Comunicazione, Culture, Il Femminismo secondo la Depressa Sobria, Pensieri Liberi, Personale/Politico, R-Esistenze

Una ragione per vivere

A che punto sto? Vediamo… Sto al punto in cui sento una quiete interiore che mi addolcisce ma mi fa pensare che io stia perdendo la spinta verso un obiettivo. Dopo aver tanto parlato di me e del mio passato mi pare di essere incline a comprendere le ragioni di tutti. Incluso mio marito. No, non sono diventata santa né intendo diventarlo. Solo che In me vince quasi sempre la parte razionale, alla faccia di chi dice che le donne sono emotive. Non piango, non mi arrabbio, ripenso a certe cose e mi viene da ridere. Prendo tempo che mi serve per trovare una nuova ragione per vivere. Quella ragione potrei essere io? Non lo so. Non mi torna. Piuttosto intendo qualcosa che mi incuriosisca, qualcosa di nuovo, che ancora non conosco e che mi piacerebbe conoscere. Sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli, sapete com’è, per un’anima depressa gli stimoli rappresentano la vita stessa. Cerco un po’ di bellezza e mi pare di averne vista tanta ma di essermi persa qualcosa durante il corso degli anni, soprattutto durante gli ultimi dedicati semplicemente a sopire il dolore. Quando il dolore è sveglio si è pronti anche a recepire il resto, quello che di bello il mondo ti riserva, eppure al di là dei libri, la bella scrittura, che penso non sarò mai in grado di equiparare, mi pare tutto fermo.

Continua a leggere “Una ragione per vivere”
Acchiappa Mostri, Antiautoritarismo, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

Quelle donne adulte terrorizzate dalla rete (le adolescenti non sono idiote!)

Hate_by_Elzbieta69

E dunque. Parlando di teknofobia. Siccome non si fa altro che raccontare della fragilità delle adolescenti e se non è fragilità ci si riferisce alla loro eventuale devianza, allora vorrei raccontarvi di come la società divide le fanciulle in buone o cattive per poi ricondurle all’ovile dei ruoli di genere predestinati.

La ragazzina che si comporta bene è quella che non la dà a nessuno, vive tenendo il sesso in disparte, si predispone a presentarsi bene nella società dello spettacolo, se partecipa al casting del nuovo talent va accompagnata dalla mamma che piange all’esordio di quella carriera e poi racconta come era bello farle le trecce e raccontarle storie nell’infanzia. Sono figliole che sembrano uscite da riviste patinate, film della Disney, che poi raccontano sconvolte della compagna che invece è tanto strana, infrequentabile, innanzitutto perché non veste griffato e poi ha quel taglio di capelli fatto in casa.

Continua a leggere “Quelle donne adulte terrorizzate dalla rete (le adolescenti non sono idiote!)”