Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze, Violenza

#26N #NonUnaDiMeno – il nostro invito alla partecipazione, perché questa lotta ci riguarda

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In questi giorni avrete visto come la pagina di abbatto i muri e questo blog abbiano sostenuto la manifestazione del 26N, contro ogni strumentalizzazione e ogni tentativo di boicottaggio escludente, normalizzatore, perché condividiamo l’azione, lo spirito, i contenuti, qualunque sia la maniera in cui vengono espressi, perché apprezziamo lo sforzo, il grande lavoro che arriva dal basso da parte di gruppi indipendenti da partiti e dalla politica istituzionale. Apprezziamo l’intento che è di rottura rispetto ai femminismi che si trincerano dietro vaghi concetti antiviolenza per poi giustificare pratiche fortemente violente come l’abbandono e la mancata assistenza delle donne che scelgono di abortire. E’ di rottura rispetto a chi adopera la lotta contro la violenza di genere per farne un dispositivo di potere in mano a chi vuole solo criminalizzare persone, gruppi, etnie, culture. La violenza di genere è qualcosa di molto più ampio del significato svuotato di senso e comodo per praticare pinkwashing in favore di questo o quel partito o quel governo.

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Comunicazione, Eretica, FikaSicula, FinchéMorteNonViSepari, Malafemmina, MenoePausa, Progetti Narrativi, Storie

I miei personaggi (istruzioni per l’uso)

Ne ho creati abbastanza da riempire interi blog. Sommati per categorie riconoscibili trasferisco la loro scrittura qui e recupererò, per chi non ha letto, almeno parte di quello che è stato già scritto per poi proseguire – se è il caso – con le relative narrazioni.

I personaggi che ho creato sono sempre stati parte di progetti di comunicazione politica. Alcune cose oggi non le scriverei più così come ho fatto e alcune altre invece si ma ciò che conta è che sono personaggi che hanno raccontato disagi e problemi di donne o di persone di diversa generazione e che rappresentano un esempio di come la comunicazione possa essere utile a rappresentare vite in molti modi e forme.

Racconti, intere storie, trame semplici o complicate, quello a cui ho dato vita con la mia scrittura ha coinvolto, creato legami, rappresentato persone che non sapevano esprimere i propri problemi, condiviso strumenti di comprensione del proprio percorso e del presente. La precaria con mille lavori, la trentenne o la post quarantenne, la donna con problemi relazionali, e molte altre in tante metamorfosi continue che realizzano un dato che a voi che leggete deve essere chiaro: la comunicazione crea personaggi, lo fa ogni giorno, potete vederlo in ogni media, nell’illusione che quei personaggi che vedete siano reali quando  in realtà non lo sono perché i loro copioni sono scritti da persone come me. Attraverso quei personaggi vengono veicolati messaggi politici, personali, sociali, economici…

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Antiautoritarismo, Comunicazione, Pensieri Liberi, R-Esistenze, Ricerche&Analisi

La lenta costruzione dello stereotipo

Fabbrica di stereotipi non si nasce. Si diventa.

Comunicare segue flussi e onde. L’onda del web non differisce dagli umori che resistono in relazione ad altri media. Sono persone educate a fare, dire e pensare in un certo modo. Se tu non hai il potere di contrastare la cultura prevalente fatta di linguaggi e toni nazional popolari, dal basso dei tuoi media in miniatura, come sono i blog, sfrutti semplicemente l’onda e usi toni che ti fanno somigliare a Mussolini o alle presentatrici dei programmi trash pomeridiani della tv per dire cose completamente differenti.

Sul web vanno di grandi click e condivisioni testi che stimolano l’indignazione popolare, meglio, il linciaggio perché le due cose oramai sono un tutt’uno. Dunque che tu posti la notizia di un culo nudo in pubblicità o di un tale che ha scuoiato vivo un panda o di uno che ha abusato di una minorenne o di una tizia che ha mollato calci a un cane stimoli comunque l’ormone forcaiolo che richiede censura, “pena certa” (e più certa della morte non ce n’è) e ha pronto con se’ un cappio.

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Comunicazione, Culture, Pensieri Liberi

Rapporti liquidi ed empatie proiettive

Conoscete Bauman? All’ultimo Festival della Filosofia ha parlato di amicizie liquide. Basta un click per cancellarle. Così dice.

Sostiene lui che internet crei “rapporti facili e superficiali“. La chiama società liquida che poi sarebbe quella in cui le identità, i rapporti, le relazioni, come le merci, sono oggetti di consumo. Aggiungerei io anche i sentimenti, le emozioni, tutto ciò che è spendibile in un like e condividi che rende pornografia la foto di un bambino palestinese o quella di una persona che è vittima di qualunque cosa.

Rapporti facili e superficiali perché su internet la parola “amic@” è diventata sinonimo di niente. La chiama relazione liquida, priva di responsabilità reciproca, impegno, rispetto, dalla quale consegue frustrazione e solitudine. Rapporti usa e getta che vivono di “monologo” e non di dialogo, dove a dialogare ormai s’è persa l’abitudine per cui ciascuno resta fermo nella propria nicchia e se più solitudini si associano tendono solo a diventare branco e ad esercitare forme di squadrismo.

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