Comunicazione, Pensieri Liberi, Satira

Campagna elettorale in sintesi: davvero si vota? E per cosa?

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La campagna elettorale in pillole così come si ascolta in giro tra case, bar e città. Per la maggiore va un tal Dudù, ed è complicatissimo spiegare che non è neppure un candidato. C’è che la gente ha bisogno di reddito, casa, lavoro e che in molti non ce la fanno più. C’è la faccenda del Jobs Act (“sapi iddu ‘nzò cchi caxxu è” cit. lo stigghiolaro). C’è quella degli ottanta euri del Governo Renzi e nel quartiere dove sta mia madre, l’altro giorno, si chiedevano se quegli ottanta euri glieli danno un po’ e un po’, 40 prima e 40 dopo il voto elettorale, come facevano i democristiani dei tempi che furono quando andavano a comprare i voti tra la gente. Bisogna spiegare molto bene che Renzi è di centro/sinistra. Non è un democristiano. E’ proprio un’altra cosa.

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Precarietà, R-Esistenze, Welfare

Le deputate Pd sono vicine ai bisogni della gente?

Picierno, onorevole del Pd candidata capolista per le europee, dice che con 80 euro si può fare la spesa per 2 settimane. Vorrei sapere in quale supermercato va a fare la spesa perché gli sconti, dalle sue parti, devono essere pazzeschi.

Gli ottanta euro sono la social card formato governo Renzi, tipo pacco di pasta in salsa democristiana, che viene assegnato alle famiglie con reddito pari a 1000 euri mensili su base individuale per lavoro dipendente. Se il tuo reddito è 1200, 1300, 1400, 1500 e la tua famiglia è monoreddito, ovvero sei il solo o la sola a lavorare, allora si parla di spese per il coniuge non detraibili e non ti spetta niente né per te né per il coniuge disoccupato. Se sei disoccupato, precaria, ancora più precarizzata con il jobs act, se non guadagni niente non ti spetta niente. Mi pare giusto. Invece che pensare ad un reddito minimo che punti sull’autonomia degli individui si ragiona sempre per categorie assistenzialiste e familiste.

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Comunicazione, Culture, Pensieri Liberi

La “stazza” di #MichelaMurgia (ad avercene!)

Le elezioni dirette a me sono sempre piaciute poco. Si esasperano leaderismi e i candidati o le candidate sono sempre oggetto di campagne di discredito, di macchine del fango, gossip, veleni che arrivano da ogni parte. Nel corso delle campagne elettorali si dice di tutto.

Tra le altre cose, e non è una novità, c’è il fatto che se è candidata una donna da lei non si esige solo capacità, volontà, intelligenza. Parrebbe destinata a un concorso di bellezza al quale si può accedere soltanto avendo adeguati requisiti fisici. E la politica rispetto a questo cosa dice? Proprio niente. I partiti si sono semplicemente adeguati e partecipano alla società dello spettacolo scegliendo candidate che fanno ritoccare su photoshop le foto per presentarsi meglio, sono telegeniche, belline, carucce, bone, e non sto dicendo che per questo sono meno capaci, il punto è un altro. Lo sanno quelle di destra e di sinistra che i padri dei partiti, perennemente maschi, e le specialiste della comunicazione, spesso anche donne, che si dispongono a organizzare le campagne elettorali, scelgono le candidate da mandare in televisione, in giro, sui palchi dei comizi, non solo, certo, per la capacità oratoria e la competenza ma anche per la prestanza fisica.

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