Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Precarietà, R-Esistenze, Violenza

Delle donne borghesi che non aprono bocca contro la violenza dello Stato

BlCPnL4CEAA7Fd4

Quello che è successo ieri a Roma, come un tempo accadde a Genova, è un fatto grave. Lo è perché si parla di autodeterminazioni svilite, mortificate, di persone offese. Lo è perché si parla di rivendicazione di diritti che viene mutilata, criminalizzata, repressa.

Avendo io chiarissime le mie priorità e avendone abbastanza dell’uso che si fa di certi temi, violenza sulle donne, brand “donna” in generale, quote rosa e affini, per raccontare come certi potenti siano migliori, governi paternalisti sarebbero meritevoli della mia gratitudine, direi che è il caso, ancora, di rivendicare sane differenze tra donne.

Vorrei intanto sapere dove stanno quelle che quando si tratta di violenza dello Stato e diritti calpestati di cittadini e cittadine che chiedono casa e reddito non hanno mai nulla da dire. Vorrei sapere dove sono le donne – evidentemente economicamente garantite – che sostengono questo governo e con le quali dovrei stringere patti di sorellanza. In base a cosa? Per quale ragione?

Continua a leggere “Delle donne borghesi che non aprono bocca contro la violenza dello Stato”

'SteFike, Autodeterminazione, Critica femminista, Precarietà, Questa Donna No, R-Esistenze

Nostalgie borghesi della vita femminile di una volta

Ciclicamente torna la leggenda secondo cui il femminismo avrebbe impedito alle donne di cucinare, vivere bene ed essere felici. Una gran fatica con ‘sto femminismo che obbligherebbe le donne a lavorare per rendersi indipendenti (che sfiga sovrumana!), a cercare forme di realizzazione personale anche al di fuori dai ruoli di cura, a istruirsi, a dire No quando si vuole dire No, a praticare forme di solidarietà collettiva per inventarsi lotte di resistenza in difesa del diritto alla propria autodeterminazione. A sostenere questo punto di vista un articolo della 27esimaora che vi propina una fiera di luoghi comuni e cliché delle borghesi d’alto bordo stancherrime di fare tante cose assieme e vorrei chiedere a costoro, dato che fanno lavori con stipendi di riguardo, da dove gli è venuta l’idea nostalgica della bellezza del lavare il proprio cesso, per esempio: hanno trascorso giornate a osservare le loro colf e  ritenendo quelle fossero molto fortunate nel poter realizzare questo lato così “femminile” (al diavolo il femminismo) così si sono scaricate la coscienza quando hanno pensato che una colf, dato che sostanzialmente le stai facendo un regalo a farle seguire l’indole femminea, è meglio non pagarla troppo?

Continua a leggere “Nostalgie borghesi della vita femminile di una volta”