Personale/Politico, R-Esistenze, Salute Mentale, Sessualità

In memoriam della libido

Depressione + farmaci = zero libido.

Questa devo segnalarla tra gli scomparsi. Ritrovarla è problematico. Recuperare un tocco di sensibilità idem. Provo ad esercitarmi ma non risponde. Mi dedico alla visione di esempi immaginari per verificare se laggiù qualcosa vive. Mi ritrovo a fare la critica cinematografica sulle apparizioni in video. Tanto sprimacciare ghiandole mammarie e prodursi in allungamenti di tuberi la cui coltivazione va accreditata ad una particolare tipologia di agricoltori. Fantasie calde, fantasie fredde, esercizi di coniugazione di verbi in altre lingue. Nulla che mi produca la minima sensazione di piacere.

D’altronde se la terapia si basa sul fatto che bisogna appiattire le emozioni, affinché tu riesca a svegliarti e vivere la giornata senza avere attacchi di panico o cali d’umore, non dovresti sorprenderti del piattume molle che regna in qualunque parte del corpo.

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Personale/Politico, R-Esistenze, Salute Mentale

Incanto

“Aiuto!” – urlo, nel cuore della notte. Il mio compagno si sveglia e inizia a parlare con me. Gli dico che se il malessere persiste dovrebbe chiamare il neurologo. Lui chiede una spiegazione e io rispondo chiarendo che il mostro vuole mangiare i miei sogni e mi impedirà di svegliarmi. Solo a questo punto lui capisce che io sto dormendo e che mi trovo nel bel mezzo di un incubo.

Il sogno agitato è tipico per me da quando assumo farmaci antidepressivi e stabilizzatori dell’umore. Le medicine appiattiscono le emozioni e tengono a bada ansie e paure. Si liberano di notte. Così negli ultimi anni non mi è mai più capitato di fare un bel sogno.

Quei farmaci a volte mi paralizzano. So di dover andare al cesso ma non riesco ad alzarmi. Contraddire la paralisi è tremendo. Ripeto tra me e me che devo farcela e che non vinceranno le pillole. Vincerò io. Infine riesco a sollevarmi e procedo.

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Personale/Politico, R-Esistenze, Salute Mentale

Recupero

Dopo un crollo conseguente a disturbo depressivo il corpo ne risente. Si riparte da capo, come quando si rompe un osso e segue la riabilitazione dopo aver tolto l’ingessatura. Un attimo perché si rompa e mesi e mesi per recuperare. Così bisogna riallenare la mente affinché i neuroni funzionino come si deve e poi si riprende a faticare prima per risollevarsi e poi per reimparare a camminare.

Sarebbe comprensibile se fosse un problema visibile. Invece diventa meno scontato riuscire a farsi ascoltare da chi ti sta intorno se si tratta di malattia mentale. Normalmente si ricomincia con una nuova ripartizione di farmaci e poi con una rieducazione dei ritmi sonno-veglia e della alimentazione. Metabolismo di base e infine movimento, per quel che si può. Sembra impossibile ma la paralisi psicologica equivale ad una immobilità fisica. Serve una vera e propria ripresa della mobilità. Si reimpara a masticare senza digrignare i denti. Si fa attenzione a tutti quei movimenti che sono naturali per chiunque: funzionamento dell’intestino, metabolismo, mantenimento dell’igiene, esercizio muscolare, riattivazione dell’uso delle ginocchia, pochi passi al giorno per riuscire a restare in piedi.

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Contributi Critici, Culture, Violenza

Concorso a premi per il miglior serial killer

Dopo l’invenzione del modello criminale più gettonato da media e forze di polizia che aspirano ad una promozione, segue il comportamento del misogino per acquisire uno status sociale invidiabile.

Procure e polizie fanno carriera e gioiscono quando possono attribuire all’egocentrico killer quella ventina di casi che altrimenti rimarrebbero ad ammuffire negli archivi e a fare numero per rafforzare le statistiche negative di chi non vuole ammettere di non capirci un tubo sulle indagini da fare per beccare stupratori e femminicidi.

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Comunicazione, Contributi Critici, Culture, Violenza

Genealogia di un serial killer

I primi a parlarne furono quelli che travisarono le gesta di misogini ai danni di prostitute in pieno ottocento vittoriano.

Seguirono gli Stati Uniti che hanno difficoltà a parlare di femminicidio, stupro e violenza di genere e dunque hanno rinominato un mostro per insistere sulla sicurezza delle donne nella famiglia tradizionale.

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Pensieri Liberi, Personale/Politico

Linoleum

Una distesa infinita di quel materiale. In reparto si calpesta con grazia. Preparo la fuga e sono già fuori. Il tempo scorre lento e mi ritrovo a concentrarmi su varie inezie. Mi pongo delle domande e rido per le risposte.

Per esempio: perché nelle serie tv i serial killer sono sempre immersi in una vasca da bagno con la mano a mimare un direttore d’orchestra nell’udire strafighissimi classici? In definitiva emerge lo stereotipo per cui un serial killer cura molto la propria igiene, ha gusti oltremodo raffinati e ascolta abitualmente Mozart o Beethoven.

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Personale/Politico, R-Esistenze, Salute Mentale

Capelli Blue

Il reparto non è un teatro degli orrori. Si prendono cura di pazienti complicati e hanno una pazienza infinita. Il personale medico sanitario fa quel che può per farti stare meglio. Ci sono persone preziose che non vengono pagate abbastanza per il lavoro e la cura pluricompetente che svolgono.

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Pensieri Liberi, Personale/Politico, R-Esistenze, Salute Mentale

Il silenzio dei Neuroni (ibernati)

L’ultima sfida della psichiatria è di riconnetterti alla penna Bic. Vivi da sempre con il computer che fa da prolungamento delle mani? Ecco il problema. E d’improvviso ti è chiaro il mistero della scrittura illeggibile delle prescrizioni mediche.

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Pensieri Liberi, Personale/Politico, R-Esistenze

L’ultimo dei Muchi

Io, già più che adulta, non so quanti auto ammutinamenti fa.

Attualmente espettorato. Dalle nicotine di lusso al catrame arrotolato in autonome cartine da riporto. Ho smesso di fumare. E una è fatta. Procedo col resto, se l’autocontrollo non mi saluta per svanire all’orizzonte.

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