Malafemmina

Vietato tossire nel villaggio vacanze

C’è che la stagione è quasi al termine e io ho resistito fino all’ultimo e questi dieci giorni che mi separano dalla scadenza del contratto mi pesano moltissimo, perché non c’è più curiosità, non ci sono più quasi neppure i villeggianti e quelli che vedo sono dei mangiacrauti nordeuropei che ingurgitano cose atroci a colazione e mettono il ketchup sulla pasta.

L’umido entra nelle ossa e il mio alloggio/loculo comincia a mostrare le prime tracce di muffa, che poi sono quelle che sul muro si vedono e nei nostri polmoni invece si sentono. Perciò ho cominciato a tossire.

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Malafemmina

Silenzio, non esisti!

La ragazza delle pulizie dalle mani morbide. Dopo che le hanno fatto pulire il mattone per farlo brillare stamattina lo hanno cambiato per metterne uno nuovo sul quale il direttore non potrà inciampare. E quando hanno finito di cemento e lavori la ragazza ha dovuto pulire. Ancora.

Un bambino, dei nuovi arrivati, che resta appena una settimana e lo perdo domenica, si annoia parecchio, ci sono pochi amici, pochi bimbi, perché l’aria è di chiusura stagione e quei pochi bimbi che sono qui sembrano malinconici come i genitori che scelgono le vacanze a settembre per tornare nelle loro città piovose, dai climi già freddi, e sfoggiare una abbronzatura che al bimbo sai che gli frega, se pensa che ora i suoi compagnetti sono per le strade o forse quasi a scuola e lui invece è qui a guardarmi con un interrogativo stampato sulla faccia per chiedermi e ora? che si fa? che ci fai fare?

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Malafemmina

Coppie da villaggio vacanze

C’è una signora che tutte le mattine prende la sua racchetta da tennis, indossa il suo gonnellino color panna e canotta in tinta, mette in borsa suo marito, o quel che è, lo trascina a fare esibizione di dritti e rovesci e palle curve e schiacciate a bordo campo, mentre lui sbadiglia e sbuffa, mentre lei lo riprende e gli dice che non si fa così e cosà perché lei è tanto brava mentre lui è un po’ un chiavica che non si muove, non salta, al massimo striscia.

Allora sai che c’è? Gli dice lui questa mattina, che te ne vai ‘affanculo, e ti tieni le tue racchette, le tue palle, la tua straordinaria capacità di farmi sentire un incapace e quando hai finito di pavoneggiarti e immaginare di essere una specie di diva in un villaggio vacanze di ultima categoria vieni pure a vedere come faccio i bagagli e ti lascio pure le chiavi di casa così mi rimetto in pari con la mia vita che ne ho bisogno.

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Malafemmina

Progetti precari per il futuro

Se esiste una statura per i cervelli Lei ce l’ha alto. Ultraquarantenne, bella, di una bellezza fascinosa, non come le figure patinate, attraente, sensuale, intelligente, ironica. Conosciuta oggi a pranzo, mentre litigava con una specie di dessert che stava sventrando per ricavarne solo la ricotta e si fermava a dire “mo’ basta!”. Meridionale, quel tanto che basta a dire che le meridionali spaccano, con figlia al seguito, pure lei bella, intelligente, vent’anni di meno ma una copia della madre.

Due donne intelligenti allo stesso tavolo, che si scambiavano battute taglienti, si prendevano per il culo, prendevano in giro il mondo. Due precarie, manco a dirlo, l’una più precaria dell’altra.

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Malafemmina

Gli uomini che ce l’hanno grosso

Serata da spettacolino scemo. Sollecitazioni ambigue, battute con doppi sensi, urgeva un intervento divino e dal pubblico una signora, dopo aver ascoltato mille sciocchezze sulla misura del pene (più o meno ambiguamente evocato in tutte le forme, misure, e in ogni suo uso) si alza e fa: “Anche a me piace molto se gli uomini ce l’hanno grosso… il quoziente intellettivo!”.

Il boss capo animazione si è limitato a riprenderla con un’altra battutona delle sue “che spiritosa che è la signora… ma venga… resti con noi…”.

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Malafemmina

Complice dei bambini

I bambini volano sulla spiaggia. Se il mare è quieto si rincorrono sulla riva, poi si tuffano, poi tornano e poi ancora si rituffano. Quasi che l’acqua fosse vissuta come una trasgressione perché i genitori stanno lì a dire che devono uscire fuori “esci dall’acqua, Marco”, “sbrigati a uscire dall’acqua, Silvia”, ed esci di qua, sbrigati di là, il mare è la più grande trasgressione che ci sia.

Spesso non è reale preoccupazione perché quando i bimbi sono con me, con la dovuta protezione e sicurezza, stanno in acqua quanto vogliono. E’ che ai genitori fondamentalmente scoccia stare lì a giocare con i figli o non hanno voglia neppure di lanciare uno sguardo nella loro direzione ogni tanto.

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Malafemmina

Lo sciopero di ferragosto

Finito lo spettacolino, conclude il cantante e anche per stasera ce l’abbiamo fatta. Mentre guardavo il divo che cantava pensavo al fatto che la suggestione che lui offre è quella di chi ti fa toccare con mano quanto sia vecchia e infinitamente lontana dalla realtà la televisione italiana. Ed è di questi pezzi di televisione che sono fatti anche i nostri spettacolini. Come se nessuno, a parte quelle come me, apprezzassero il fatto che stare senza la tivù è una cosa saggia. Ma è inutile disintossicarsi se poi in vacanza vuoi trovare pezzi di teleschermo che ti si materializzano davanti per farti sentire uno spettatore esclusivo di uno spettacolo esclusivo dell’esclusivissima merda.

Così è stato per l’esibizione della diva, tanto più giovane e con molto meno talento dell’artista maschile di questa settimana, e così è oggi e probabilmente sarà anche la prossima settimana.

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