Trombatore precario: La bipolare

E’ da un sacco di tempo che non scrivo. Diciamo che ho avuto un sacco di cose da fare.

Non è vero. Ho visto tutto Games of Thrones, tutto breaking bad, tutto twin peaks, e altri film vari, spalmato sul divano per mesi, mangiando pizza ordinata per telefono. Non avevo granchè voglia di uscire. Poi l’estate non mi è mai piaciuta. Questa cittá si svuota, restano soltanto vecchi e pochi disperati. Tipo il sottoscritto che quasi appartiene a entrambe le categorie.

Poi, senza alcun motivo, ho deciso di uscire, una sera, da solo. Andare in un bar del quartiere e bere qualcosa, all’ora del tramonto. Questa cittá fa schifo, è grigia, umida, sporca. Ma la luce era bellissima. Ho ordinato una birra scura, mi sono messo in uno di quei tavolinetti all’aperto. Non c’era un’anima. Ho respirato profondamente, e ho assaporato un attimo di calma, fuori da questo tempo.

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Trombatore precario: La mandrilla urlatrice

Per diversi mesi, prima di questo, le cose andavano discretamente. Poi, come al solito, il tempo scompare, lo stress aumenta, e ti chiedi che cazzo stai facendo.
Si, perchè ora vado pure in palestra. Mi son fatto convincere da un amico. Aveva un argomento imbattibile:

C’è pieno di figa.

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Trombatore Precario: la Muta!

Con questa storia comincia la collaborazione di Para Trombix (Trombatore Paranoico) che realizzerà le sue inchieste (di pelo) da un punto di vista maschile. Il nostro Para Trombix si presenta e subito racconta la sua prima storia. La Trombatrice Precaria gli dà il benvenuto e vi augura buona lettura!

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di Para Trombix

Ciao, mi chiamo Mario. Mario Rossi.
Che patetico modo di presentarmi. Vabbé, ormai è fatta.
Si, Mario Rossi. Non è una battuta del cazzo, non c’è niente da ridere.
Il mio è il nome piú comune del mondo. O almeno dell’Italia. Da poco ho pure scoperto che è l’equivalente di John Doe. Persona ignota. Fatevobis. Anni fa lo mettevano pure nei manifesti dell’ATM di Milano, per parlare del rinnovo dell’abbonamento, prendendo un uomo a caso. L’uomo qualunque.

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Cercasi spunti per raccontare storie sul Trombatore Precario

Ho scritto nel corso di un tot di anni alcune storie sul personaggio della Trombatrice Precaria e ne ho scritte altre che parlano di sesso e sono ironiche, autoironiche e parecchio sfottenti nei confronti dei partners o degli uomini descritti e di se stesse. In generale il quadro che ne viene fuori è di donne in difficoltà comunque spesso guardate con autoironia e tenerezza. Gli uomini ne escono fuori quasi sempre in modo devastante, ma quel che è certo è che pensare ad una storia raccontata dal loro punto di vista è difficilissimo.

Non perché io non sia in grado di fare autoironia al punto da guardarmi con occhi altri con la stessa satira pungente usata per definire la sessualità di certi uomini ma perché mi sono resa conto, rileggendole e poi riproponendole, che se le stesse cose le dicesse un uomo sarebbe immediatamente tacciato di sessismo, superficialità, se non di peggio.

E’ acclarato che oramai ridiamo tutte come matte di uomini che non sanno dove parcheggiare un pene, quelli che prima di arrivare al punto fanno certi ruzzoloni e figure di gran merda sulle quali è facile strappare una risata. Lo è perfino per quel che riguarda loro che ridono di se’, per fortuna, senza sentirsi mortificati, spero, e d’altronde perché dovrebbero?

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