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Manifestazione #26N: uomini in fondo al corteo? Sbagliato e sessista!

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Come sempre ogni volta che si parla di cortei nazionali contro la violenza di genere si assiste ad una discussione ridicola che poi assume toni ancor più incredibili se ad autonominarsi portavoce della manifestazione sono nomi di “femministe” che rappresentano lo “0,1”, forse, tra le femministe italiche.

L’appello diffuso e i documenti approvati dall’assemblea organizzativa del corteo del 26 novembre non parlano affatto di posizioni, latitudini, longitudini, dedicate ai maschi. Si parla di analisi e valutazioni, si tenta una mediazione su intenti e ragioni, battaglie e progetti futuri da realizzarsi in rete. E’ sempre così e si apre alla partecipazione di spezzoni ciascuno dei quali, come per esempio quello transfemminista, racconta un proprio perché. Continua a leggere “Manifestazione #26N: uomini in fondo al corteo? Sbagliato e sessista!”

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Se ti piace il macho devi rispettare le “procedure”

Lei scrive:

Cara Eretica,
ho conosciuto un ragazzo e dopo un paio di occasioni in cui ci vedevamo e parlavamo ho pensato che dirgli semplicemente mi piaci fosse la cosa più sincera da fare.
E così una sera, vedendolo andare via, mi sono fatta coraggio e mi sono lanciata. E’ stato molto bello e molto forte per me.
Dire mi piaci può sembrare una banalità, ma farlo è stata una piccola impresa. Ed ero molto felice al di là di quello che sarebbe potuto accadere poi.
Bene, questo il risultato:

io ho la tua mail e se, come credo, hai uno smartphone sicuramente potrai leggere più o meno in tempo reale. Dunque ti scrivo due righe come se fosse un messaggio o un whatsappino. Ero molto orgoglioso di come ero riuscito a resistere al tuo ‘attacco’; mi sentivo forte per il fatto che avevo messo in contatto e in comunicazione tutte le parti del mio essere e come UNO avevo preso una decisione: non farò nulla con questa ragazza, nonostante l’attrazione … No, sono troppo stanco, devo proseguire domani. Anche perché qui la cosa va per le lunghe… So che non hai bisogno di nulla, che nessuna spiegazione è necessaria, che sei adulta ecc., ma visto che ti ho vista sotto casa mia (!), seguo l’istinto e ti scrivo. Quindi domani troverò un momento per farlo. Per ora buonanotte, begli occhi.

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#MeinKampf #EdicolanteResistente: Il grande fratello è quello fascista!

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Quelli che se non vendi il mein kampf violi la libertà di opinione e poi se dici che dare del malato a un gay è omofobia ti dicono che è un’opinione. Come quella di chi dice che bisogna passare la ruspa sulla pelle degli immigrati, o bisogna censurare i libri che parlano di rispetto dei generi contro il bullismo omofobico e sessista.
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Non vado in soccorso al “maschio in crisi”

Su LInchiesta, sito che in genere non leggo, è stato pubblicato un pezzo rivolto al “maschio“. Nulla di strano ma, se proprio dobbiamo dirla tutta, ci è stato segnalato affinché realizzassimo un’analisi da un punto di vista di genere. Dopo un attacco in cui si preannuncia la crisi della virilità, a seguito perdita della sacra fregna, si parla del danno causato dal porno gratuito e di una presunta confusione dei generi sessuali (ahhh, il Giiienderrrr). La crisi parrebbe generale e toccherebbe tutti. Si descrivono una serie di attitudini generalizzandone la portata e poi si pronuncia il fatidico “noi donne” per dichiarare che tanta presunta verità viene pronunciata da tutte noi o da una nostra riconosciutissima rappresentante.

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Comunicazione di servizio per i/le naviganti

Questo non è un post ma un semplice messaggio agli utOnti e alle utOntesse. Dato che non siete in grado di automoderarvi nelle discussioni sulla Pagina di Abbatto i Muri, mentre io sono impegnata ad avere cura di me (che sto poco bene), per quanto chi mi sostituisce cerchi di fare del proprio meglio nel tentativo di fare ragionare 70.000 teste (non tutte, anzi, solo in minimissima parte non in grado di automoderarsi), sospendo la pagina per un po’ fino a che non mi ripiglio. Nel frattempo potete leggere i tanti post e le mille storie ospitate sul blog e potete scrivere, se lo volete, a abbattoimuri@grrlz.net senza però sperare che vi risponda subito. Lo farò non appena posso. Nel frattempo vi invito a riflettere sul fatto che ascoltare, senza darsi addosso, e discutere in modo rispettoso delle opinioni altrui, è la cifra del blog, della pagina e di ogni spazio che caratterizza Abbatto i Muri. E, ben inteso, faremo di tutto affinché rimanga questo: un luogo che le persone possono attraversare pur se non sempre troveranno opinioni che le rappresentino. Un abbraccio a tutt*, e a presto.

Eretica

ps: la pagina sarà sospesa nel pomeriggio, così avrete tempo per leggere l’avviso. Ancora un bacio. :* ❤

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Abbatto i Muri e le aggiustatrici della narrazione sul materno

“Imperativo biologico”, “il più potente dei sentimenti”, “dovreste baciare i piedi a vostra madre”, e queste sono solo alcune delle affermazioni normative che da ieri scorrono sulla pagina fb di Abbatto i Muri perché abbiamo osato scrivere che ci sono donne che si sentono “complete” anche senza avere figli. Sappiamo che ci sono temi caldi per i quali le risse sono d’uso. Vietato pubblicare foto di donne in carne perché arriva lo squadrone di salutisti a fare diagnosi e prescrizioni mediche. Vietato pubblicare storie di donne che “tradiscono” il compagno, per così dire, perché al di là della complessità quel che suona male è che lei “non sa amare”, come se ci fosse una regola d’amore universale, e che lui ha le corna. Vietato anche discutere di maternità senza usare retoriche universalmente note e definibili secondo logiche patriarcali/matriarcali. Le aggiustatrici, con seguito di paternalisti, che non mancano mai di tuffarsi nelle risse quando c’è da dare alle donne una lezione di morale su ruoli di genere e doveri da adempiere, arrivano in massa, poi chiamano le colleghe, affermano perfino di essere discriminate, loro, poiché la storia dell’una dovrebbe rappresentare l’altra e se una non vuole figli si offende quella che i figli ce li ha.

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Dopo la menopausa le donne fanno sesso? Certo che si!

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Mi è capitato di leggere una nota di una donna cinquantenne che consigliava alle ragazze di non seguire l’idea di una uguaglianza perché tanto, ella dice, uguali non saremo mai. Dunque perché provare? Il prezzo che si paga, dice ancora, è la solitudine, perché i “maschi”, così indistintamente descritti, invece sarebbero pieni così di donne che gliela danno. Mi spiace che dica questo così come mi spiace per i commenti che tante donne hanno dedicato a giudizio del corpo della moglie di Hugh Jackman, quasi a confermare il fatto che solo un certo tipo di donne può aspirare ad una relazione con un bell’uomo. Poi ricordo di un altro articolo in cui una donna in menopausa spiega invece come quel periodo per lei sia in realtà magnifico per fare sesso.

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Lo chiamavano Jeeg Robot – recInZione

::Avviso Spoiler::

E niente. L’ho visto. Mi è piaciucchiato ma condivido con chi l’ha recensito prima di me il fatto che c’è qualcosa che spiace. L’arte non si critica. E’ arte e descrive una situazione che va presa per quel che è. Non penso che il film avesse intento pedagogico e non sono così assatanata da saltare sul carro delle viscere scoperte quando si parla di stupro, però inequivocabilmente la storia racconta di un tizio che supera la fase del delirio di onnipotenza dell’uomo forte, pronto a usare la forza per rubbbare, solamente passando attraverso uno stupro ai danni di una innocente la cui consensualità mi è sembrata assolutamente prevaricata.

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Essere Madre di un Figlio Pene-Dotato

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In tant* mi hanno segnalato un post che a quanto pare ha fatto storia sul web. C’è chi immagina che essere mamma sia già una sorta di capolavoro mondiale, ma poi c’è chi pensa che sia ancora più un capolavoro se sei mamma di un “maschio”. Alla voce maschio corrisponde una figura da educare in modo stereotipato, attent* a non fargli fare cose da “femmina” – la biologia ha un suo perché – e mentre godo nella lettura di questo esempio di educazione sessista mi chiedo se mai ci potrà essere un modo delicato per dire a questa donna che è pur vero che lei educherà i figli “maschi” come le pare, ma poi c’è un universo di persone che non dividono i figli in maschi e femmine. Sono semplicemente figli. E se tu mamma li educhi a suon di stereotipi sessisti non fai una gran cosa. Giacché tu generalizzi allora parlo per me, per tante che mi hanno scritto, perfino per tanti uomini che mi hanno semplicemente segnalato il post, avviliti, perché loro sono sfuggiti a madri così e cercano di educare i propri figli senza imporgli un “genere” che è tutta una gran costruzione culturale. E a parte la retorica di esaltazione del materno, che fa tanta audience e strappa lacrimucce colpendo i cuori intrisi di cultura nazional/popolare, con tanto di divisione tra fiocchi rosa e azzurri, nel tentativo di tranquillizzare, addirittura, una donna che si è detta smarrita all’idea di avere un figlio “maschio” – ché se è femmina è tutto più semplice… ma si, come no – direi che c’è materiale da decostruire e sovvertire almeno per un anno. Si potrebbe analizzare rigo per rigo, e se ne avessi il tempo giuro che lo farei, ma mi limito soltanto a descrivervi i pensieri che immediatamente mi sono passati per la testa, tra un divertito conato di vomito e l’esigenza di droga pesante, e così inizio.

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Ti piace il sesso? Lo fai per lasciarti inumidire dal (neutro) maschile

Continuo a raccontarvi il femminismo della differenza (sessuale) a partire da un presupposto essenziale. Tutto quello che piace all’uomo implica una negazione dei bisogni femminili. Se piace a lui non può piacere a te. Pena, la scomparsa della soggettività femminile. Dico sul serio. La differenza sessuale va intesa proprio a partire dai differenti bisogni. Per esempio:

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Anche gli uomini possono usare la scopa (volendo)

C’è una categoria di femministe chiamate “della differenza” (sessuale) che in questi tempi bui ci insegnano quello che il femminismo dovrebbe essere. Secondo loro sesso/genere sono una cosa sola. La dicotomia entro la quale devi muoverti è quella maschio/femmina. Il tuo genere è dato per la biologia che ti caratterizza. Hai il pisellino, sei omo, hai la passerina, sei femmina. La differenza tra uomini e donne va rivendicata, perciò cominciamo con una serie di parentesi necessarie per spiegare in cosa dovrebbe consistere l’emancipazione femminile. Innanzitutto bisogna finalmente ottenere il riconoscimento tanto a lungo negato. A chi pensava che uomini e donne fossero uguali va detto che invece no. Siamo diversi. Però, volendo, le donne possono fare delle concessioni agli uomini che si mostreranno meritevoli.

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