Due donne. Vicine di casa.
La prima: ha casa di proprietà, famiglia, due figli, lavoro stabile ottenuto grazie a conoscenze di papà, un titolo di studio, un coniuge che ha ereditato l’attività di famiglia, assieme a un paio di proprietà, vestono casual ma con capi di abbigliamento costosi, votano centro/sinistra e sono tanto solidali con la colf migrante che arriva a casa loro a fare le faccende e badare ai piccoli.
La seconda: sta in affitto, a rischio di sfratto. Non ha un lavoro stabile e anche i lavori precari oramai scarseggiano. Mantiene un figlio grazie all’aiuto dei suoi genitori che comunque non se la passano neppure tanto bene. Ha un compagno, operaio, costretto a fare orario ridotto perché altrimenti lo licenziano. Vestono con quello che trovano, non hanno la colf, a pensarci bene in questo momento non hanno proprio niente. Anche l’automobile s’è rotta e lui per lavorare deve prendere tre mezzi pubblici partendo all’alba. Non votano più da tanto tempo. Per loro i politici sono tutti uguali e ogni tanto vorrebbero anche avere il diritto di arrabbiarsi.

