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E’ nato il Social Media Indipendente: mastodon.bida.im

E’ simile a Twitter ma rispetta la tua privacy, nel senso che non registra i tuoi dati e offre la possibilità di mantenere l’anonimato, salvo quando siamo noi stessi a renderci riconoscibili. Non è un prodotto commerciale ma una azione di attivismo militante. Non applica censura ma vi invita a seguire la policy antisessista, antirazzista, antifascista. Vi invita anche a non postare link di post che stanno su altri social (facebook etc) perché non possiamo obbligare nessun@ ad iscriversi e perché avere un blog ci permette di diffondere i nostri contenuti in uno spazio molto più ampio. La stessa policy ha accompagnato iniziative bellissime come quella di Indymedia, il sito che consentiva la libera pubblicazione di contenuti, testi, video, audio, in tempi non sospetti.

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Vicenza – don’t touch our sisters! basta stupri, basta impunita’!

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Su Global Project trovate alcune considerazioni dei gruppi di compagn* vicentini che hanno organizzato l’iniziativa contro i militari accusati dello stupro di una giovane donna in quella città. Lo ricopio qui. Buona lettura!

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Considerazioni a margine della vicenda che ha visto una giovane donna stuprata da due militari U.S.A.

Come è ormai noto alle cronache locali e non, alcuni giorni fa si è registrato a Vicenza l’ennesimo stupro ai danni di una giovane donna, di professione sex worker, che, dopo aver concordato prestazioni sessuali con due militari U.S.A., è stata portata nella periferia industriale della città e qui violentata e picchiata per ore, con tale violenza che la ragazza, dopo aver rischiato un aborto, a distanza di due settimane ancora non si regge in piedi.

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#Zeroviolenzadonne diventa Zeroviolenza.it: uomini, donne, identità, differenze

Il progetto Zeroviolenzadonne.it diventa Zeroviolenza.it. Monica Pepe spiega il perché. Buona lettura!

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Uomini, donne, identità, differenze. Come resistere e perchè cambiare?

di Monica Pepe

La violenza è un filo rosso che attraversa la storia dell’umanità e delle relazioni. La maggior parte degli esseri umani la contrasta da sempre con determinazione agendo positivamente il conflitto all’interno della vita intima e delle relazioni sociali, trasformando l’aggressività in processi di emancipazione economica e autonomia culturale.

Oggi assistiamo prevalentemente ad una rappresentazione mediatica della violenza, in tutte le sue forme, poco dinamica e ad una drammatizzazione che ne fa un destino nella vita delle persone che la subiscono, sia in famiglia che in ambiti sociali specifici. Ma è proprio così?

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Non solo treni per la libertà. Processioni, settimane sante e fighe ribelli in Spagna

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Da Incroci De-Generi:

Lo scorso fine settimana, preludio della settimana santa, suggestive processioni hanno cominciato ad attraversare la Spagna da Siviglia a Madrid, seguendo le orme della Venerable Hermandad del Santisimo Coño Insumiso, la Venerabile Sorellanza della Figa Ribelle che l’8 marzo 2013 aveva inaugurato a Malaga la Procesiòn del Santo Chumino Rebelde, la Processione della Santa Vulva Ribelle.

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Irriverenti e Libere: un libro sui femminismi non mainstream!

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Non vedo Barbara dai tempi della Flat – tavoli femministi e lesbici di Roma e Bologna – in cui ci siamo dette un po’ di cose dopo il successo della manifestazione contro la violenza sulle donne del 2007 organizzata da una moltitudine di anime sparse in giro per l’Italia chiamate Sommosse. Da giornalista ha attraversato Genova del 2001 da un’altra prospettiva. Lei aveva partecipato al pre/socialforum con il Punto G e stava con Carta e io avevo fatto un percorso tra mediattivismi in giro per l’Italia e stavo con Indymedia e L’Ora. Ci siamo mancate di un soffio, presumo, in tante occasioni, come succede spesso nel mondo militante italico, dove gira che ti rigira a fare le cose, comunque, sono quasi sempre le stesse persone. Risorse intellettuali, attivismi che si mettono in rete, poi si sciolgono, poi trovano altri modi per rimettersi in rete.

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#8Marzo #Roma – #IoDecido di Manifestare

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L’8 marzo è la giornata che tradizionalmente ricorda e rivendica le battaglie e l’autodeterminazione delle donne.

Quest’anno vogliamo far diventare quel giorno anche un momento di espressione e manifestazione di tutte e tutti: donne, uomini, gay, lesbiche, trans, queer, intersex, migranti, chi lotta per la casa, il lavoro, il reddito, contro le grandi opere e contro i cie.

Partendo dalla parola d’ordine “io decido” vogliamo opporci all’obiezione di coscienza che mina internamente la legge 194, vogliamo che ospedali pubblici e consultori vengano sostanzialmente rifinanziati. Siamo pront* a manifestare per avere pieno accesso alla ru486 e alla pillola del giorno dopo, per affermare la libertà di scelta sul parto, sull’aborto, sulla nostra sessualità e sulle nostre vite! […]

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La ministra offesa? E chi difende la #NoMuos ferita?

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Della maniera in cui in generale i media avevano trattato la neoministra Boschi avevo parlato qui. Quella ministra, come le altre sette, fu presentata come l’esempio di paritarismo a cui tendeva il governo Renzi. Diversamente io ritengo sia l’espressione di una evidente operazione mediatica di pinkwashing. Una operazione che, tra l’altro, come era prevedibile, avrebbe offerto elementi di distrazione varie dall’operato del governo ogni qual volta una di queste ministre sarebbe stata offesa. In generale poi il solo fatto di opporre una critica politica alla maniera in cui questa pretesa “parità” assume un rilievo che non riguarda certo i diritti delle singole e dei singoli fuori dal palazzo, costituirebbe di per se’ un atto eretico, di blasfemia politica. Chi crediamo di essere noi che ci ostiniamo a non essere così giulive per il fatto che ‘ste otto donne stanno al governo? Già. Chi siamo noi? Perché vedete, la previsione era giusta. Opporre una critica alle ministre e criticare lo stesso governo, donnificato, diventa sessismo. Non solo. In un manicheismo imbarazzante diventerebbe perfino misoginia.

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