Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Culture, R-Esistenze

La solitudine delle madri

Io non so come facessero le donne in passato a partorire un figlio dopo l’altro, tra un aborto e un figlio nato morto, bambini piccoli da allattare e tutte le faccende da sistemare in famiglia. Non posso immaginare quanto sia stato difficile per loro e tuttavia penso che quelle donne abbiano lasciato un’eredità a tutte le altre per non essere disconosciute e per fare in modo che venisse riconosciuto il loro valore. La mistica della maternità ha una radice antica e si protrae nel tempo ancora oggi con un giudizio censorio nei confronti delle donne che non solo non vogliono ripetere quelle stesse esperienze ma non si riconoscono nel ruolo di madri. La madre veniva vista come una specie di Santa, una martire che dava tutta sé stessa per i propri figli. Ma al di là di questo stereotipo ci sono altre verità che andrebbero raccontate. Erano donne sole, insoddisfatte, spesso non si sentivano realizzate e neppure amate. Fungevano da buco sul quale un uomo depositava il proprio sperma senza curarsi delle conseguenze. Erano donne la cui sessualità era negata e non avevano altri modelli a cui riferirsi se non le donne che le avevano precedute. Molte donne morivano di parto e altrettante non erano in grado di prendersi cura dei figli e li lasciavano a sé stessi per poter lavorare.

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Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Il Femminismo secondo la Depressa Sobria, Precarietà, R-Esistenze, Welfare

Ruoli sociali: la donna come ammortizzatore sociale

Continuano le puntate del Femminismo secondo la depressa sobria.

Sapete quanto costa badare alla casa, alla famiglia, ai figli, agli anziani, ai disabili, ai malati? Costa tantissimo. Un welfare a misura di individuo avrebbe trovato il modo di alleggerire il peso di queste responsabilità a chiunque o le avrebbe suddivise equamente per tutti i generi, invece essendo la nostra una società di impostazione cattolica, che mira alla famiglia eterosessuale come modello sociale, quelle responsabilità le ha assegnate solamente alle donne. Le donne ammortizzano una spesa di miliardi di euro annui che lo Stato risparmia per reinvestirli non nella salute, sempre più volta alla privatizzazione, non nell’istruzione, anch’essa diretta verso la forma aziendale, ma negli armamenti, nella difesa, nella struttura delle forze dell’ordine, un ordine che ha radici patriarcali e che i patriarchi farebbero di tutto per mantenere tale.

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