Quello che puoi fare con la mia fica. Puoi toccarla, schiaffeggiarla, strofinarla, picchiettarla, penetrarla, morderla, succhiarla, leccarla. Volendo puoi anche parlarci, puoi soffiarci su e puoi guardarla con la lente di ingrandimento o senza. Puoi esplorarla, massaggiarla, palpeggiarla, scovarla. Puoi sottolinearne i contorni, disegnarla, ammirarla, annusarla e rivestirla. Puoi dedicarle un sacco di attenzioni, lasciarla al freddo indifferente, puoi servirtene per ottenere un piacere consensuale o puoi studiarla, in modo approfondito, per calibrarne le potenzialità. Puoi regalarle una coscia, un braccio, un dito, anche due, un dildo, un frutto, un ortaggio, un pene o un’altra fica. Puoi inventarti modi diversi per osservarla, diversi punti di vista, diversi modi di abbracciarla. Puoi invitarla a conoscerti un po’ meglio. Puoi apparecchiarla con nutella, fragole, gelato, panna, cibi deliziosi. Puoi rinfrescarla, bagnarla, puoi anche spalmarla di crema e unguenti. Puoi rivisitarla in una scultura che la ritrae. Puoi sognarla e raderla. Puoi pulirla, sparecchiarla, infangarla, allargarla, in una lotta di piacere, sporca, eccitante, passionale. Puoi coprirla, richiederla, concederla, celebrarla, elogiarla, dimenticarla. Puoi invidiarla, nasconderla, mimarla, custodirla, attraversarla. Puoi fare tutto quello che vuoi, purché io sia d’accordo. Puoi fare tutto fuorché violarla. Tutto fuorché modificarla, cambiarla, mutilarla. Perché mio il piacere, il desiderio, mia la scelta. Perché non sei tu a controllare la mia sessualità. Non sei tu a decidere quanti orgasmi avrò, se ne avrò, in tutta la mia vita. Perché è mia, mi appartiene, mio il corpo, mia la mente che lo usa per godere.
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