Trombatrice Precaria

La trombatrice precaria e le ronde (in incognito) per la sicurezza

La trombatrice precaria è in piena attività. Per ora deve vivere e poi farà una sintesi. Può pure essere che tira fuori una trilogia. A grande richiesta possiamo però anticipare degli aggiornamenti:

C’e’ stato un militare che non le è piaciuto. Fu crudelmente archiviato. Ci fu una discussione abbastanza impegnativa tra lei e il pene di lui. Si, perché la nostra T.P. (trombatrice precaria) ha preso l’abitudine di parlare con i diretti interessati invece che interloquire per interposta persona.

Lo decise dopo che il militare al primo platonico appuntamento (qualche bacio intenso con sfregamenti senza importanza) le disse: “gli uomini si sa, sono istintivi. Invece le donne sono sentimentali… hanno bisogno della storia… ma io non ti vorrei illudere.”

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Trombatrice Precaria

Trombatrice precaria: le montagne russe e il menage a trois

Dopo tante disavventure occorre rendere conto anche delle storie andate bene…o no? Sarà precaria, ma pur sempre trombatrice resta. Per tenere tale titolo, occorre che trombi.

Pare che ultimamente frequenti un disponibile giovanotto che va a trovarla la mattina prima di andare al lavoro. Marco fa l’architetto, è alto, longilineo, dotato di un certo fascino se non bellissimo, nonché di una buona dose di ironia che rende il loro rapporto leggero e godibile.

Grazie a queste doti e soprattutto grazie al fatto che la sua permanenza nella vita di nostra signora della tromba non supera i limiti di sicurezza, la nostra lei può dirsi al momento soddisfatta della sua vita sessuale.

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Trombatrice Precaria

Trombatrice precaria: orgasmo simulato preventivo

Nella ricerca che Nostra Signora della Tromba è costretta a fare giorno dopo giorno per godere dei diritti che le donne in coppia a volte addirittura disdegnano, in breve una sana e salutare scopata a cadenza regolare, le è anche capitato di incontrare un tipo di uomo definibile come “l’instancabile scopatore”.

A sentir lui, non c’è donna che gli resista…praticamente si è fatto tutte le donzelle del circondario. Pare addirittura che fra amiche ci sia stato un passaparola, per cui può succedere che, nel cuore della notte, uno squillo al citofono preannunci l’arrivo di qualche donna in preda al delirio sessuale che lui deve soddisfare presto e subito. Di sé ama dire che è empatico, lui entra in contatto col tuo intimo…infatti prima ancora di portarti a letto ti dice che ha la chiara visione del tuo “fiore”….Beh…almeno usa termini delicati!!!!! In ogni caso ha uno sguardo come se volesse penetrarti con gli occhi.

In effetti bacia bene, bocca accogliente e poca saliva. A lui va il merito speciale di essere stato il primo trombatore dopo la fine del matrimonio… e soprattutto dopo un paio di trombatori che non trombavano, causa inefficienza del mezzo.

Perciò è con un misto di affetto e simpatia che nostra signora della tromba pensa a lui….ma la verità è verità….questa è una cronaca e nessun particolare, nessun dettaglio deve essere omesso. Lui la prende, la bacia, la avviluppa con le sue mani che sembrano tentacolari, fissa gli occhi nei suoi per stregarla in via definitiva. Lei sente un rigurgito acido nella gola. La cena non si è messa bene o è lui che le sta schiacciando il diaframma? Prova a spostarsi un po’, riprende fiato, ma lui la placca, la insegue, la blocca con le mani e con tutto il suo peso…O maronna!!!!

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Trombatrice Precaria

Trombatrice precaria: comparazione generazionale

Beddamatri santissima che picciottazzo. Un pezzo da novanta. Bello, bello, bello. Capello lungo che sembra gesu’, labbro carnoso che me lo mozzicherei tutto, occhi verdi che se li cerchi non si trovano neppure in un catalogo.

E’ un giovane interattivo. Di quelli che se usi i comandi della playstation lui ti cambia il finale. Ha la passione per i computer. Più che passione è una specie di buco nero che se lo suca dalla sua scrivania e lo fa gravitare, penso, in un’altra dimensione. Se non è così allora non si spiega il suo sguardo assente mentre tracchiggia con una mano sulla tastiera, una sul mouse, una con le dita nel naso e un’altra ancora a grattarsi le big bubble.

La razza in questione è di quelle tecnologiche, cresciute davanti ai video games. Se non fanno almeno quattro cose insieme soffrono come bestie.

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Trombatrice Precaria

Trombatrice precaria: anni ottanta

Trombatrice precaria negli anni ottanta, ovvero dei flash back di quando ero gggiovane e un po’ meno sveglia.

Capello cotonato, depeche mode nelle orecchie e spalline da Spazio 1999 che mi facevano sembrare un parallelepipedo.

Il mio ideale di vita al femminile era flash dance. Solo che in Sicilia non c’erano posti da saldatrice e soprattutto la mia stanza non era uno scantinato di un chilometro quadrato. Al massimo ci potevo saltare sul posto. Figuratevi che per allenarmi a fare la spaccata dovevo arrampicarmi sul comò.

Ad ogni modo ero abbastanza snodabile e quindi mi si adattava la trombata in macchina con il cambio che mi trapanava l’osso sacro e il freno a mano che spaccava il mio lato b in quattro creando un vero e proprio varco alternativo.

Lui era abbastanza tasciuliddu. Immaginate lo stigghiolaro della vucciria con i capelli di simon le bon. Il risultato era davvero terrificante. Ma in quel momento mi sembrava l’essere più fascinoso del mondo.

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Trombatrice Precaria

Le inchieste di pelo della trombatrice precaria (II° parte)

Avventura numero due:

Aveva una voce da cavernicolo. Da buona trombatrice precaria non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione. Conosciuto in chat. Che non è vero che ci incontri solo maniaci. C’e’ un sacco di gente normale, che sfrutta le ore d’ufficio per “socializzare”.

Alla prima chiacchierata mi spiega subito da che parte sta. Frequenta un gruppo che si incontra in una specie di circolo politico con un nome che ricorda vagamente uno scrittore un po’ fascista. Lui è un uomo. Maschio vero.

Mi faccio mille film. Una struttura perimetrale di almeno il triplo rispetto ai comuni mortali. Un diametro da melanzana coltivata in serra. Una lunghezza da poterci fare il nodo e una forma perfetta. Altro che quel coso scarso sul bacino del david fiorentino di piazza della signoria.

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Trombatrice Precaria

Le inchieste di pelo della trombatrice precaria

La madonnina, in legno intagliato, simbolo di una missione in Madagascar. Con un bimbo all’altezza del grembo e una figura affusolata che si dirige in una punta arrotondata. Il suo volto, incorniciato dal velo. La sua posa, lievemente inclinata in avanti.

Giorgio la vide e gli piacque abbastanza. Un attimo dopo armeggiava dentro la mia vagina con quel pezzo di sacralità a forma fallica.

E’ proprio il caso di dirlo: è stata una penetrazione della madonna!

Così comincia la nuova carrellata di avventure della trombatrice precaria che allo stato attuale è impegnata in uno scambio di sms che possiamo sintetizzare così:

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Trombatrice Precaria

Cronache e disavventure di una trombatrice precaria

Dicesi trombatrice precaria colei alla quale non viene garantito il “minimo sindacale” in materia sessuale. Ovvero dicesi di una donna che “licca la sarda” o è spesso a “pane e alive” in quanto il contratto matrimoniale si è rescisso, per giunta unilateralmente. La trombatrice precaria vaga tra passato, presente e futuro e fa il bilancio delle sue relazioni dividendole in valorizzabili, da scartare perchè ce l’hanno piccolo o troppo a fungo, o non funzionante. E non prendiamoci in giro perchè queste cose ci interessano e sono tutt’altro che aspetti secondari.

La trombatrice precaria può trovarsi in quella strana circostanza nella quale i propri figlioli, entrambi minorenni, un bel di’ si arricampano in cucina interrompendo una chiacchierata con amiche all’ora del the’, brandendo un dildo in plastica siliconata e chiedendo con aria innocente “mamma, cos’e’ questo?”. La suddetta non proferisce verbo, sconvolta ripone l’attrezzo senza riuscire a dare spiegazione alcuna.
Facciamo un passo indietro. Fondamentale raccontare le storie che motivano la suddivisione delle relazioni della trombatrice precaria.

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