Le mie giornate procedono più o meno allo stesso modo. Unica eccezione un cubo di donna con collo a scomparsa, telefonino con cuffie sempre attivo e tono da imprenditrice che mi ha ricordato il personaggio della “prosivendola”, uno dei libri del ciclo Malaussene (di mestiere: capro espiatorio) di Daniel Pennac.
La donna senza collo ha una parure di bijotteria ricavata da fondi di bottiglia e tutto l’abbigliamento in tinta. Ha le unghie lunghe dipinte con colori forti e una bocca larga che la fa apparire definitivamente sgraziata.
Continua a leggere “Se sei precaria e ti propongono di fare l’imprenditrice: usa il dito medio!”