Affetti Liberi, Autodeterminazione, La posta di Eretica, Sessualità, Storie

Il mio sesso sporco oltre la monogamia

Lei scrive:

Cara Eretica, voglio raccontarti di noi.
Ci siamo incontrati al lavoro, entrambi una famiglia che amiamo a casa, entrambi fedeli ed estranei al tradimento.
Eppure qualcosa è scattato, un riconoscersi a vista, un cercarsi e parlare, parlare per ore. Parlare di tutto, parlare dei segreti, di quelle cose che “questo lo sa solo mia moglie/marito”. E perfino dei “questa cosa non l’ho mai detta a nessuno”.

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Malafemmina

Memorie di una estate precaria

Il 21 sono fuori di qui. Lunedì (forse) mi/ci pagano. Siamo abbastanza malinconici. Vogliamo andare via ma ci dispiace separarci. Questo riguarda le persone che hanno legato, strette in una alleanza. un patto di solidarietà, che ci ha tenuti in piedi fino ad ora.

Tanti numeri di telefono, tante promesse di comunicazione e cartoline di natale, ma poi sappiamo bene, tutti, che il giorno dopo ricominceranno le nostre vite o ne avremo altre, comunque lontane da quella che abbiamo vissuto qui, e dunque archivieremo questa esperienza e anche le persone che l’hanno attraversata, perché avviene un po’ così che per disintossicarti butti via il bambino con l’acqua sporca.

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Malafemmina

Le mie emozioni non sono in vendita

Io e la mia nuova amica stiamo facendo accordi a lunga scadenza. Così almeno lei propone. Le piaccio. Tenta di acchiapparmi, fagocitarmi. Data la mia condizione mi ha proposto di fare qualcosa con lei. Di lavorare dove lei può darmi una mano.

Sarò scema ma io non la voglio la sua mano, come non vorrei la mano di un uomo. Non voglio essere dipendente da qualcuno. Vorrei poter dire domani che non le devo niente e che se la frequento è perché mi piace.

Tanto penso di un uomo, tanto penso di una donna. Le dipendenze sono dipendenze e per quanto certe proposte vengano fatte in assoluta buona fede sono certa che in fondo ci sia l’intenzione di impigliarmi.

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Malafemmina

Trasgressioni precarie

Io non so esattamente come è andata, o forse lo so, ma preferisco riassumere senza analizzare. Mi sono svegliata nel letto della donna che ieri dalla platea aveva preso in giro il boss capo animazione e alla quale avevo dato appuntamento per la serata.

Ci siamo viste, abbiamo tanto parlato, ci siamo capite, abbiamo riso insieme, ci siamo toccate e ci è venuta voglia di toccarci ancora, di toccarci meglio.

Se sono lesbica? Non la vedo come una religione. Anche lei credo la pensi così. Penso che non sia una scelta di campo. Penso che ci siano delle persone che si sentono attratte da persone diverse, o esclusivamente da persone dello stesso sesso. Io vivo le situazioni, mi lascio guidare dall’istinto. Faccio sesso con uomini che mi piacciono e stavolta ho fatto sesso con una donna che mi è piaciuta.

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Malafemmina

Sesso telefonico (precario)

Oggi nella pausa pranzo mi ha chiamato Pleasure. Voleva me. Io non potevo materialmente essere con lui e allora abbiamo fatto sesso telefonico.

Non so se altre persone hanno esperienze in questo “settore”. So che io non lo faccio spesso, non per pudore ma perché sono totalmente imbranata.

Mi viene da ridere, certe volte non colgo i messaggi, perché sapete che il sesso telefonico è una cosa che avviene per via delle fantasie. Chi le ha e le esplicita, chi ne ha meno e interpreta. Ecco, io sono una che il sesso lo fa volentieri nella pratica, molto volentieri e molto nella pratica. Altrimenti mi lascio esaltare dalle fantasie di chi mi chiama.

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Malafemmina

L’amore al tempo della precarietà

Una storia controversa. Me l’ha raccontata una collega. Ha conosciuto un tale che vive in un’altra città.

– Da me o da te?

Da nessuno dei due perché vivono entrambi con le rispettive famiglie sebbene abbiano superato i trent’anni e sulla carta dovrebbero già essere inseriti in elenco alla voce “adulti”.

– Dunque dove ci vediamo? A metà strada, facciamo in una stanza in affitto, per un week end.

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MenoePausa

Le ferite degli uomini

C’era un uomo che io avevo apprezzato e amato nonostante lui pensasse di se’ (lui e non io) che fosse brutto e grasso. In realtà era un cripto/macho che desiderava emulare un modello di mascolinità i cui panni non era in grado di indossare, perché non era bello a sufficienza per farsi perdonare toni da bullo e perché per farsi accettare doveva usare altri strumenti. L’intelligenza, la sensibilità, l’amicizia, il rispetto, la comicità. Tutte cose comprovate ma spesso forme di dissimulazione di stronzaggine che non riusciva a esprimere se non con un veleno acido ostile e stantìo che colpiva poi giusto quelle che lo amavano per ciò che era.

Odiava le donne, quelle ragazze che lo avevano rifiutato e avevano invece scelto stronzi forse pure maneschi. Perciò non riusciva neppure ad essere solidale con le donne che subivano violenza ché pensava in fondo “ben le sta… hai scelto lui e non me…”. In ogni donna vedeva quella che aveva scelto una merda d’uomo invece che lui e non si rendeva conto che lui finiva per diventare merda tanto quanto perchè le forme di violenza che puoi usare sono tante. C’è quella psicologica, di quando fai subire alla tua partner la tua insicurezza e il tuo livore e non è certo di livello inferiore all’altra fisica.

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