Malafemmina

Traballare sfilando e le prove dei sensi

Siamo a venerdì e i ritmi di questo villaggio vacanze sono scanditi dagli arrivi e dalle partenze degli ospiti. I preparativi per la grande sfilata delle aspiranti miss bellezza del villaggio fervono.

Mi hanno parlato di alcune prove da sostenere. Ci sarà la prova della maglietta bagnata, quella bikini, quella di “intelligenza” (ah ah… che vuoi che gli freghi a questi qui dell’intelligenza delle donne), quella “artistica”.

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Malafemmina

La precarietà libera la cattiveria dei datori di lavoro

Call center e telefonia, direi di no, non lo so fare. Non so prendere in giro la gente e finisco per solidarizzare con chi mi sbatte il telefono in faccia invece che fare la cinica profittatrice dell’ingenuità altrui.

L’associazione di animazione per bambini ha un problema di leadership. C’è la ragazza del presidente che è gelosa di me. Io ho solo bisogno di lavorare, ma lui mi guarda e lei, come spesso succede in questi casi, invece che mandare lui a quel paese finisce per prendersela con me.

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Malafemmina

L’amore segreto di Gertrude

Gertrude, la segretaria dell’agenzia in cui lavoro con un contratto a progetto, è segretamente innamorata di un altro impiegato dell’ufficio.

Un tipo abbastanza insulso, un po’ spaccone. Un leccaculo senza se e senza ma.

Lei mi somiglia molto poco ma su due o tre questioni riusciamo a comunicare. Da quando ho capito che aveva bisogno di rassicurazioni mi usa come consulente al look. Ed è abbastanza comico vedere me che arrivo al lavoro – specie il lunedì, dopo il fine settimana al bar – con le occhiaie che arrivano al mento, i capelli raccolti come posso e che indosso la prima cosa pulita, perfino non stirata, che mi ritrovo davanti, analizzare il look di Gertrude per dirle, seria, “ma stai benissimo!”.

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Malafemmina

La straniera

Il mio boss del bar ieri sera ha fatto venire in prova una ragazza rumena in sostituzione dell’altra collega che sta per andare via.

A scanso di equivoci dico subito che il fatto che sia rumena lo sappiamo io, il boss, le ragazze, forse anche quelli che lavorano in cucina. Per il resto ovviamente non le si vede impresso da nessuna parte lo stigma della “razza” che certe persone vorrebbero imprimerle.

Ha due braccia, due gambe, due occhi, tra l’altro parecchio belli, una faccia simpatica e parla un italiano perfetto perché in Romania pare che vedesse tanta televisione italiana.

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