Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze

Femminismo Islamico: introduzione di Zahra Ali

feminism 2

Quella che segue è la traduzione dell’introduzione della curatrice Zahra Ali a Féminismes islamiques, pubblicato nel 2012 dalla casa editrice francese La Fabrique . Si tratta di una raccolta di testi di figure di riferimento del femminismo islamico tradotti dall’arabo o dall’inglese per la prima volta in francese. A questo indirizzo è possibile leggere l’introduzione originale in francese, provvista del denso apparato di note perlopiù bibliografiche che qui non è stato integrato per non appesantire il testo. I termini seguiti da un asterisco sono spiegati nel lessico posto alla fine del testo. (Si ringrazia Elisabetta per la traduzione e Berta per la correzione) 

Continua a leggere “Femminismo Islamico: introduzione di Zahra Ali”

A Tetta Alta

#ATettaAlta: Quando disturbavamo femministe autoritarie e antifemministi

E’ la storia di un lungo viaggio. L’introduzione è qui. Buona lettura!

>>>^^^<<<

Avevo trascorso gli ultimi quattro anni a cercare risposte sul perché ci fossero tante persone che arrivavano puntualmente sul nostro blog e scatenavano l’inferno. Erano “arraggiati“, come si dice dalle mie parti. Dicevano spesso frasi sconnesse, non ne capivo il lessico, le origini, i motivi. Il primo istinto fu di rifiuto. Mi chiamavano in mille modi e tutti negativi. C’era perfino chi mi chiamava figlia di Satana (sai che novità) e chi voleva processarmi davanti ad un Tribunale di Norimberga. A me. Perché io sarei stata quella che condannava migliaia di uomini ad un calvario senza fine. Parlavano di mondi femministi, leggi femministe, rutti femministi, monumenti femministi, e io mettevo fuori la testa dalla finestra e vedevo lo stesso mondo atrocemente maschilista di sempre, quello in cui ero cresciuta, che mi aveva obbligata a lottare fin da piccola per affermare il mio diritto d’esistenza senza dover ottemperare a imposizioni e ruoli di genere.

Continua a leggere “#ATettaAlta: Quando disturbavamo femministe autoritarie e antifemministi”