Autodeterminazione, R-Esistenze, Ricerche&Analisi

Uomo contro uomo: la violenza domestica tra gay e bisessuali esiste e va affrontata

di Gennaro Veneziano*,
maschio, femminista

Ogni giorno purtroppo leggiamo sui giornali fatti di cronaca riguardanti la violenza maschile contro le donne e il femminicidio, nell’accezione ampia e dettagliata di Marcela Lagarde. Involontariamente connotiamo i due sessi, come l’uomo violento e la donna vittima, e invisibilizziamo (e dunque neghiamo) tutte le altre dinamiche violente e le varie intersezioni tra identità sessuale, identità di genere e orientamento sessuale che possono prodursi.

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Le mie fantasie di “stupro”: mai con chi crede in una religione!

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Le cose che non dico sono veramente tante. Non per pudore. Ho solo difficoltà ad accettarmi, per intero. Mi serve tempo per avere una visione chiara di quel che mi riguarda e che non voglio si sappia proprio mai. I miei pensieri strani, quelli proibiti, le mie perversioni. Da quando sono nata ho svolto il mio modesto compito di femmina al servizio dei parenti. Ho fatto da balia a nonne, sorelle, uomini o donne, ero sempre disponibile. Mi accontentavo di un “brava” e poi mio padre mi dava una moneta per premiare la mia buona volontà. Mi è sempre piaciuto il suo odore, avrei voluto abbracciarlo un po’ di più, ma lui era restìo a concedersi. Perciò annuso e abbraccio chi mi piace. E faccio la brava donna per ricevere qualcosa in premio. Nulla di scontato. Nulla che mi spetti di diritto. Qualunque cosa sia devo guadagnarmela.

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Se la libera sessualità diventa “colpa” in un divorzio

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Lui scrive:

Cara Eretica, rimaniamo sullo #slutpride e parliamo di matrimonio e “tradimenti”. Fin da piccolo mi son sempre chiesto che razza di tradimento fosse mai il tradimento fisico; per me l’unico tradimento degno della parola è quello morale: tradire la fiducia di qualcuno. Ma se una persona con cui faccio sesso io, fa sesso anche con altri, a me che importa?

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BDSMer, bisessuale, poliamorosa. Il 23 gennaio i miei erano con me!

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Lei scrive:

Cara Eretica, ti racconto in breve me stessa e una storia genitori/figlia in parte diversa rispetto a quelle lette sino ad ora.

Sono la rappresentazione della non convenzione: ho affrontato, con fatica, tre coming out in dieci anni.
Il primo, relativamente al mio essere BDSMer, il secondo relativo al mio orientamento sessuale (sono bisessuale), il terzo rispetto al mio vivere le relazioni (sono poliamorosa).

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A quell* che ti fanno vergognare di essere bisessuale

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Lui scrive:

Ciao
ti scrivo per un’altra questione
una questione che si potrebbe intitolare

Si è sempre i terroni di qualcuno – anche quando si tratta di sesso
Mi sono sposato due volte
ho avuto diversi figli
e sono completamente bisessuale, nel senso che mi piacciono esattamente allo stesso modo il sesso maschile e quello femminile
Il mio lato omosessuale è prevalentemente passivo
Tradotto, preferisco prenderlo che darlo
Non ho occasioni di praticarlo, nel senso che non le cerco, perché, forse sarò stupido o antiquato, ma non mi va di fare sesso con altre persone che non siano mia moglie
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Infermiere e gay: ti lasceranno lavorare con i bambini?

Lui scrive:

Cara Eretica,

proverò a dirti qual è la mia storia, senza aggiungere fronzoli o inventare nulla. Ho 37 anni, sono un infermiere e fino a poco tempo fa lavoravo nel reparto di pediatria dell’ospedale di una piccola città. Dico fino a poco tempo fa perché mi hanno trasferito  e ora curo le persone anziane. A me piaceva molto lavorare con i bambini, farli ridere, renderli, almeno un po’, felici. Dare supporto ai genitori, essere presente per quel che potevo. Poi una madre ha scoperto che sono bisessuale, anzi, lei ha pensato che sono proprio gay perché un giorno, in cortile, mi ha visto parlare con un ragazzo che mi piace e ci siamo scambiati un innocente bacio sulla guancia. Tanto è bastato per farla indignare e dirlo ad altri genitori. I maschi non si baciano sulla guancia a meno di non essere gay. Tutto fila, no?

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A tredici anni si è consapevoli della propria sessualità?

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Lei scrive:

Ciao!
Ti scrivo perchè ho bisogno di sfogarmi un po’.
Ho 13 anni.
13 anni di anti sessismo, di bisessualità, di musica e “sesso”.
Okay, prima che pensi male: mi masturbo perchè lo trovo rilassante, tutto qui.
Non ho alcuna vergogna a toccarmi.

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E se esistesse l’assistenza sessuale da donne per donne?

Bettie Page
Bettie Page

Me la vedo spuntare un giorno che era nuvoloso. Arriva dietro la porta a vetri e chiede di me. Mi presento e lei mi salta addosso come una furia. A fermarla c’è una mia amica e un ragazzo che stava aspettando in fila il suo turno. Mi chiamo Rebecca e sono una prostituta. La donna che mi ha aggredita invece è la ragazza di un mio cliente. Non so come lei abbia saputo di me ma avrebbe dovuto capire che io non ero obbligata a sapere di lei né dei tanti tradimenti che si consumano a mia insaputa. Quel giorno ero uscita per andare a fare la spesa nel negozio a dieci metri da casa mia. Nel quartiere mi conoscono tutti. Sono una “bella di notte”, ma per tante persone sono anche quella che “di giorno” parla, ride, scherza con i vicini.

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