dennis Potts (nella foto) ha ucciso Tori Vienneau e il piccolo Dean. Nulla di nuovo sotto questo cielo, direte voi. Un femminicidio e un infanticidio compiuti da un uomo non sono una novità. Quel che serve rilevare di questa orribile storia avvenuta nel 2006 in California è che l’uomo in questione ha commesso questo atroce crimine per sfuggire alle sue responsabilità genitoriali.
Charles Vosseler è uno degli uomini più ricercati d’America (secondo il sito dell’Fbi). La vicenda ha inizio fra fine anni ottanta e metà anni novanta. Lui approccia per corrispondenza una donna la cui unica funzione dovrà essere quella di schiava da riproduzione. Secondo il virile codice del padre padrone, teneva tutto sotto controllo e lasciò la donna, dopo averla ingannata per anni e proprio quando lei aveva iniziato a non voler più subire, da un giorno all’altro, senza i figli e senza un soldo. Complici i genitori di lui che secondo il documentario Deadline: dentro il crimine sarebbero stati in contatto col figlio anche dopo la fuga.
Christian Gerhartsreiter arriva in America a 17 ani, dopodiché inizia una carriera di impostore, assumendo varie identità che lo favorissero nella scalata al successo in ambienti benestanti. Accusato dell’omicidio – risalente il 1995 – di due personi eredi di una anziana signora su cui lui aveva messo gli occhi per ottenerne l’eredità, sfugge alla cattura fino al momento in cui si scopre che si era spacciato per un Rockfeller, sposato con una donna la quale ha risolto i propri dubbi sul marito attraverso una indagine privata, costretto dunque ad un divorzio e a perdere la custodia della figlia, nel frattempo nata, che per tutta risposta egli rapisce fino al momento in cui – nel 2008 – non viene arrestato e condotto a processo.