Malafemmina

Se le rivendicazioni non si negano l’un l’altra

Oggi a pranzo una turista si è lamentata per il timballo, quella formula tritatutto che contiene i resti del giorno prima ma insaporita di mille odori.

Lei lo ha preso, lo ha assaggiato e se ne è lamentata. Voleva sapere esattamente cosa c’era dentro. Uno sguardo fiero, aria di sfida, determinatissima, non ha mollato la presa e mentre riceveva risposte vaghe faceva ancora altre domande.

Voglio parlare con il cuoco, il vicecuoco, il vice capo, il capo in persona. Voleva parlare con tutti.

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Malafemmina

Capezzoli vs testosterone: 1 a 0!

Quasi tutte le mattine arriva nel villaggio vacanze una presenza anomala. Un signore sulla sessantina, con la pelle abbronzata e i capelli con le meches naturali. Porta una fornitura di prodotti, pesce, verdure, e fregandosene dell’ordine che vorrebbe che lui non si facesse vedere nella piazzetta dei villeggianti invece ne approfitta e ruba pezzi di carne di donne al sole ogni volta che fa lo stesso percorso per arrivare alle cucine del ristorante.

Stamattina il suo carico era abbastanza puzzolente perché il pesce che portava, o l’acqua sporca che andava seminando durante il trasporto, era particolarmente maleodorante. Così si sono manifestati in quattro, gli uomini del controllo globale del villaggio locale, che hanno occhi ovunque, dalle piscine al disco bar.

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Malafemmina

La donna latino americana

Tra le bambine che per le prime due settimane di agosto sono accolte al miniclub ce n’è una, deliziosa, che chiacchiera tantissimo e ha una gentilezza che non è solita trovare nei bambini. Parlo di cortesia nei modi, nel parlato, nelle espressioni, come fosse stata educata da qualcuno d’altri tempi. Un po’ anacronistica per la verità ma senza voler sminuire tutti gli altri bimbi e senza voler fare la nostalgica dei tempi che furono (me ne guarderei bene) la trovo simpatica.

Ha due occhietti vispi ed è sempre allegra. Una creaturina misteriosamente piena di gioia di vivere in mezzo a tanti bambini che sono nervosi, maneschi, perché copiano i sistemi dei genitori, talvolta un po’ bulli, certe volte timidissimi, raramente autonomi.

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Malafemmina

Eroi, eroine…

Com’è strana la vita: c’è gente che nel villaggio vacanze in cui lavoro celebra alcuni misconosciuti personaggi come fossero eroi e non sanno che gli eroi stanno da un’altra parte, sono quelli senza stipendio, che si svegliano la mattina e tentano di recuperare quel tanto che basta per se e la propria famiglia, se ne hanno una.

Le mie eroine sono fatte di carne e sangue, hanno cicatrici infinite, umiliazioni da smaltire, rifiuti che dovranno gestire, ricatti che qualcuno le obbliga a digerire.

Sono precarie, sono disoccupate, sono licenziate, cassintegrate, se ne stanno a fare turni massacranti di lavoro, poi arriva il padrone che c’ha voglia di delocalizzare e porta tutto da qualche altra parte, dove il personale costa tanto meno, così le dipendenti restano senza far niente, a pietire un posto, un diritto, un minimo di attenzione, qualcosa di serio che nessuno ha voglia di dare.

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Malafemmina

Su le mani, all together!

Io sto così bene al mini club, perché non ne posso più degli stacchetti canterini per distrarre turisti annoiati, non ne posso più della sigla dell’animazione con tutte le mossette sceme, le parole sceme, le faccine sceme e noi che sembriamo tanto scemi. Vi ricordate la sigla motivazionale del lavoro precario al call center del film “tutta la vita davanti”? Ecco, noi facciamo anche cose così. Sceme, appunto.

Non ne posso più del boss capo animazione che fa la voce da diggei (dj) simpatico. Ne ho abbastanza delle sue battute sempre uguali, del suo repertorio che è identico e dura una settimana. Via i vecchi ospiti, benvenuto ai nuovi e si riparte con il copione. Ne ho abbastanza di fare la valletta idiota per quei giochi idioti in cui il diggei dice “su le mani” e tutti a mani in su, “su i piedi” e tutti a piedi in su, say ohohhhh, ohohhhh, all together, “faccia a scemo” e tutti a fare facce, “culo in aria” e tutti a… avete capito. “Rutto libero” e il rutto invase il teatrino. E magari si trattasse di esortazioni tanto esilaranti, invece è tutto così simile al ballo del qua qua. Come insegnare alle masse a muoversi all together senza fiatare, tutti di qua o tutti di là, e loro interpretano il copione e ridono, come tanti deficienti, senza chiedersi che accidenti stanno facendo.

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Malafemmina

Inseguendo le orme

Stamattina, con i bambini che mi sono stati affidati, abbiamo fatto un gioco.

Nel pezzo di spiaggia che è raggiungibile dal villaggio vacanze c’è sempre un via vai di persone che corrono, camminano, passeggiano, chiacchierano. Queste persone lasciano sulla sabbia tante orme, impronte di piedi di tutte le forme e le misure.

I bambini mi hanno aiutato a fantasticare sui possessori di quei piedi. Ogni impronta è stata adottata da ciascun bambino e sono stati così abili nell’inseguirla fino a indovinare perfino l’identità di chi l’aveva lasciata.

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Malafemmina

Gli amorevoli genitori del villaggio vacanze (seconda parte)

Sto moltissimo con i bambini. Mi diverte guardarli mentre giocano, ascoltare le loro risate, poi li osservo.

Dopo i giochi tra la sabbia, al momento di ripulire i piedini, se ne stanno mezz’ora a crogiolarsi con il piede sotto il getto dell’acqua. Lo rigirano di qua, lo rigirano di là, poi lo rimettono giù e di nuovo si sporca di sabbia e allora lo rimettono sotto l’acqua e non capiscono perché mai dopo aver seguito tutte le istruzioni del lavaggio piedi poi di nuovo si sporcano. Perchè per loro l’acqua è come se fosse una specie di liquido magico, la fai scorrere addosso e non ti sporchi mai più, ti si forma una patina che ti fa superbaby e con i tuoi nuovi poteri puoi fare quello che vuoi, giocare quanto vuoi e nessuno ti sgrida perchè non ti sei sporcato.

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Malafemmina

Gli amorevoli genitori del villaggio vacanze

Una delle bambine che mandano da me al mattino, figlia di una coppia di ospiti del villaggio vacanze, è una piccolina timida, che sorride e fa si con la testa giusto quando è necessario.

Provo a tenermela vicina per incoraggiarla e renderla più sicura. Lei si attacca a me e non vuole andarsene neppure quando vengono a prenderla a fine turno.

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Malafemmina

Il villaggio vacanze e la classifica delle donne “scopabili”

L’istruttrice di aerobica, step, gag, pump e tutti gli acronimi di questo mondo, oggi pomeriggio non c’è. La sostituisce il tizio che sorveglia la sala attrezzi e che si dedica alla mattina agli sport acquatici.

Lui non ha la stessa delicatezza della sua collega e sto guardando alcune signore che vengono redarguite mentre non riescono a replicare alcuni movimenti che secondo me sono gli unici che l’istruttore conosce.

Lui è corrispondente al modello nazi-pilota d’aereo militare.

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Malafemmina

Io. Non. Svezzo. Adolescenti! (parte seconda)

Sono qui che mi do martellate sulle ovaie. Per sentire qualcosa. In un luogo che sembra avvolto da una nube di superficialità, dove dimentichi perfino che sei nella merda e che hai l’affitto da pagare, le bollette che ti aspettano, che sarai senza lavoro tra qualche mese.

Tutti cantano e ballano e sorridono e tutti sono malinconici, in fondo tristi, ma si divertono perché questo è il nostro compito, far divertire e per far divertire, dice il boss capoanimazione, dobbiamo essere divertiti e divertenti e dunque eccomi a divertirmi un casino, ah ah ah ah, che risate, sono divertitissima, non vedete quanto mi diverto? Ah ah ah ah. Da spararsi qualcosa di fortissimo in vena.

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Malafemmina

Io. Non. Svezzo. Adolescenti!

Sottotitolo: precaria si, ma scema no. Andiamo con ordine.

La ragazza che ho sostituito per una sera al ristorante, alla fine del suo turno, più o meno un paio d’ore fa, mi ha portato un pensierino. Un paio di grossi fermagli di legno, decorati da lei, che serviranno a tenere fermi i miei capelli un po’ selvaggi.

E’ così che le precarie si ringraziano tra loro e ho apprezzato quei fermagli così tanto. Mi sono commossa. L’ho abbracciata assicurandomi che stesse meglio.

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Malafemmina

Abbronzarsi con lentezza

Mia madre al telefono: “ma dai che ti diverti… non stai prendendo un po’ di sole?”

Come no, mamma, di sole qui ce n’è in gran quantità. E’ che manca il tempo per prenderlo e tenerne un pochino per me.

Ieri per esempio mi sono ustionata una gamba, una sola, perché quell’altra era ancorata ad un gioco che facevo con i bimbi. E hop, hop e rihop, e mi sono beccata una ustione di terzo grado.

Ma non era di questo che volevo parlarvi. Mi piacerebbe descrivervi alcune immagini che scorrono allegramente in questo posto, il villaggio vacanze apparentemente più fico del mondo.

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Malafemmina

La classe dei precari

Ieri sera, alla fine dell’intrattenimento, mi si è avvicinato un tale. Biondo mesciato, abiti da yacht. Pulloverino sulle spalle. Uno con la barca ormeggiata non so dove che ha pensato bene di fermarsi a socializzare per qualche giorno con la gente del villaggio.

Non mi piaceva. Non so per quale ragione, forse per una irrinunciabile coscienza di classe, forse perché ho sempre immaginato che certi uomini amino compensare con l’ostentazione altre mancanze. Non sapevo cosa gli mancasse e non avevo intenzione di scoprirlo. Un cliente è un cliente. Bisogna dargli sempre ragione e se lui si avvicina, in modalità “piovra on” per rivendicare quello che immaginava gli fosse garantito dal menù bisogna dirgli con gentilezza che ha sbagliato persona.

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Malafemmina

Il mio nuovo lavoro: esisto solo per farti felice!

Eccomi qui, dopo parecchi giorni di assenza in un momento di pausa tra la notte semi-insonne e l’alba, con tutto il lavoro che dovrò affrontare tra pochissimo.

Sono qui dal 20 giugno. Finisco il 20 settembre. Mi pagano 800 euro mensili più vitto e alloggio. Sono parte del gruppo di animazione che ha il dovere di far divertire le persone che vengono qui in vacanza. Donne, uomini, bambini, famiglie, single, persone ricche e annoiate o povere che arrivano qui dopo aver fatto un prestito e aver messo in valigia abiti che sono troppo vistosi per sembrare parte del loro look naturale.

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Malafemmina

La cameriera ha un’anima

Vi avevo promesso che avrei parlato dei clienti ubriachi e quindi eccomi qui.

Domenica sera, come al solito, vedo sfilare davanti a me il solito branco di personaggi, un microcosmo, una categoria di soggetti sui quali un sociologo potrebbe puntare per fare una interessante ricerca, un antropologo potrebbe documentarne le radici comportamentali, un zoologo potrebbe osservarli per fotografare il loro linguaggio, un paleontologo potrebbe puntare su quelli che ancora non si sono evoluti rispetto all’età della pietra.

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